Emanuele Rubini

Emanuele Rubini Emanuele Rubini
Carrara (MS)

Iscritto dal
28/12/2009
Categoria: Scultori

Websites: sito Ufficiale  Canale Video  report: Emanuele Rubini

Opere inserite: 49

Visualizzazioni profilo: 9308

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Data di nascita: 07/05/1967
Residenza: Carrara - MS
Telefono: +39 3382323415


Emanuele Rubini

Self-taught sculptor, he works with the marble since 1997.
He participate at Italian and International Simposia
and important solo and group exhibitions in Italy.
His monumental works are in public and private collections in Italy.
The artworks of small and medium size are in private collections in
Italy, Spain, Germany, Lichtenstein, England, United States.
Born in Puglia, now he live and work in Carrara in Tuscany.

Scultore autodidatta dal 1997 lavora il marmo
partecipa a Simposi di scultura Italiani e Internazionali
e importanti mostre personali e collettive in Italia.
Le sue opere monumentali si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia.
Le opere di piccole e medie dimensioni si trovano in collezioni private in
Italia, Spagna, Germania, Lichtenstein, Inghilterra, Stati Uniti.
Nato in Puglia, vive e lavora a Carrara in Toscana.


Emanuele Rubini
Member of
Italian Association of Sculptors
and
INTERNATIONAL SCULPTURE CENTER
New Jersey
National Sculpture Society (NSS)
237 Park Avenue, New York, NY
Mid-South Sculpture Alliance

http://www.emanuelerubini.com

www.youtube.com/SculptureSuper
ilfiorediemanuelerubini.blogspot.com/
emanuelerubiniscultore.wordpress.com/

emanuele-rubini.fineartamerica.com/
emanuelerubini.blog.lastampa.it
www.artbreak.com/Rubini/

www.myspace.com/emanuelerubini www.artwanted.com/emanuelerubini

contemporanearteventi.blogspot.com/

www.video.mediaset.it/video/tgcom/servizio_artdirectory/159276/rubini-emanuele-scultore.html
presentazione dello scultore italiano Emanuele Rubini sul Portale TGComMediaset.it

emanuelerubiniscultore.menstyle.it/
www.gigarte.com/emanuelerubini
mipagina.univision.com/emanuelerubiniscultore/
www.pitturaedintorni.it/eventidarte
emanuelerubini.slide.com
www.myartspace.com/artistInfo.do
vimeo.com/11049403

info email:

forme.sculture@gmail.com
 
Emanuele Rubini

laboratorio di scultura
CARRARA (MS) ITALIA

contatti
tel. (+39) 3382323415

Emanuele Rubini é uno scultore illuminato da una mano divina o angelica: non si potrebbe pensare ad altro, ammirando le sue opere; é il trionfo dell'arte.
Un nuovo Rinascimento sembra affacciarsi, in Italia, attraverso le forme plastiche che le sue mani sanno offrire;
le sue opere rappresentano segni tangibili di una forza interiore, di un'anima forte e passionale che " anima" le sue forme, rendendole umane sino allo sbigottimento, allo sgomento, sino alla felicità, sino alla sorpresa: quella che ancora, oggi, il mondo, la storia, possano produrre opere così pregnanti di senso, di poesia, d'amore per la vita e per il mondo.

Maria Teresa Prestigiacomo
critico d'arte internazionale
 

Itinerario Artistico

 

2002 / settembre
Bari (BA)
“Expo Levante”


2003/ 8-9 febbraio
Bitonto (BA)
“Istituto Maria Cristina di Savoia”
Presentazione opera “Cleopatra”


2003/ 1-30 marzo
Bari (BA)
Hotel Sheraton Nicolaus,
(Centro Congressi)
Presentazione opera “Cleopatra”


2003/ 20 dicembre - 20 gennaio 2004
Bitonto (BA)
Palazzo di Città, (Sala degli Specchi)

 

2004/ 17 - 24 ottobre
Porto Sant'Elpidio (AP)
“Premio Internazionale
d'Arte Contemporanea San Crispino”
medaglia Senato della Repubblica

 

 

2004/ 8 novembre
Bari (BA)
“The Cellar Club” Presentazione
dell'opera "Gemma" e proiezione DVD
con testo critico di Lello Spinelli

 

2004/ 3 - 6 dicembre
Bari (BA)
“Expo Arte, 25° Fiera Internazionale
di Arte Contemporanea” (Pad. 3,14)

 

2005/ 1-7 gennaio
Bari (BA)
mostra collettiva
Associazione Artistico Culturale, “Arte e Cultura”
presentato dal critico d'arte
Lello Spinelli


2005/ 29 gennaio - 13 febbraio
Bari (BA)
Galleria “La Vernice”
"La Puglia chiama Phuket"

2005/ 18 febbraio
Bari (BA)
Circolo Unione,
Presentazione dell'opera
"Dietro il Chador", e proiezione DVD
con testo critico di Lello Spinelli

 

2005/ 20 febbraio - 20 marzo
Bari (BA)
“Hotel Scandic By Hilton”
presentazione opera “Gemma”


2005/ 29 ottobre
Montecarlo (Principato di Monaco)
“Premio Nobel dell'Arte
Le Metropole Palace”


2005/ 2 novembre
Castell'Arquato (Piacenza)
“Galleria Transvisionismo”
di Stefano Sichel
Presentazione dell'opera
"Madame Butterfly",


2005/ 17 dicembre -7 gennaio 2006
Roma (Trastevere)
“Studio Logos Galleria d'Arte e Design”
di arch.Massimo Muciaccia, e
presentazione del critico d'arte
dott,ssa Maria Claudia Simotti,
delle opere "Gemma" e "Dietro il Chador"
Via Dei Fienaroli 10

 

2005/ 18 dicembre 2005
"MOSCOW UNIVERSITY SANCTI NICOLAI,"
già IMPERIALE ACCADEMIA DI RUSSIA, fondata nel 1669, lo ha inserito tra gli Accademici d'Onore come artista di spicco
del panorama scultoreo contemporaneo Europeo. Assegnandoli un Diploma al Merito per la sezione Arte nonché il MASTER OF ARTS h.c.di Doctor in Belle Arti, M.A.
2006/ 29 gennaio - 25 marzo
Castell'Arquato (Piacenza)
“Galleria Transvisionismo”
"Tecniche a Confronto" in mostra "Gemma"
presentata dalla Dott.ssa Vittoria Colpi
(perito d'arte)


2006/ agosto.
Bitonto (BA)
“Notte Bianca” Piazza Cattedrale
presentazione opera "ANIMA"


2006/ 15 luglio
Bitonto (BA)
"PREMIO LEONARDIANO 2006
" CITTA' DI BITONTO"

 

2006/ 27 luglio
Sannicandro di Bari (BA)
-Presentazione delle Opere "GEMMA" e "ANIMA" nel Castello Federiciano di. in occasione del premio
TV Radiocorriere.

 

2006/ 7 settembre - 19 novembre
Venezia (VE)
Presente nel Padiglione Italiano alla 10° "Mostra Internazionale
Biennale di architettura Venezia" con l'opera "Gemma" pietra di Trani.

 

 

2006/ 1-3 dicembre
Bari (BA)
“Fortino Sant'Antonio”
“Presentazione dell'opera"Passione" ricavata da un masso
di 10 tonnellate in Pietra di Trani”
Presentata da:
Marco Brando (giornalista Corriere del Mezzogiorno-Corriere della sera)
Toe Mercurio (scrittore- critico letterario)
Santa Fizzarotti Selvaggi (scrittrice-Psicologa)
Cav. Biagio Stragapede (responsabile settore vitivinicolo ConfCooperative Puglia)
Evento Patrocinato dal Presidente della Regione Puglia- Assessorato alla Cultura- Provincia di Bari-Comune di Bitonto

 

2007/ 27-28-29 luglio
Chiesa Valmalenco (SO)
“Simposio Internazionale di scultura I giorni della pietra”
su pietra verde serpentino. Parco di Vassalini


2007/ 24-25-26 agosto
Bardolino (VR)
1..2..tlè Evolution “Il Benaco”
Concorso estemporaneo di scultura su marmo Carrara.

