Carlo Tosin

Carlo Tosin Carlo Tosin
bassano del grappa (VI)

Iscritto dal
30/03/2009
Categoria: Pittori

Websites: carlo tosin 

Opere inserite: 7

Visualizzazioni profilo: 1498

Voti ricevuti: 35 Chi ha votato?


Data di nascita: 15/03/1965
Residenza: bassano del grappa - VI
Telefono: 3333710756


Cenni biografici




BIOGRAFIA

Tosin Carlo è nato a Thiene (VI) il 15 marzo 1965

1984 Consegue il Diploma presso l'Istituto statale d'arte di Nove (VI)
1984 Mostra Personale:Linea-Immagine,presso la sala G.De Fabris Nove (VI)
1986 5°Premio Ex Aqueo ,Biennale Triveneta,Lentiai (BL)
1986 Mostra Collettiva,Sala Comunale Romano d'Ezzelino (VI)
1987 La Rivista Flash Art (prima rivista d'arte in Europa)pubblica nella sezione
Overture dedicata ai giovani un'opera con un'introduzione critica.
1987 Mostra Collettiva,Sala Comunale Ponte di Piave (TV)
1988 Inizia la collaborazione con importanti aziende nel settore arredamento
nel ruolo di design interiors e industrial design.
1992 Inizia la collaborazione con l'azienda Taota Italia di Vittorio Veneto (TV)
che porterà alla realizzazione e produzione di 12 progetti di complementi
d'arredo (tavoli,mobili plurifunzionali) nel periodo compreso tra il 1992 e
il 1999.La rivista Area,specializzata in architettura e Design, pubblicà nel
1991 le immagini relative al progetto della cassettiera Diagonal.
2004 Esposizione di complementi in cristallo presso la fiera Glass Tech di
Dusseldorf in una mostra organizzata dall’università di Stoccarda
2004 Selezionato per una esposizione collettiva di artisti internazionali dal titolo 'Art Card 'presso l'Art Museum di Sharja negli Emirati Arabi
2005 Mostra Collettiva,Galleria Memoli Busto Arsizio (VA)
2005 Mostra Personale Virtual Gallery Mio Studio
2005 I Beni Culturali Italiani dedicano un ampio servizio sul Web alla ricerca artistica di Carlo Tosin
2005 La RIVISTA Internazionale Transfinito dedica l'home page del loro web all'opera Totem n°1
2005 Mostra Collettiva Splash Aqua Party Sporting Club,Romano d'Ezzelino(VI)
2006 Mostra Collettiva 'I Corpi Mutanti'Palazzo Pisani ,Lonigo (VI)
2007 Mostra Personale Galleria Webartmagazine a cura di Eraldo Di Vita
2007 Biennale Internazionale di Scultura di Valladolid
2007 Mostra Collettiva Internazionale,Obbiettivo Pop,Cascina (PI)presso Eurohotel,curatore Federico Bellini.Tra gli Artisti partecipanti: Warhol,Mapplethorpe,Haring,Ceroli,Adami,Nespolo,Folon,Vedova,Baj
2007 Mostra Collettiva Internazionale 'Oltreandiamo',Marina di Gioiosa Ionica .Curatore Giuseppe Gallo.

INTRODUZIONE CRITICA

PERCORSI 1984-2004
La mia prima ricerca pittorica risale al 1984,ma avevo in precedenza disegnato
sempre fin dalla più tenera età,con una serie di disegni su carta dove andai ad
indagare le tematiche astratte con dei lavori di stampo costruttivista e di forte
impatto cromatico con l'utilizzo dei colori primari in schemi geometrici con una definizione di tipo razionalista.L'evoluzione sucessiva portò a una serie di opere
basate sulle interazioni segniche date da segni e forme geometriche con densi-
tà variabile su punti di vista diversi che mi avvicinò a ricerche di carattere più
espressivo.(1984-1985-1986).
Dopo qualche anno (1988-1989-1990) i supporti passarono dalla carta al legno con una serie di lavori in cui la matrice gestuale e informale andò a sommarsi alle ricerche precedenti con la contaminazione di materiali diversi : cartoncino,lamiere,vetroresine,sabbie mantenendo comunque un impianto di
progetto all'interno dell'opera che si và a cogliere attualmente nei lavori recenti (2003-2004) in cui esiste una ricerca sempre più architettonica del quadro che va a combinare materiali diversi su corpi e piani sfalsati con una sensazione quasi scultorea nell'insieme.L'opera nasce da un progetto ben definito,in cui
l'invenzione formale va a definire quello che io chiamo i“TOTEM” con un forte
valore simbolico mettendo in rilievo,intersecando e sovrapponendo delle forme,segni e materiali creando una connotazione di forte timbro e identità.
 

