Cataldo Mastrorilli

Cataldo Mastrorilli Cataldo Mastrorilli
ruvo di puglia (BA)

Iscritto dal
28/08/2011
Categoria: Pittori

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Data di nascita: 04/03/1949
Residenza: ruvo di puglia - BA
Telefono: 3387692403


 Cataldo Mastrorilli, nato a Ruvo di Puglia nel 1949, abilitato in discipline plastiche, sin dal1974 è presente nel mondo dell’arte come pittore e scultore.

Lavora a Ruvo di Puglia in via G. Amendola n. 19.

Al suo attivo molti premi e riconoscimento.

 

 

 

Numerose le mostre personali: Ruvo di Puglia- palazzo Caputi, Bitonto - Galleria Spinelli, Monopoli – Centro degli Artisti, Caserta – il Braciere, Francavilla Fontana –la Casaccia, Bari - Expo Arte, Modena –Nuova Mutina, Veglie (Le) - Galleria Cirillo, -Trani – Studio 188, Modugno – L’Arcaccio, Ruvo -  palazzo Cotugno  , Giovinazzo – Atelier Anforah , Ruvo di Puglia- Convento dei Domenicani

 

Hanno scritto:

G. Amodio, F. Amendolagine, M. Campione,V.Cracas, P. De Giosa, P. Marino, R. Chieco, D. Del Vecchio, F. di Bitonto, M. Fuoco, M.D. di Giacomo, N. Boschini, F. Pone, V. Minafra., Carmelo Cipriani. Rosaria Malcangi.

 

Recensioni e brevi note di critica:

 La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Tempo, Puglia, Bolaffi, Arte Mondatori, Senza Titolo, Il Giornale, Città Eterna, Il Corriere Del Giorno, Il Rubastino, Opinioni, Nuovi Orizzonti, “90 Minuto, Il Quotidiano, Modena Flash, La Gazzetta di Modena, Città Domani, Epolis, Il Levante, Fax,

 

Cataldo Mastrorilli pittore, scultore, grafico.

Nato a Ruvo di Puglia nel 1949, abilitato in discipline plastiche, ha frequentato i corsi di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.

Sin da giovane età, mostra una spiccata creatività artistica, frequenta mostre e gallerie d’arte, nel 1965 resta affascinato dalla retrospettiva, che Domenico Cantatore terrà nel suo paese natio. Affascinato dalla pittura del grande maestro, frequenta l’istituto d’arte, cominciando da subito ad esporre le proprie opere.

Trasferitosi a Milano per un breve periodo è ammaliato dagli ambienti di Brera e l’arte innovativa dei primi anni 70, al ritorno in Puglia, frequenta i corsi di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari sotto la guida di Americo Tot. Con nuovo entusiasmo continua l’attività artistica, realizzando mostre personali, e partecipando a collettive e concorsi, nei quali si piazzerà ripetutamente ai primi posti.

Alla fine degli anni novanta gli verrà data la possibilità di arredare con le proprie opere scultoree in pietra e in bronzo (quali altari, crocifisso, fonte battesimale, tabernacolo…), la nuova chiesa di S. Lucia a Ruvo.

Vive e opera a Ruvo di Puglia, in via Giorgio Amendola 19.

 

 “Ciò che colpisce è il colore: intenso, integrale, luminoso; un colore che crea le forme e non si sovrappone, e da alla figura umana un taglio espressionistico, con scansioni cromatiche che esaltano il senso dell’immagine, ne restituiscono l’interiorità non meno che i tratti esteriori. Ma l’aggressività vivace del colore è contenuta da una linea costruttiva non prefigurata né programmata, ma intrinseca all’opera , nata con essa e che l’arricchisce di un’altra dimensione, di un dinamismo vibrante, di una dialettica delle funzioni svolte dalle diverse componenti, che si scontrano ma anche si integrano vicendevolmente.”
                                                                                                                                                            Franco Pone

“La pittura di Mastrorilli dimostra chiaramente che lo spazio può benissimo essere classificato un elemento base della struttura stessa dell’opera d’arte; la spatola vibrante ed il suo matematico movimento strutturale, sviluppa una gestualità che si rileva man mano che l’opera cresce d’intensità espressiva, l’artista ottiene una plasticità ed una purezza di vibrazioni luminose, concezione interiore alla quale la gestualità stessa è legata.”

                                                                                                                                                             Dino Del Vecchio

“Ed è proprio questo giocare dentro-fuori, tra quello che c’è e quello che l’artista vorrebbe che ci fosse, in questo meccanismo pendolare tra il voler vedere addentro le cose e il richiamarsi al fascino di quello che invece si 
vede subito, in questo rapporto istintivo ed immediato, che risiede il sottile sortilegio della pittura di Mastrorilli”

                                                                                                                                                       Michele Campione

“Gioca con i colori intensi e sente il disprezzo per l’immagine 
convenzionale falsa. Ma ciò che colpisce il visitatore è il recupero della tradizione figurativa e paesaggistica. Eleganza , equilibrio ed essenzialità nel vivace accostamento dei colori.