 

2007/ 4-7 ottobre
Verona (VR) Marmomacc
“42°. International Exhibition of stone design and technology”
per marmi Pedrotti

 

 

2007/ 8-12 novembre
Padova (PD)
“Arte Padova 12° edizione”
Pad. 7


2007/ 27 ottobre - 20 novembre
Treviso (TV) “Galleria Polin”
“The woman”
mostra personale


2008/ 31 maggio -14 giugno
Casteldilago (TR) Comune di Arrone
simposio di scultura su Travertino Romano
“La pietra e l’acqua”
Ex convento san Francesco
Centro storico


2008/ 14-25 luglio
Jesolo (VE)
Golf Club Resort
mostra personale


2008/ 14-25 luglio
Jesolo (VE)
Art in the city
“Live Performance”
in piazza Brescia
Simposio di scultura.


2008/ 25 settembre - 23 ottobre
Bari (BA)
“Arte in scena”
Mostra collettiva sede espositiva
Banca Meridiana.
2008/ 2-5 ottobre
Verona (VR)
Marmomacc
“43. International Exhibition of stone design and technology”
per marmi Pedrotti.


2008/ 10 ottobre - 10 novembre
Roma (RM)
Galleria Insight Via dei Coronari143
Mostra personale


2008/ 10 novembre - 10 dicembre
Fiuggi (FR)
Silva Hotel Splendid
mostra personale


2008/ 6 novembre
Trani (BA)
Circolo Unione
Mostra personale


2008/ 28 novembre - 1 dicembre
Reggio Emilia (RE)
“Immagina Arte”
Presentazione opere con
Galleria Tartaglia Arte


2008/ 4 dicembre - 4 gennaio 2009
Matera (MT)
Hilton Garden Inn
mostra personale


2009/ 20-27 giugno
S. Benedetto Del Tronto (AP)
Simposio internazionale di scultura
“Scultura Viva”


2009/ giugno
Barcellona (Spain)
Mostra permanente Art Center “Diloga”
C. san Marc 13 loc. 17


2009/ 10-30 agosto
Castelraimondo (MC)
5° Simposio Internazionale di scultura in pietra

 

2009/ 30 agosto - 8 settembre
Acquaviva delle Fonti (BA)
En - dix "caru cubana side BEVUTRO"
Rassegna d'Arte Contemporanea


2009/ 12 - 21 settembre
Positano (SA)
Mostra personale
Chiesa Madre santa Maria Assunta


2009/ 28 settembre - 3 ottobre
Verona (VR)
“Fiera internazionale del marmo”
“Marmomacc”

 

 

2009/ 25 ottobre - 4 novembre
Bitritto (BA)
EN-Dix
Mostra collettiva di arte contemporanea itinerante
curata dal critico d’arte Dott.ssa Antonella Colaninno


2009/ 30 ottobre
Corigliano Calabro (CS)
emittente televisiva Tele A 1
intervista ed esposizione opere con presentazione progetto live performance


2009 / 26 novembre - 26 dicembre
San Benedetto del Tronto (AP)
mostra presso UIM arredo design


2009/ 03 dicembre
Lecce (LE)
intervista per SKY trasmissione “Contenitori d’Arte”
progetto live performance e presentazione opere


2009/ 06 - 09 dicembre
Bari (BA)
Hotel Sheraton Nicolaus
esposizione opere
evento Alta Moda “Black and White”


2009/ 15 dicembre
Corigliano Calabro (CS)
esposizione opere
Centro Hair Styling Aldo Coppola by Scaramuzzo


2009/ 16-17-18 dicembre
Cosenza (CS)
esposizione opere
Centro Hair Styling Aldo Coppola by Scaramuzzo


2010/ 04-25 marzo
Milano (MI)
doppia personale “Forme e Sculture”
Sanvittore “ristorante lounge bar”


2010/ 08-17 aprile
Enna (EN)
I°Simposio Internazionale di scultura su pietra “Federico II di Svevia Stupor Mundi” a Enna
Piazza Belvedere Marconi

 

2010/ 30 aprile -10 maggio
Bari (BA)
Mostra collettiva
“Arte al Colonnato, Tra Architettura e Contemporaneità”
Palazzo della Provincia di Bari

 


2010/ 15 maggio - 24 luglio
Bari (BA)
Esposizione Galleria “Frida Arte”
piazza Massari

 

 


2010/ 05-13 giugno
Montecarlo (Lu)
Mostra collettiva
“Arte al Castello - Dono per la vita”
Fortezza di Montecarlo

 

2010/ 26 giugno
Carrara (MS)
7° Edizione di “Carrara, il marmo e i suoi sapori”
in occasione della XIV Biennale di scultura a Carrara
Piazza Alberica

 

2010/ 10-11 luglio
Santa Severa (RM)
mostra collettiva
evento “FuturArte Foto Festival”
piazza Roma


2010/ 25 luglio - 4 agosto
Capri (NA)
“Shapes And Visions Different Perspectives”
mostra collettiva “Contemporary Sculpture”
Centro Congressi “Hotel La Residenza”


2010/ 01-20 agosto
Positano (Sa)
mostra doppia personale “Black and White marble sculptures”
Museo del Viaggio Via del Saracino
2010/ 22-26 agosto
Rosamarina (Ostuni)
esposizione opere nel Villaggio Residenziale “Rosamarina”


2010/ 27-29 agosto
Bardolino, Lago di Garda (VR)
mostra collettiva “1,2,Tlè, art 2010”


2010/ 31 agosto
San Donà di Piave (VE)
mostra doppia personale di scultura
in residenza privata


2010/ 01-30 settembre
Chiusi (SI)
“New Abitare Interior Design”
presentazione opere in marmo nero del Belgio
2010/ 20-26 settembre
San Benedetto del Tronto (AP)
“Centro Congressi PalaRiviera”
mostra doppia personale


2010/ 29 settembre - 2 ottobre
Verona (VR)
Marmomacc architettura & design
“45° International Exhibition of Stone Design and Technology”
presentazione opere in marmo nero del Belgio
presso stand “Marmi Pedrotti”

 

2010/ 7 ottobre - 7 novembre
Bari (BA)
Galleria “Frida Arte”
mostra doppia personale
 

  

comunicati stampa:


Simposio di scultura:

ecco le opere vincitrici
Una sarà collocata in un'area verde del paese
Si è ufficialmente concluso con lo spoglio delle schede, per scegliere la scultura da inserire in un'area verde del paese, il quinto simposio internazionale di scultura. Lo scorso agosto nove artisti, provenienti da tutta Europa, erano stati protagonisti nel verde del laghetto Caciorgna di quel processo affascinante, che è la nascita di un'opera d'arte. Sono state 274 le persone che domenica 30 agosto hanno depositato la scheda nell'urna, insieme ai ragazzi delle scuole, chiamati ad esprimere le loro preferenze. Ai primi tre posti sono risultate le seguenti opere: prima “Le ali della libertà” di Emanuele Rubini, seconda “Uncertainty” di Miguel Angel Gomez, terza “Viaggio universale” di Panaite Chifu. In futuro, una delle tre sarà posta in un'area verde del paese, come avvenuto nelle precedenti edizioni. “L'amministrazione comunale sostenendo il simposio intende valorizzare il centro cittadino come museo a cielo aperto – spiega il sindaco Luigi Bonifazi – coinvolgendo anche le scuole e dando la possibilità di vedere gli scultori all'opera, si vuole favorire la fruibilità delle opere d'arte, viste anche come forma d'investimento per il futuro e possibilità di tramandare la cultura ai posteri”. Al simposio avevano partecipato: Nando Alvarez (Spagna); Miguel Angel Gomez (Spagna); Chifu Panaite (Romania); Evrin Kelie (Turchia); Agnessa Petrova (Bulgaria), Emanuele Rubini (Italia); Maurizio Peron (Italia), Sestilio Burattini e Francesca Bianconi (Italia).


