Aletheia

Aletheia Chiara Zanetti
Garbagnate Milanese (MI)

Iscritto dal
13/09/2017
Categoria: Appassionati

Websites: TrAmando Milano 

Visualizzazioni profilo: 54




Data di nascita: 12/08/1987
Residenza: Garbagnate Milanese - MI

Sabato 30 settembre presso Atelier Corso Como 5, Milano inaugurerà la collettiva di A. Iadicicco, R. Riva e V. Simonini “3.0 Integrazione e disintegrazione” si propone come esperienza di incontro e confronto tra le opere di tre artisti diversi per provenienza e background culturale, ma che per questo peculiare allestimento si allineano per comunione di intenti e messaggi da veicolare: Annalisa Iadicicco, Vittorio Simonini e Riccardo Riva, con l’intervento critico di Vittorio Raschetti e Giorgio Grasso. Quest’ultimo presenterà il proprio libro “Il critico e le modelle”, un saggio di storia dell’arte molto peculiare, in cui il celebre esegeta ci presenta alcuni capolavori artistici immaginando di incontrare le modelle degli artisti ed i loro mentori. L’esposizione vuole fornire uno spaccato dell’arte contemporanea dalle radici italiane, in una sinergia à trois la quale non può che richiamare l’esperienza di Warhol, Bascquiat e Francesco Clemente alla Bundeskunsthalle di Bonn negli primi anni ’80. Tale menage artistico fu emblema della fine dell’avanguardia e delle ideologie assolute, consentendoci di osservare l’arte come terreno di contaminazione tra diversi linguaggi. Integrazione dal latino integratio – onis significa, in senso generico, rendere intero e pieno ciò che è incompleto, supplendo al difetto con mezzi opportuni, attraverso l’aggiunta di ciò che è carente. L’arte dialogica non può che prestarsi a questa definizione, laddove ogni artista concorre – attraverso il suo originale intervento – a colmare le lacune esistenti su scala culturale, sociale ed artistica. La fusione di più elementi, soggetti ed oggetti, infatti, consente di concentrarsi su tematiche ed interrogativi comuni, i quali rimarrebbero senza adeguate risposte e riflessioni se l’arte non si impegnasse in quest’operazione di investigazione. La confluenza armonica di attività e processi artistici complessi, inoltre, è in grado di convogliare il valore di una grandezza come somma di parti infinitesimali, quasi a titolo parzialmente risolutivo delle equazioni presenti nella psiche di ogni uomo. Tuttavia, ciò che si incontra e si fonde presuppone l’annullamento dell’ego, dell’individualità del singolo artista, la sua disintegrazione, in quanto questi è posto di fronte alla sfida di interagire in uno spazio ed un’ottica spartiti, abbandonando la sua unicità. Ecco allora che l’ambiente diviene contenitore di una poetica dell’ossimoro, così adatta a riflettere la realtà odierna, sempre frammentaria, molteplice e necessariamente contradditoria.
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