Formazione artistica



Carlo Tosin (Thiene 1965), il suo modo di concepire il fare artistico implica un vero lavoro fisico, la necessità di indagare le molteplici possibilità offerte dalla materia. La sua ricerca lo ha portato a passare dalla bidimensionalità della tela alla costruzione di immagini spaziali, scultoree: i Totem. In questi lavori, il corpo, la figura umana compare in forma simbolica; nei Totem si legge una chiara ricerca architettonica, che dona dinamismo e spiritualità ad oggetti che rimandano a radici culturali molto profonde.

Introduzione critica e intervista a cura di Francesca Giubilei e Laura Finotto

Carlo Tosin si definisce un ricercatore eclettico nel campo della creatività e la dimostrazione di ciò sta nel suo percorso artistico: inizia la sua ricerca pittorica nel 1984, ispirandosi ai movimenti degli anni Sessanta (spazialismo, minimal art e arte povera). Oggi si muove sul versante dell’astrazione, con dei lavori di stampo costruttivista e di forte impatto cromatico; nelle sue opere cerca combinazioni sempre nuove di materia e colore, adattando forme e volumi al contesto in cui opera. Il suo modo di concepire il fare artistico implica un vero lavoro fisico, manuale, una prassi rivolta ad indagare le molteplici possibilità offerte dalla materia. È proprio questa consapevolezza raggiunta, questa necessità, che ad un certo punto gli impone il passaggio dalla bidimensionalità della tela all’immagine spaziale, scultorea…ed ecco la ricerca sui Totem. Come dice l’artista i Totem vogliono essere “un’immagine atemporale, in cui le radici culturali sono svincolate da qualsiasi appartenenza stilistica”. Da queste opere traspare una ricerca pittorica sempre più architettonica, una multidimensionalità e una pluralità semantica, che danno ai Totem grande dinamismo, espressività e spiritualità.
Nonostante egli distingua nettamente l’arte dal design, non possiamo fare a meno di supporre, che la carriera di interior e industrial designer non abbia in parte influito sul suo modo di fare arte, soprattutto osservando gli ultimi lavori (Totem), in cui la costruzione architettonica dei volumi si mescola ad un loro esplicito valore simbolico.

Cosa ti spinge a creare opere d’arte? Cosa vorresti comunicare e trasmettere con il tuo lavoro?
È quasi impossibile dare una risposta precisa a questa domanda poiché il motivo che spinge ad essere artisti è una motivazione misteriosa, in quanto l'arte è un sentimento, un'attitudine all'immagine. Allora, non essendoci una spiegazione razionale, non si può decidere di diventare artisti. Essere artista è un modo di essere, fa parte del destino di un uomo. Il mio essere artista l'ho scoperto quando da bambino mi sono reso conto di avere una forte capacità di disegnare, inoltre ho passato la mia infanzia nel silenzio e nel contatto con la natura e direi che i primi anni di vita sono fondamentali per il formarsi di una certa sensibilità.
Perché hai scelto la pittura e la scultura?
Mi muovo per cercare di mettere insieme due mondi, la scultura in senso plastico e la luce e il colore che appartengono al mondo della pittura; cerco di accostarli, di metterli vicini e far sì che ne nasca un luogo, uno spazio, un'idea delle cose. Penso di realizzare “oggetti d'arte”; quindi pittura e scultura li ho intesi come strumenti da usare per affermare una libertà espressiva. Il mio lavoro è un oggetto che si offre alla polisemia di più significati già nella sua costruzione.
Qual è la relazione tra la tua ricerca e questa esperienza espositiva?
…Il corpo, la figura umana compare in forma simbolica nei miei lavori. I Totem nascono da un'invenzione formale e da una mia personale simbologia in cui l'ispirazione è anche la figura umana insieme ad altre fonti vissute all'interno di un linguaggio in cui penso di essere estremamente riconoscibile. Il problema dell'arte è il linguaggio, poiché l'arte è un processo filologico che ha per base il linguaggio stesso. È un cammino evolutivo che procede per tappe, che gli artisti risolvono man mano, facendo i conti con la propria realtà storica rapportata alla propria sensibilità.
Qual è, secondo te, il ruolo, il significato del corpo nella società attuale e nell’arte contemporanea?
…È importante la presenza del corpo in un'opera d'arte come conservazione di un'identità di timbro e segno di riconoscibilità, attraverso il quale l'osservatore si addentri nel geroglifico dei significati del lavoro artistico; la presenza evocatrice di un simbolo inerente al corpo o a una figura vanno a definire e riconoscere una dimensione atemporale e di sospensione di una ricerca artistica che nel mio caso è l'unica accettabile. Questo è il mio punto di vista, in quanto ho fede nell'arte ma non ho una grande fiducia nella società
 