Autore: Monia Orazi

 


Forme lievi, che ricordano corpi femminili. Morbide curve, che delineano figure che si stagliano verso il cielo, si librano nell'aria, che suscitano pura emozione, lo stupore di qualcosa di sorprendente, di inaspettato che colpisce gli occhi e il cuore. Il bianco del marmo, il candore della bellezza, il fuoco che vien fuori dalla materia, lavorata con amore e passione per mesi, senza sosta e senza interruzione. Da sei anni, Emanuele Rubini, ha dato forma alle emozioni, creando opere straordinarie, plasmando come se si trattasse di argilla, il marmo bianco di Carrara o il bronzetto di Trani nel suo laboratorio a Bitonto (Ba), città dove vive con la sua famiglia. Per ore, tutti i giorni, privilegiando la notte, Rubini, che usa solo mazzola e scalpelli, così come avveniva in passato nelle antiche botteghe degli artisti, modella questi enormi blocchi di svariate tonnellate, spesso tracciandone i contorni direttamente sul marmo. La sua avventura è cominciata prima realizzando oggetti di design di arte contemporanea, per poi proseguire con una delle sue opere più belle, "Cleopatra": circa trenta quintali di marmo Bianco Carrara, un'opera nella quale si ritrovano i tratti della sensualità femminile, in cui l'eleganza si sposa con la maestosità, l'imponenza, la raffinatezza. Preziose sculture, preziose per l'uso di materiali pregiati, preziose perché capaci di suggerire una gamma di sensazioni, di unire la classicità all'avanguardia, di unire il passato al futuro: un'arte vissuta come urgenza, come necessità di far uscir fuori un magma incredibile che si muove nell'animo, che si trasforma in immaginazione materica. Il percorso artistico di Rubini si snoda successivamente in altre meraviglie, come "La danza", "Fiamma", "Eva", "Bora", e "Venere", creazione questa che si potrà ammirare nel Teatro Umberto I di Bitonto. Quello che accomuna l'ispirazione non è solo la femminilità, da quella dolorante nel momento in cui da origine alla vita, a quella eterea, trasfigurata ma anche il sentimento d'amore nella sua accezione più alta, in quella comunione di corpi e mente, così come accade in "Eros", in cui si ritrovano senso e spiritualità. Spiritualità terrena che ritroviamo anche in "Gemma", che racchiude un volo, la libertà e la levità di un corpo sospeso nell'aria. E dopo anni di lavoro, in cui Rubini era praticamente sconosciuto, arriva un importante riconoscimento, il primo sicuramente di una lunga serie, la medaglia di bronzo del Senato della Repubblica nel prestigioso Premio Internazionale d'Arte Contemporanea San Crispino a Porto Sant'Elpidio organizzato dall'Amministrazione Comunale e dal Centro d'arte e cultura La Tavolozza, con l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica, il Senato, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la Regione Marche, dell'Amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, dell'Ambasciata in Italia della Repubblica Slovacca e del Parlamento Europeo. Una vetrina internazionale, alla quale hanno partecipato artisti italiani e stranieri selezionati da un'apposita giuria della quale faceva parte: il critico d'arte slovacco L'uboslav Moza, direttore artistico della galleria d'arte Merum (Modra), la responsabile Estero Marianna Jurcova, la coordinatrice Stella Calvani, e la direzione artistica di Daniela Simoni referente per la Presidenza della Repubblica, dove Rubini ha presentato quattro delle sue opere ("Gemma","Ghibli", "Fiamma", e "Il tuffo"). Il 18 febbraio 2005 nella cornice del Teatro Petruzzelli Circolo Unione (Bari) alla presenza dell'On. Avv. Marcello Vernola (Parlamentare europeo), Dott. Raffaele Fitto (Presidente Regione Puglia), Barbara Facchini (giornalista "Bari Sera"), Ugo Sbisà (giornalista "La Gazzetta del Mezzogiorno"), Italo Interesse (giornalista "Quotidiano di Bari"), Lello Spinelli (critico d'arte), nell'evento della presentazione dell'ultimo libro edito da Giuseppe Laterza, scritto da Anna Gramegna ("Dietro il Chador"), Rubini presenta in marmo bianco Carrara dal peso di due chili, l'opera omonima "Dietro il Chador" che, armoniosa, su esili appoggi corporei, sembra librare in alto.
Adesso Rubini, appena rientrato da Sant'Elpidio, entusiasta di questa esperienza e dell'interesse suscitato nel pubblico e nella critica, è pronto ad una nuova sfida: ha già in lavorazione una nuova opera, a cui si dedicherà nei prossimi cinque mesi. Per il momento, tutto rimane top secret.
Una cosa è certa: anche questa volta, dice Rubini,"voglio suscitare emozione.

Gilda Camero
giornalista del quotidiano "Bari Sera"

 