                                                                                                                                                           Michele Fuoco

“Egli quasi scolpisce con la spatola, anche le cupezze del paesaggio e pone attorno alle figure umane le ombre della sofferenza attonita e dignitosa. La luminosità  esiste, ma è tutta interiore e porta il colore ad essere insolito, 
aggressivo, compatto e irreale nell’insieme.”


Nazario Boschini

Mostre personali: Ruvo di Puglia- palazzo Caputi, Bitonto - Galleria Spinelli, Monopoli – Centro degli Artisti, Caserta – il Braciere, Francavilla Fontana –la Casaccia, Bari - Expo Arte, Modena –Nuova Mutina, Veglie (Le) - Galleria Cirillo,

 Trani – Studio 188, Modugno – L’Arcaccio, Ruvo – palazzo Cotuno, Giovinazzo – Atelier Anforah, 

Ruvo di Puglia – ex Convento dei Domenicani.


LA “TRADIZIONALE” MODERNITA’ DI CATALDO MASTRORILLI

In medio stat virtus sostenevano i latini. Affermazione senza tempo, la cui modernità si apprezza particolarmente in un’epoca come la nostra in cui gli eccessi prevaricano sulla ponderazione; un pensiero quanto mai attuale, 
capace, oggi, di offrire un insegnamento figurativo oltre che comportamentale. In un periodo di profonda crisi per le arti figurative, infatti, una ricerca che  sia in grado di muoversi tra tradizione e modernità, capace di coniugare l’insegnamento del passato allo sguardo sul futuro, risulta auspicabile se non addirittura necessaria. E’ evidente quanto la pittura tradizionalmente intesa sia oggi in difficoltà. Spinta dal bisogno di una nuova identità si è persa in vicoli senza uscita, in un labirinto di spirito privo di valore. Mentre una certa parte di pittura si allontana dalla realtà, autorelegandosi in zone oscure, un’altra parte la offende, privandola della complessità che le è propria. Il campo è reso confuso da tanti pittori della domenica, con una produzione tra l’iperralistico e il kitch, adatta più a fiere paesane che a mostre d’arte; un palcoscenico affollato in cui si muovono anche pittori pseudoconcettuali, in preda a deliri già sofferti da altri: figli mal riusciti di Duchamp e Manzoni. E’ in un momento come questo, in cui la pittura sembra destinata a perdersi a vantaggio di ricerche artistiche innovative ma esasperate, che la poetica del giusto mezzo si riaffaccia con forza, imponendo il recupero del pennello e della tela, restituendoci una pittura “tradizionalmente”moderna.
L’opera pittorica di Aldo Mastorilli risponde a questa necessità, rassicurandoci, dimostrando che nulla è perduto; essa ci consola e ci fa sperare nella capacità della pittura contemporanea di riprendere la strada maestra, di ritrovarsi.
E’ affascinante notare quanto l’artista viva in simbiosi con le sue opere, rispecchiandosi in esse: mentre lui si presenta taciturno ma sempre sensato, la sua pittura è tanto discreta quanto calibrata. Parsimonioso nella parola quanto nella pittura. Tratto, colore, composizione, tutto è misurato, mai fuori posto.Paesaggi pugliesi assolati e sitibondi, ulivi monumentali, nature morte nostrane, donne paesane vigorose e materne: questi i soggetti prediletti da Aldo Mastrorilli, che dopo anni di solitaria ricerca ha riconsegnato alla contemporaneità una realtà trasfigurata ma riconoscibile. Nelle sue opere il dato reale è tratto dal vero, ma è l’astrazione dello spirito che lo arricchisce di una verità superiore. Ecco,dunque, la formula vincente dell’artista ruvese: la realtà indagata nel profondo, spogliata del superfluo e dotata di una nuova vita, quella dell’intimismo. Le tematiche sono le stesse scelte, prima di lui, da grandi artisti pugliesi del Novecento, daGeremia Re ad Onofrio Martinelli, da Emanuele Cavalli a Vincenzo Ciardo, senza naturalmente escludere il compaesano Domenico Cantatore; una gloriosa tradizione regionale certamente nota al nostro artista, che ha saputo collocarsi in essa a pieno titolo, dimostrando più volte di aver riflettuto sui grandi senza, tuttavia, perdere di vista la natura sensibile, da 
sempre sua principale interlocutrice. Il lavoro di Aldo Mastrorilli costituisce una risposta sicura e altisonante a quanti ritengono che la grande pittura possa nascere solo nei grandi centri. Una proposta tanto più importante perché nata in “periferia”, in un lembo di terra forse affetto da provincialismo ma innegabilmente ricolmo di linfa vitale, lontano, e perciò non contaminato, da assurde e irrazionali pratiche di mercato. Un urlo assordante che giunge dai margini,magistralmente dipinto più che gridato.

                                                                                                                                                           Carmelo Cipriani

 

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