Tematiche

L'Originario poetico di Carlo Tosin

"L'astrattismo poetico" di Carlo Tosin è visibile ad occhio nudo nelle sue opere e viene colto fra le pieghe delle lacerazioni, emersioni, compressioni, tensioni, linee curve, la complessità delle tragedie contenute nelle avversità della nostra esistenza che viene trasportata sulla tela.
"L'originario poetico" che si legge nei lavori di Tosin costituisce il baricentro della sua arte astratta e diventa il termine principale di riferimento della sua dialettica artistica.
Questo ricercatore tenta costantemente di individuare prima e raffigurare poi, con le sue opere, la poesia della vita (nel bene e nel male) cioè l'evento contenuto nell'originario poetico e che lui ha volto in due direzioni: quella della primitivitè (arte povera) e quella dell'espressione grafica di cui è maestro senza ombra di dubbio, attraverso l'analisi di espedienti segnici, del senso che essi danno allo spazio e del modo di misurarlo e riempirlo, del modo di concepire il vuoto e il pieno, del modo di sondare l'interiorità, l'uso consapevole del linguaggio gestuale, del concetto per il quale il mondo artistico costituisce e rappresenta un luogo puro e poetico.
Nella ricerca dell’originario poetico, che dovrebbe costituire il contenuto dell'opera d'arte, Carlo Tosin passa attraverso varie esperienze per arrivare al recupero del "gesto totale", un gesto musicale, anche se la pittura non può essere trasformata in suono e viceversa, e il pittore usa il colore per darle voce.
Così Tosin vagheggia il ritorno all'essenzialità, alla primitività, all'archetipo e all'originario quali dimensioni ideali da vivere e quindi da proporre a modelli di vita per poterle infine recuperare prima che l'uomo, nel suo cammino verso il raggiungimento di non si sa quale meta, smarrisca il senso primigenio del suo "essere uomo", senso cercato anche da Kandinskij, quando afferma che se un artista usa mezzi "astratti" non significa che sia un artista "astratto"e si addice anche a Carlo Tosin che, come pittore, è più concreto di ogni altro figurativo.
Nella sua opera si intuiscono lo stimolo e la tensione della creatività, per sforzarsi a rendere visibili le sensazioni, le emozioni che l'artista prova nell'atto di creare.
Nell'opera di Carlo Tosin lo spazio diventa un "sistema funzionale" strutturato in volumi, superfici, distanze e segmenti estetici.
L'opera di questo artista si presenta in fondo come il racconto di una favola antica quanto il mondo, i cui personaggi principali, la materia e l'antimateria, ovvero il bene e il male, si combattono senza posa , ma la coerenza dell’artista le fronteggia senza difficoltà.
Dal 1986 al 2004 Tosin studia, attraverso la sua pittura, le "densità spaziali" e i "Totem", fino alle "Contaminazioni" del 2005.
Le dodici opere che presentiamo in questa mostra personale sono un po’ il riassunto di gran parte del suo cammino artistico.
Eraldo Di Vita
  • interferenze
  • interferenze n°4
  • interferenze
  • contaminazioni
  • interferenze
  • totem

Commenti sulle opere di Carlo Tosin:

BRAVO


commento di Américo Di Gregorio sull'opera interferenze - sabato 17 ottobre 2009 alle ore 22:50

bravo molto particolare , bei colori

Samirè


commento di Samire' sull'opera interferenze - venerdì 06 novembre 2009 alle ore 20:47

Molto colore mi attrae belle .CIAO MAURI


commento di Mauri sull'opera interferenze - mercoledì 10 marzo 2010 alle ore 11:59
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