EMANUELE RUBINI


Nel Novecento italiano tre i periodi, con ascendenze culturali diverse, delle arti plastiche con posizioni più o meno predominanti di alcuni artisti (Modigliani e Boccioni negli anni 1910 - 15), Arturo Martini nel periodo tra le due guerre (1914 - 45), Manzù e Marini dal 1930 in poi la cui influenza culturale fu notevole anche per i giovani maturatisi nel secondo dopoguerra ai quali si contrapporranno quelli aderenti al cosiddetto "astrattismo" nelle sue poliedriche e diverse angolazioni (Spazialismo, strutturalismo, espressionismo, surrealismo, ecc.) con maggiori possibilità di chiarezza formale e di intensità di espressione pur nello sconcertante manifestarsi di alcuni proseliti, specie quelli non impegnati nella figura umana (Lardera, Mirko, Viani e tanti altri) consapevoli della possibilità, per la scultura, di uscire da obsoleti mezzi neo umanistici, neo romantici, archeologici e del tardo naturalismo rinascimentale che, nel 1945, avrebbero portato lo stesso grande sperimentatore di stili, Arturo Martini, due anni prima della sua morte, a dichiarare ormai finita la possibilità di fare scultura. In realtà la scultura moderna non ha una lunga storia in quanto la moderna concezione dello spazio e della forma (Moore, Fontana e altri) si è sviluppata specialmente nella pittura (si pensi a Degas, Renoir e ancora a Matisse e a Picasso) che cercavano di realizzare plasticamente le "nuove strutture" di forme e di immagini.
Continuava così la storia a camminare sulle gambe degli uomini e la scultura, legata per antica tradizione al pensiero stesso della storia, fu essa ad indagare quale poteva e doveva essere il valore della esperienza storica nella coscienza moderna e, con essa, il senso della esistenza umana nel mondo. Storia come poesia, come mito, come sollecitazione interiore, come misura stessa del tempo e dello spazio ideali in cui si svolge, si situa e si compie la vita, in una sorte di nuovo umanesimo che è la verità stessa cui tende la ricerca d'oggi con il suo potere di espressione da contrapporre ad un inesistente ideale di bellezza e con il rifiuto del contingente per aspirare all'assoluto. Sin dalle prime opere di Emanuele Rubini si avvertono le sceneggiature sapienti, il gioco sottile e insinuante dei volumi che conducono a esiti rarefatti nel morbido fluire dei ritmi, una ripresa mediterranea non immemore della grande lezione di Henry Moore (i toni scanditi e solenni). Un andar libero delle forme nello spazio lo porteranno, alcuni anni dopo, ad un procedimento di scavo del masso per disegnare uno spazio interno ed esterno secondo principi formali che tendono a sottolineare la sua stessa tensione alla sintesi e le pulsioni dialettiche della scultura che Rubini intende come "forma" che definisce la dimensione aurea dello spazio in cui l'opera andrà a collocarsi. La materia (il marmo di Carrara, la pietra di Trani, il Rosa Verona ed altri) si presta così a diventare presenza viva e reale, protagonista essa stessa non solo di un'avventura plastica ma soprattutto di vicende legate alla stessa storia dell'uomo, in una spazialità che sia quanto più vicina possibile a quella dell'uomo d'oggi che è dinamica e polivalente, lontana da ogni esecuzione che alla labilità sperimentale voglia ispirarsi. L'artista continua così, nella ricerca di una pulizia formale assoluta che lascia emergere una irreprimibile sensualità della materia, pur levigatissima e gli stessi elementi di una figuratività residua vengono a fondersi con rigorose strutturazioni spaziali per la costante preoccupazione dell'artista di "levare" ogni resistenza opprimente dal masso a vantaggio di una maggiore tensione vitale che riesca a liberare l'energia interna contenuta in un continuo rimettere in gioco ricerca e processo operativo per soddisfare i continui e sempre nuovi interrogativi formali propri dell'autentica tensione poetica. Il suo diventa così atto di amore che aderisce e cede alla stessa cadenza di una lingua mediterranea, meridionale, all'entusiasmo della creazione più che ad una qualsiasi indagine semantica degli strumenti linguistici o a metodologie sperimentali. La luce continua così ad accarezzare queste forme, bloccandole in una unità di gesto, di spazio - tempo, di tensione fatti di entusiasmi che alternano a note acute pause melodiche.
Nascono, così, le opere "Eva", "Fiamma", "Cleopatra" degli anni 2002 – 2003 mentre la svolta decisiva, approdo a situazioni che guardino a contenuti astratti e poetici della forma per porre l'interiorità, avviene negli anni 2004 – 2005 con l'esecuzione delle opere "Gemma", "Bora", "Venere", "Il tuffo", "Ghibli", "Anima" e "Madame Butterfly" nelle quali si avverte la necessità dell'artista bitontino di liberare la sua creazione scultorea dalla chiusa staticità per farvi penetrare lo spazio. Caratteristiche di queste opere sono date dai volumi plastici totalmente sciolti in archi e linee sinuose, leggibili da visuali diverse che dilatano gli spazi conglobando l'essenza interiore allusivamente misteriosa e la monumentalità dell'opera stessa è dissolta dal puro movimento.
In queste opere l'artista bitontino rispecchia l'evoluzione generale subita in questi ultimi decenni dalla scultura, non solo europea, cercando di distruggere quel concetto di monumentalità che nel passato aveva costituito il suo prestigio. Opera aperta da ogni lato ("Gemma") più delle precedenti, che estende la cosiddetta tridimensionalità scultorea in pluridimensionalità sì che la luce e l'aria penetrano nelle ampie aperture dando vita a nuovi miti che rendono vivi quelli antichi, in quanto l'artista presta sempre attenzione ad una forma che garantendo un'esecuzione immediata, alla vacuità di contenuti della scultura rigidamente astratta, lascia prediligere sempre un'aderenza piena e sincera alla emblematicità dell'uomo moderno teso verso una universalità di tutte le forme di vita. Come nelle precedenti opere anche in "Dietro il Chador", ispirata al titolo di un libro di racconti, cancellati ogni tratto del volto e della mimica, la figura umana diviene un semplice elemento formale nella cui costruzione fisiognomica le linee si intrecciano in ogni punto di intersezione suscitando una impressione di spazi illimitati, con superfici rifinite con cura, con una tessitura esemplare, in un susseguirsi e intrecciarsi di una visione sempre in bilico tra realtà/irrealtà.

Lello Spinelli

 

...Da alcuni anni in Puglia a Bitonto abita l'incedere plastico di Emanuele Rubini,
la cui mano d'artista segna nei contorni l'infrangersi del rapporto spazio tempo. Capace di lasciar uscire allo scoperto allusività di linguaggi, forme, pregnante vitalità, incapsulate nel marmo nel quale con gli occhi dell'anima, in una cosmica drammaticità e sensualità tattile, sa di poter penetrare per lasciare uscir fuori corpi e forme che vivono autonomamente liberandosi dal peso del masso, respirando a pieni polmoni l'ebbrezza mediterranea, in un silenzio metafisico, quasi enigmatico, nel quale staticità e movimento si confrontano, si compenetrano, si depurano di ogni possibile scoria, per entrare in un mondo che apparterrà in eterno.

Lello Spinelli (critico d'arte)

 

. ..La trasfigurazione di quanto osservato nella realtà è il dato che caratterizza la scultura di Emanuele Rubini. Sulla scia degli scultori avanguardisti del XX secolo (Hans Arp, a me sembra in particolare) Rubini elabora le sue forme riportandole ad una dimensione onirica ove tutto si configura e si condensa in strutture rigorosamente meditate che, pur chiudendo la composizione in se stessa, propongono un 'bioformismo' sempre libero e mosso, non mai asettico e del tutto astratto, ma carico di vitalità organica.
Concentrando la sua arte sul problema centrale della forma che sembra sempre evolversi da un'opera all'altra, come se ogni pezzo realizzato desse il via e producesse il successivo analogamente ad un percorso di flusso naturale, di evoluzione continua, di continua trasformazione della materia, la sua ricerca approda a produzioni di elegante fattura con l'utilizzo di materiali tradizionali quali il marmo di Carrara, la pietra di Trani, ecc.
In particolare colpisce la sua capacità di trasfondere all'inanimato la sua anima, di far vivere le sue figure di purezza e bellezza.. .

Toe Mercurio (scrittore, critico letterario)

 

EMANUELE RUBINI

Eleganza e dinamismo della forma conferiscono alla scultura di Emanuele Rubini una sensualità naturale. La sinuosità della linea si unisce in sottili contatti e le superfici si sfiorano in un gioco di seduzione.
Forme aerodinamiche si proiettano verso una spazialità infinita, in un’idea di monumentalità che abbraccia una nuova estetica che unisce la progettualità alla ricercatezza della forma. Ispirato alla natura e alla figura femminile, le sue sculture subiscono processi di metamorfosi; dalla pietra informe nascono piccoli gioielli di arte plastica frutto del genio e della creatività di questo grande maestro che unisce alla sofisticata creazione passione e impegno fisico. La forma trascende il dato oggettivo e acquista un nuovo significato. Le caratteristiche plastiche non identificano il realismo dell'immagine ma la sua idea in un equilibrio tra poesia e libertà di movimento. E' la forma che disegna lo spazio ideale e viene da esso inquadrata L'astrazione della figura non trascende la percezione della natura che rappresenta invece, la condizione necessaria per l'atto creativo e per il suo divenire plastico. I volumi interrompono la propria continuità di superficie creando delle fratture strutturali. La superficie lucida attraverso la propria luminosità, sembra quasi dissolvere la consistenza della materia. Tradurre il valore plastico di un’immagine, scolpire la pietra e dare anima ad un'idea è un percorso ragionato e creativo che richiede forza e genialità. La scultura di Emanuele Rubini aderisce alla matrice espressionista, al dinamismo e alla leggerezza della linea che ritroviamo in capolavori dell'arte contemporanea come "La danza" di Henri Matisse che nella fluidità delle figure esprime l'eterno movimento della vita. Lo slancio di opere come “Passione”si costruisce attraverso la morbida tensione che avvolge la figura e abbandona la linea su se stessa. Nell’opera “Flight” l’eleganza della forma si svela languidamente allo spazio coma la danza di una manta sullo sfondo marino. Nell’opera “Her” il rapporto tra le superfici piene e i profili morbidi crea un gioco di armonie tra i contrasti delle forme nello spazio. L’armonia di questa dialettica di volumi si ritrova nel progetto della scultura “Maranatà”, mentre in “Hegemonia”il virtuosismo plastico è determinato dalla fusione di due corpi che si uniscono in un unico centro, come amanti che si abbandonano in un tenero abbraccio.


ANTONELLA COLANINNO
critico d’arte

 

 

Passione
elegia della pietra


In mostra a Bari l’opera dello scultore bitontino Emanuele Rubini
Santa Fizzarotti Selvaggi, già presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, esperta di calcografia classica, studiosa di psicanalisi e psicoterapeuta, ha pubblicato opere, saggi e collane tradotte in varie lingue. Il suo poema Creta mia bella (ed. Schena) è tradotto in distici greci da Pietro Magno. A parte gli indiscussi meriti letterari, Santa Fizzarotti Selvaggi ha quello di affiancare Maurizio Scelli, Commissario della Croce Rossa Italiana, quale vicepresidente del comitato nazionale femminile della CRI accanto a Maria Giulia Rossi di Montelera.
Emanuele Rubini rappresenta l’idea materica della luce nella scultura. Il suo lavoro, infatti, elabora il senso reale della tridimensionalità e dell’“abitare” della materia. Le infinite forme del sogno. L’artista“percepisce” e dunque concepisce e “vede” consentendo a noi tutti di sfiorare e conoscere il suo sogno. Alcune sue ultime opere sono un insieme di ragione ed emozione. E’ necessario “toccare” l’opera per cogliere la sua “cosalità” densa di sensazioni improvvisamente differenti dalle aspettative:
in realtà, importante è trovare l’essenza dell’arte e del suo fondamentale ruolo nella Storia della conoscenza umana. Ogni artista porta alla luce parti di sé. Sterba osserva, per esempio, che forse l’aspetto sfigurato di Michelangelo dovuto all’ira del Torrigiano, uno scultore più grande di Michelangelo quando questi aveva 14 anni, abbia condizionato lo stesso artista nel ricercare nella scultura il bello assoluto. Il Torrigiano colpì il naso di Michelangelo con un pugno “schiacciandolo come un biscotto”.
Il Vasari nelle sue famose “Vite” ne parla ampiamente. In quel tempo non esisteva la chirurgia plastica ed estetica, che potesse essere in qualche modo riparativa, per cui a Michelangelo, il cui busto, nota Sterba, “scolpito da Daniele da Volterra mostra le conseguenze della vendetta del Torrigiano” non rimase che dedicarsi, anche per altri motivi, alla massima esaltazione della bellezza maschile. Le sculture di Michelangelo, infatti, sembrano essere generate dall’ira derivante da una profonda ferita narcisista, oltre che, aggiungiamo noi, da un lacerante sentimento di abbandono da parte di sua madre. Michelangelo spesso diceva: “Non si può fidare di persona”. Egli, infatti, da quanto si conosce visse a Settignano con la moglie del cavatore, contadino dei Buonarroti. La madre, infatti, che non poteva allattarlo a causa di alcuni malanni, non portò con sé il bambino quando ella si trasferì a Firenze. Michelangelo sentì l’abbandono: immensa probabilmente fu la sua disperazione, come tutti i bambini del mondo!
Forse per questo rese per sempre omaggio al cavatore e alla moglie di costui per averlo cresciuto, diventando in seguito uno dei più grandi artisti che la storia ricordi. R. Sterba racconta che Michelangelo amava trascorrere il suo tempo con i tagliapietra, con i quali evidentemente si sentiva a suo agio.
A 12 anni, età in cui si assiste negli adolescenti ad una ridefinizione del Sé, egli decise di diventare scultore. In seguito il suo aspetto fu deturpato… da qualcuno più grande di lui: ferito due volte, a Michelangelo non rimase che trasformare la sua afflizione e la sua ira nel gesto con il quale modellava il mondo. E’ stata sottolineata, come già detto, dalle varie scuole l’importanza dell’assenza e del lutto nella creatività artistica. Michelangelo con passione rendeva calda e viva la pietra, ricreando e rincontrando, come spesso alludeva, il suo incontaminato oggetto d’amore. Sulla pietra l’artista trasferiva tutto il suo dolore.
E per Michelangelo fu proprio l’arte, ad essere compagna dei suoi intimi tormenti. La creazione artistica era, infatti, per lui legata alla sofferenza. In tale ottica la pittura, la scultura e l’architettura, cioè le arti visive in genere, ancor oggi e nonostante tutto, conservano ed esaltano il loro carattere di “quaderno del popolo”, pur riconoscendo l’esistenza di altre espressioni che, su di un piano di assoluta parità conoscitiva contribuiscono alla crescita ed allo sviluppo della coscienza estetica e civile.
La diversità stilistica, oltre che tecnica, degli artisti contemporanei è in realtà il segno che esiste un interessante lavoro di ricerca. Si tratta, in verità, di una ricerca che, scaturita da una realtà storica ancora da definire e da teorizzare, in maniera opportuna all’interno di un panorama culturale internazionale più vasto si sviluppa lungo i versanti sicuramente più affascinanti di quanto questi possano apparire al primo “sguardo”. Le sue opere scintillano di esteticità e di maestria artistica. L’artista cerca lo sguardo dell’Altro attraverso lo splendore della luce, prigioniera della materia. La scultura ha sempre esaltato la “Tèchnè”, quale condizione essenziale del “fare” arte. Il “peso” non è soltanto dato dalla realtà materica di cui si compone, ma dalla complessa elaborazione da cui scaturisce. Insieme all’invenzione è, infatti, necessario il “progetto”: essenziale è, dunque, la perfetta coordinazione tra il “fare” ed il “pensare”.
La scultura, in tale ottica, rivela e permette una differente idea della “corporeità”: Rubini ne è l’interprete intelligente, abile mediatore di istanze manieriste e di proposizioni concettuali, di un genere linguistico che si muove nel labirinto dei sensi. Dalle radici, all’albero, al fiore, al frutto… alle stelle. Dal pieno al vuoto… e viceversa. Eros è l’essenza della Natura: all’interno di questo “luogo” dinamico e fluttuante la scultura, infatti, non solo può essere vista, ma può essere accarezzata. Non ha spigoli come il flusso del cuore. Non perde, cioè, la pregnanza della fisicità: in tal senso lo scultore non rappresenta soltanto una immagine, ma presenta una realtà. Di qui le riflessioni di Rubini circa i rapporti tra Natura e Scultura, tra Materia e Idea. Le sue opere, pertanto, non riproducono semplicemente una immagine, ma assumono una funzione conoscitiva della realtà, affermandosi però come valore rielaborativo della realtà medesima. L’oggetto d’arte, quale gemmazione intelligente della Natura, diventa anch’esso “unico e irripetibile”, e solo in tal senso simile a quel corpo lieve da cui hanno origine tutte le cose. Il suo lavoro è innanzitutto una costruzione mentale: ma ogni opera rappresenta un oggetto e non un’illusisone. Una realtà.
Passione è l’elegia della pietra: il che significa che tutto nella natura ha un’anima pregna di esperienze e un racconto. Egli è un artista che vive il suo tempo, evoca il Tempo mentre attraversa l’inferno del mondo nel tentativo drammatico di riattivare l’altra metà della mente, l’altra ragione. L’artista conosce il segreto della pietra modellata da un gesto liberatorio. Rubini ha ritrovato Cleopatra, Eva, Eros, Bora e di analogia in analogia attraversa la soglia della poesia per guardare oltre, l’altrove dell’arte e della sua rappresentazione.
“Passione” genera essenze poetiche, principi ellittici che si trasformano in “trappola per lo sguardo” (J. Lacan), a causa degli incastri circolari tutti tesi a permanenti metamorfosi per la produzione di un “altrove”. Immagini apparentemente fatte di pietra accuratamente levigata, lavorata, scolpita. La ricchezza incontaminata dei primordi genera in tal modo una Ragione quella dell’uomo in cerca del proprio Sé. Nella scultura Rubini misura se stesso, la sua corporeità e la sua diretta capacità di esprimere la spiritualità attraverso la forma. L’opera è dedicata alla Vergine Maria. L’immagine frantumata dell’uomo viene ricomposta in una totalità scultorea che evoca l’universo di Agape. La voglia di plasmare la materia eccita i sensi dell’artista che tende a trasformarsi in artefice di un “oggetto” costruito ad immaginare e somiglianza di “Dio”. Nella Scultura trionfa lo “sguardo” colmo di tattilità: l’artista sceglie il discorso dell’ombra, che divide la luce dalle tenebre, per il “Ritorno” dell’immagine ricentralizzando la materia pittorica, come elemento dialettico della Conoscenza.
L’arte è Alchimia: trasformazione del pensiero in immagine per svelare i livelli di profondità delle mappe linguistiche dell’inconscio. L’ artista ristabilisce una circolarità tra l’immagine, il pensiero, la parola e l’abitare riproponendo una relzione dialettica tra significato e significante, tra arte ed estetica, tra mente e corpo! Tra spirito e materia. La salvezza del “fare artistico” passa oggi attraverso il campo di un’esteticità diffusa che rieduca i sensi. L’artista cerca un antico idioma, linguaggio nativo, qualcosa, dunque, che ha a che vedere con le origini, con il tempo, con la storia… con l’odio e con l’amore. Nel vocabolario greco l’ “amore”, così come ha scritto D. Williams, è indicato da quattro parole che lo identificano e lo differenziano: Eros, Epithemia, Filia e Agape…
Insieme rappresentano l’energia vitale che garantisce la nascita della vita e la sconfitta della morte. Un’epoca di Avvento.


Santa FIZZAROTTI SELVAGGI

critico d'arte

 

 

DOPO ESSERE STATO PREMIATO A CANNES
ADESSO EMANUELE RUBINI VUOLE MIETERE ALLORI NELLA “GRANDE MELA”


Il successo è più o meno come le ciliege: più lo assapori, più vien voglia di conquistare ulteriori tappe. Lo ha sperimentato il giovane scultore bitontino, Emanuele Rubini. Invitato a Cannes per presentare “Agape”, una scultura in pietra di Apricena - in occasione della consegna del premio “Pour son grand talent artistique” alla IV Biennale d’arte internazionale “Ermitage du Riou” Exposition d’art contemporain - ha registrato calorosi consensi di critica e di pubblico. A tal punto da essere cooptato quale membro della Associazione Italiana Scultori, nell’ambito dell’International Sculpture Center di New Jersey. Ragione per cui è stato invitato a raggiungere quanto prima la “Grande Mela”.
Di qui la decisione di Emanuele, una volta rientrato a Bitonto, di rinserrarsi nel suo mega-atelier, dove, tra marmi, pietre, scalpelli e mazzuole, si è messo di buzzo buono a dare gli ultimi ritocchi a due opere in sospeso - precisamente “Pensieri”, in marmo “verde Alpi” - emblematica del suo personalissimo stile in cui pieni e vuoti sembrano giocare a rimpiattino e dove superfici levigatissime si alternano a zone ruvide, e “Vite” armonica trasformazione di una roccia proveniente da una carotatura nel sottosuolo di Via Balice in Bitonto, che osservandola a 360° identifica quella pura vocazione della modellazione plastica nella forma abbinata alla Architettura Stereotomica.
Insomma, nelle sapienti mani di Emanuele il figurativo diventa astratto per dare voce, nella massima libertà espressiva, a quello che più urge nel suo mondo interiore.
Non è finita. Il solerte scultore in vista della trasferta oltreoceano, annuncia che una nuova monumentale opera (qui pubblicata in esclusiva) dal peso iniziale di 5 tonnelate di un masso unico in pietra serpentato di Trani è già in lavorazione, ma per ora dichiara è top secret.
“ Le vie del Signore – recita un vecchio adagio - sono infinite”. Ed Emanuele accarezza la segreta speranza che la scultura, attualmente in lavorazione, possa conquistare un posto al sole nel Moma, il celebre museo di arte contemporanea. Speranze alimentate dal fatto che il suo nome, compresa la scultura in fieri, è stato già inserito nel portale americano del MSA http://www.midsouthsculpture.org

M.C.V.

 

A tu per tu con le opere di Emanuele Rubini
GRAZIE A LUI, IL SOFFIO DELL’ARTE
NEL MARMO E NELLA PIETRA PUGLIESE


Con sensibilità modernissima riesce a cogliere le “voci di dentro” insieme con l’anima mediterranea Marmo di Carrara, pietra di Trani, rosa Verona. Ed ora anche la pietra di San Giovanni Rotondo, una pietra tipica del paese garganico cui ha dato lustro San Pio, da quando vi approdò, nei lontani anni Trenta, nelle vesti dell’umile fraticello di Pietrelcina. Sono materiali lapidei, rudi e forti, nei quali Emanuele Rubini riesce ad infondere il soffio della vita e dell’arte, dando vita per lo più ad algide sculture che, per le forme sinuose e l’estrema pulizia spaziale, rimandano alla memoria quelle del grande Henry Moore. Con qualche sostanziale variante. “Cleopatra” “Gemma”, “Venere” e “Madame Butterfly” – e persino l’ultima nata, “Hegemonia”, che da giovedì 14 febbraio potremo ammirare nell’omonimo bar in viale Giovanni XXIII – ostentano quel “valore aggiunto” riveniente proprio dalla terra natale del nostro artista. Alludiamo all’ “aplomb” di sapore mediterraneo, caratteristico dei grandi dell’antica Grecia che seppero infondere nel marmo pario un irresistibile pathos, quelle ”voci di dentro” in grado di emozionare in egual misura l’inclito e l’incolto.
Ieri come oggi, dunque. Grazie ad uno scultore che, a guisa di Michelangelo nei “Prigioni”, riesce a debellare la repressa staticità della pietra, compresi i sorpassati accenti di tessiture monumentali, per dare la stura ad aneliti libertari, ormai non più contenibili, grazie ai quali possiamo gustare le linee sinuose, gli angoli più ascosi, le volumetrie più pregnanti. Con l’ausilio di ammiccanti sciabordii di luce e garruli giochi di ombre.
In molte sue opere – si è detto - fa capolino la matrice mediterranea, la gioia di vivere di un Paese baciato dalla sorte benigna, con una natura straordinaria, ma anche con la consapevolezza di essere figlio della storia. Una storia che affonda le sue radici soprattutto nell’Ellade. E lui, lo scultore dei nostri tempi, sciorina la purezza di tocco di un Fidia o di un Prassitele e nel contempo una sensibilità modernissima che riesce a cogliere l’attimo fuggente, un attimo indagato nei recessi più ascosi, con la certosina caparbietà di un entomologo e con la struggente dolcezza dei trovatori dell’età medievale.
“I quadri si guardano, con le sculture invece si dialoga”. Le parole di Diderot risuonano nella nostra mente per rammentare che le sculture si possono anche toccare e accarezzare, spesso con la stessa ardente e sensuale bramosia con cui ci avviciniamo all’altra metà del cielo. Quasi un filo di Arianna che ci conduce per mano in un mondo dove la mente, obliosa dell’ora che passa, vive quell’incanto che solo l’Arte riesce a sublimare e a trasfondere nei comuni esseri mortali.


Vinicio Coppola
 

 

EMANUELE RUBINI SCULTORE - PROFETA

Di Ivy Mefalopulos

Bitonto - Visitare lo studio dello scultore Emanuele Rubini può rappresentare un’emozione straordinaria. Il suo modo di scolpire, usa solo mazzola e scalpelli nell’epoca delle macchine, sfugge alle convenzioni, infatti l’artista interviene direttamente sul marmo, con furia, come se stesse cercando di liberare un’entità prigioniera del blocco informe.
La maggior parte del suo lavoro l’artista lo esegue di notte, come gli alchimisti praghesi che tentavano di trasformare il piombo in oro.
Assistiamo al suo lavoro combattuti da sentimenti opposti: da un lato ci sentiamo respinti come se la nostra presenza potesse turbare l’immersione dell’artista nella sua opera, dall’altra siamo attratti come se una parte di noi si immergesse nella creazione di marmo seguendo i sentieri invisibili tracciati dallo scalpello.
L’artista quando scolpisce pare seguire un itinerario scritto, utilizzando le lettere di un alfabeto segreto, noto solo a lui stesso, come se raccontasse l’epopea di un mondo mitologico personale in uno stato di incertezza aurorale, molto simile alla preveggenza.
Emanuele artista profeta? Leggendo i titoli delle sue opere diremmo di no, infatti sono quasi minimalisti e banali: Venere, Bora, La danza, Fiamma, Eva, Ghibli. Diversa invece è la sensazione che proviamo osservando le sue opere, visionabili anche sul sito www.emanuelerubini.com. Le sculture di Rubini paiono prendere su di se le nostre inquietudini fino a renderle strane ed estranee ai nostri occhi: perciò l’ispirazione che traiamo da loro è silenzio e quiete, come se fossero nostre muse. Le muse hanno sempre comunicato agli uomini da un “al di là” sconosciuto, ma l’”al di là” da cui queste ci parlano è l’ombra dentro di noi.
Una minaccia? Un incontro con il destino? O forse tutto quello che il futuro può rivelare è poca cosa di fronte all’incertezza di un attimo che resta uguale e che lo scultore pare voler rivelare. Quindi Venere come Medea, Fiamma come Energia Primordiale, Bora come Soffio Vitale, Danza come Rito Dionisiaco, Eva come Artemide, Ghibli come Voce del Faraone. Emanuele come artista-profeta, della città del sogno e del pensiero, ambedue “stati secondi” in cui devi entrare staccandoti dal mondo esterno per cercare di raggiungere quell’immortalità della quale l’artista-profeta Rubini pare aver conquistato il primo gradino.

 

 

“Passione”

L'ultima fatica del maestro che ha liberato da un blocco unico del peso di dieci tonnellate un’opera con un peso finale di quindici quintali cm. 250 x 160 x 75 dalle forme armoniche che lasciano interpretazione alla fantasia e alla sensibilità delle menti.

 

Le opere del maestro Rubini sono caratterizzate da un’evoluzione continua, di continua trasformazione della materia; la sua ricerca approda ad opere di elegante fattura con l'utilizzo di materiali tradizionali quali il marmo di Carrara, la pietra di Trani, ecc. In particolare colpisce la sua capacità di trasfondere all'inanimato la sua anima, di far vivere le sue figure di purezza e bellezza.
In particolare “Passione” compie un salto scalare, trattandosi di un’opera di grandi dimensioni; infatti, rappresenta l'ultima fatica del maestro che ha liberato da un blocco unico del peso di dieci tonnellate un’opera dalle forme armoniche di quindici quintali che lasciano interpretazione alla fantasia e alla sensibilità delle menti.
Hanno scritto di lui:

In Passione le soluzioni formali e di movimento plastico si compenetrano in una sintesi di rara e mirabile esecuzione trasfiguratrice. Il plurimorfismo onirico di questa magnifica monumentale opera d’arte è realizzato ad elevati canoni di bellezza e di grazia. Conferma di un talento che si richiede venga sempre più riconosciuto e onorato.

Toe Mercurio

scrittore e critico letterario

  
Emanuele Rubini

 virtuosismo visionario


Una straordinaria audacia tecnica applicata all’estro di un virtuosismo acrobatico dello stile che doma la materia meno duttile forgiandola ben oltre i limiti di un’ intrinseca coesione atomica, imprime alla forma la vibrante ondulazione energetica del flusso continuo di una potente carica visionaria, demiurgica forza cosmica che infrange il vincolo della legge fisica e traccia la traiettoria dello slancio spirituale di una monumentale meta-scultura, depurata di ogni sovrastruttura di genere e superbamente intrisa del pregio inestimabile dell’eccellenza.

Maria Claudia Simotti

Giornalista critico art-manager

Roma, gennaio 2006

 

La sfida di Emanuele Rubini
Lo scultore contro le macchine a controllo numerico e a confronto con i grandi nomi del mondo della scultura e dell'architettura

6 Mesi di tempo a partire dal 1° febbraio 2007: questo è il limite massimo che lo scultore Emanuele Rubini si prefigge di raggiungere affinché qualcuno si faccia avanti per raccogliere la sua sfida. Sebbene possa suonare provocatoria, questa insolita competizione viene lanciata da un personaggio che oltre a continuare a stupire per le sue mirabolanti "imprese" artistiche e a collezionare onori e riconoscimenti internazionali per il suo evidente talento e il suo virtuosismo, non manca di lasciare incantati anche gli animi più sterili e razionali di fronte alle sue opere. Potrà essere Indubbiamente un grande evento nel mondo della scultura che non mancherà di tracciare un segno indelebile nella storia dell'arte contemporanea.
Il celebre scultore Emanuele Rubini, propone una sfida mai concepita fino ad ora: due sculture prenderanno forma, una dalle mani dello stesso Rubini, l'altra da una delle più complesse macchine per la realizzazione di opere scultoree o da un eminente nome del panorama artistico internazionale contemporaneo, in grado di competere tecnicamente e fronteggiare l'artista utilizzando gli stessi mezzi e gli stessi materiali. Come lui stesso annuncia: "Ho in mente di lanciare una sfida come scultore e come essere umano alla più grande e complessa macchina a controllo numerico presente sul mercato che sforna opere scultoree. L'evento sarà ripreso da tutti i media, e sponsorizzato su larga scala. Durante la sfida sulla macchina non verrà effettuata alcuna programmazione, e io lavorerò senza alcun modello di riferimento o bozza di qualsiasi genere. Se non sarà possibile confrontarsi con una macchina, l'invito verrà esteso comunque a chi reputerà di possedere i requisiti e le competenze necessarie affinché la competizione abbia luogo, per cui mi appello a scultori, architetti, personalità del mondo dell'arte e della cultura per divulgare e accettare la mia sfida."
Se il confronto con l'uomo non necessita di particolari premesse, quello con la macchina dovrà invece sottostare ad una minima regola: l'addetto al funzionamento del macchinario all'inizio della gara dovrà settare il programma che impedirà alla macchina di avere una copia da riprodurre, mentre lo scultore all'inizio della sfida con uno spray segnerà delle linee dalle quali verrà fuori l'opera da un masso in pietra o marmo di Carrara dalla mole di 5 tonnellate lavorata e lucidata a specchio come è possibile visionare sul sito dell'artista: www.emanuelerubini.com

Indipendentemente dall'avversario (uomo o macchina) alla fine della lavorazione, si valuterà chi realizzerà l'opera scultorea dal punto di vista architettonico e artistico, più scenografica, passionale, ed emozionante e riceverà un'onorificenza dalle più alte cariche in grado di dare un giudizio reale ed autorevole. E' possibile contattare direttamente l'artista per inviargli un commento o chiedere informazioni all'indirizzo e-mail: forme.sculture@gmail.com

Guarda anche l’articolo sul web: http://www.pitturaedintorni.it/eventidarte.htm


PER INFORMAZIONI:
Artista: Emanuele Rubini – scultore – cell. 3382323415 Web site: www.emanuelerubini.com - E-Mail: forme.sculture@gmail.com
Media partner: Pittura&dintorni… il tuo portale dell’Arte >>> www.pitturaedintorni.it

 

 

E’ un successo lo “show” di Rubini al lido di Jesolo

 

Ha realizzato una splendida scultura, lavorando giorno e notte davanti al pubblico


Dopo il successo di “Passione”, l’ennesimo omaggio alla leggiadria femminile, Emanuele Rubini torna ancora una volta a stupire e a far parlare di sé. Per l’eclettico scultore bitontino, infatti, l’estate è trascorsa
all’insegna del lavoro, della creazione irruente e vigorosa per estrarre dalla pietra le forme plastiche, sensuali e maestose che abitano i luoghi reconditi dell’anima e il suo universo emotivo e sensoriale.
Non si tratta, però, di ore solitarie nel chiuso della propria bottega (un ambiente, per altro, rassicurante
e confortevole per ogni artista). Al contrario, l’intraprendente scultore, in occasione della terza edizione
della ra

  • sedia
  • CINDERELLA ELEGANCE SHOE AND SEX-SYMBOL Cenerentola
  • la donna fantasma
  • sedia
  • sedia
  • CINDERELLA ELEGANCE SHOE AND SEX-SYMBOL Cenerentola

Commenti sulle opere di Emanuele Rubini:

CASPITA CHE LAVORI!   Eleganti,  angelici. . . .   Bellissimi.   Danno il senso della leggerezza: (Se penso invece a quanto possono pesare realmente...) 

Tu sei veramente un gigante .    Per quanto mi riguarda  penso che sia veramente un onore averti in questa nostra famiglia.

TANTI  tanti complimenti    MARIA LAZZARINI


commento di MARIA LAZZARINI sull'opera la donna fantasma - venerdì 08 gennaio 2010 alle ore 21:21

Complimenti per la tua arte

Samirè


commento di Samire' sull'opera la donna fantasma - mercoledì 13 gennaio 2010 alle ore 21:27

I n questo sasso dorme,e perche dorme,ha vita

cosi' disse cosi' e'

opus


commento di Opus sull'opera la donna fantasma - sabato 30 gennaio 2010 alle ore 21:59

 non ho altre parole stupenda......ciao donatoca


commento di Donatoca sull'opera Passione - lunedì 08 febbraio 2010 alle ore 20:10

In anteprima qui il video completo di tutte le fasi di lavoro dell’opera “La donna metafisica” peso iniziale Qt. 10.

http://www.youtube.com/watch?v=HEQV7scgwyE
commento di Emanuele Rubini sull'opera The metaphysics woman - domenica 31 ottobre 2010 alle ore 19:36

complimenti,


commento di Luigi Paone sull'opera ero dentro te - mercoledì 16 marzo 2011 alle ore 16:54

Alla Milano Design Week 2011

SUPERSTUDIO 13

lo scultore Emanuele Rubini presenta

"LA DONNA METAFISICA "
homeandspadesign
11-17 Aprile
Evento Fuorisalone 2011
Milano Design Week
SUPERSTUDIO 13

Emanuele Rubini ospite di Ceramiche Piemme durante la Milano Design week fra design arte e tecnologia.

L'opera "La Donna Metafisica" in marmo nero del Belgio realizzata a Carrara nel noto laboratorio di scultura Nicoli da Emanuele Rubini e presentata lo scorso Giugno a Vittorio Sgarbi sarà esposta all'interno del company space di Ceramiche Piemme nella rassegna di Home and Spa design organizzata presso Superstudio 13 in via Forcella, dal 11 al 17 Aprile 2011, dove dodici team di affermati designer realizzeranno la loro interpretazione del moderno concept abitativo e wellness.

"La Donna Metafisica" sarà custodita all'interno degli ambienti istituzionali di Ceramiche Piemme dove i due concetti di creazione industriale e creazione manuale convivranno all'insegna di un equilibrio perfetto, quell'equilibrio che costantemente circonda ed accompagna la vita dell'uomo moderno, sempre in bilico fra materiali tecnici e materia naturale, fra design e arte.


"La Donna Metafisica"
In anteprima qui il video dell’opera

http://www.youtube.com/watch?v=3b6uq1WHDSY


Concetto dell’opera

Nell'opera "La donna metafisica" ho voluto interpretare la sessualità umana femminile e maschile presente nell'inconscio di ognuno di noi. Ispirandomi alle forme della natura l'ho voluta concepire in un aspetto embrionale, dando vita ad una perfetta simbiosi tra arte e design giocando sull'equilibrio degli elementi che la compongono e del baricentro.


Emanuele Rubini
Self-taught sculptor, he works with the marble since 1997.
He participate at Italian and International Simposia
and important solo and group exhibitions in Italy.
His monumental works are in public and private collections in Italy.
The artworks of small and medium size are in private collections in
Italy, Spain, Germany, Lichtenstein, England, United States.
Born in Puglia, now he live and work in Carrara in Tuscany.
Scultore autodidatta dal 1997 lavora il marmo
partecipa a Simposi di scultura Italiani e Internazionali,
importanti mostre personali e collettive in Italia.
Le sue opere monumentali si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia.
Le opere di piccole e medie dimensioni si trovano in collezioni private in
Italia, Spagna, Germania, Lichtenstein, Inghilterra, Stati Uniti.
Nato in Puglia, vive e lavora a Carrara in Toscana.

http://www.emanuelerubini.com
http://www.youtube.com/SculptureSuper
forme.sculture@gmail.com
info +39 3382323415
 


commento di Emanuele Rubini sull'opera Cleopatra Anima e Gemma - sabato 19 marzo 2011 alle ore 21:16

Particolarmente bella questa scultura!


commento di Arcangelo Delfino sull'opera tendi la mano - sabato 19 marzo 2011 alle ore 22:40

Eccezionale, bellissima: complimenti!


commento di Arcangelo Delfino sull'opera The metaphysics woman - sabato 19 marzo 2011 alle ore 22:42

capolavori!! complimenti !!!


commento di Marion_s sull'opera "Passione" - sabato 02 giugno 2012 alle ore 02:30

 complimenti......fantastiche sculture!


commento di C. Pandolfino sull'opera presentazione di" Gemma" alla Biennale di Architettura di Venezia con Renzo Piano - giovedì 02 agosto 2012 alle ore 08:07

Ogni complimento è troppo poco....sei un grande artista e sai emozionare molto bene l'anima!!!!


commento di La Forza Del Colore sull'opera Emanuele Rubini Presenta La Prima Scultura In Marmo Sospesa a Levitazione Magnetica - mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 21:11

 Che cosa fantastica è l'Arte e quali meraviglie regala a chi sa coglierle.. e così può accadere anche che il pesantissimo marmo perda il suo peso.. e leviti sospeso in una sua inedita leggerezza.. sublime!


commento di Aguiar sull'opera Emanuele Rubini Presenta La Prima Scultura In Marmo Sospesa a Levitazione Magnetica - mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 21:32
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