Flegias

Flegias Enrico Zaccardi
Roma (RM)

Iscritto dal
03/08/2016
Categoria: Scrittori

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Opere inserite: 1

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Data di nascita: 25/10/1988
Residenza: Roma - RM

Mi piace la poesia e la letteratura in generale. Ho scritto e scrivo opere in versi. La mia predilezione verte sulle poesie e su autori dell'ottocento e di primo novecento, perché sento più vicini a me interiormente e stilisticamente, quali ad esempio la Scapigliatura come corrente letteraria, i poeti maledetti di Verlaine, Baudelaire, D'Annunzio, Mameli, Corazzini ed il Crepuscolarismo. Ho pubblicato (no eap) una silloge poetica tramite Edizioni Montag dal titolo "Oblio". Non credo a chi dice "io sono un poeta", non credo a chi pensa di usare la poesia come hobby svegliandosi una mattina e mandando a capo qualche frase senza ritmo né tantomeno uno stile proprio ed autentico: soltanto qualche sentimento scritto non fa un poeta.

Chiunque avesse interesse nel leggermi può ordinare il mio libro su internet oppure venirmi a trovare sulla pagina instagram "flegias_".

Non sono un bravo oratore né mi piace dilungarmi, lascio dunque che siano alcuni miei scritti a parlare per me:

 

Il Vampiro

Profonda entrasti senza chieder venia,
E calda linfa teco risucchiasti
Come il Vampiro fa nella sua nenia;
T`accolsi, cieco, e Morte mi donasti.

Son preda, adesso, solo e taciturno
Di fredde membra e guardi vuoti e spenti;
Son preda di chi fugge dal dïurno,
E all`ombra mia strisciando van serpenti.

Un languido cadere d`un sospiro
Inerme l`alma al ciel mi fa spirar;
Canini aguzzi e un liquido ritiro

Io sento dentro al collo tramutar
Il corpo morto in quello d`un Vampiro:
È dolce questo bacio, ed il sognar.

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Elegia funebre

La notte si dirama in ogni contrada, e il silenzio
- Perpetuo e ombrato dal funereo cïelo -

S`accascia come il Condor, lunghesso le strade deserte;
E nelle case in fiamme, il color della morte

Pennella visïoni notturne e dipinti trionfanti:
Banchettano gli scheletri, e ghigna la natura

Coprendo di fogliame i tetti, le strade, le tombe.
Avanza il palesare dei nembi e dei Vampiri.

Gli animali s`addentrano nei boschi, correndo alla Luna;
E un cupo vento richiama a vita i morti.

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Il Pipistrello

Nell`antro torvo e buio della caverna
Io scaverò, come l`odio che scava
Le guance, il solco falso dell`amore,
E l`illusione perpetua del vivo
In mezzo al morto darà alla lucente
Tenebra l`ultimo e pallido suono;
Ed il tremendo battito dell`ali,
Tetro e solingo frastuono d`addio,
Nel cieco schianto canterà la Morte.

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Spettro

La notte è calata
Sul cuore gelato;
È giunta quell'ombra,
E 'l guardo m'ha ombrato.

La tenebra spande
Quel triste lamento,
Che s'ode nel Nulla,
Nel buio: il Tormento.

La lama affilata
Trascino nel Vuoto
Scrivendo con essa
Il mio maremoto.

I mostri che vedo
Mi tengono stretto,
Mi spingono avanti,
Ma indietro mi getto.

Un lupo m'insegue
In questo mio esilio;
È bianco, uno Spettro,
Mi lega a vinciglio:

Trovar non potrai
La Pace indolore,
Riacquista perciò
L'Orgoglio e l'Onore.

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O Pensiero

Or che Discordia cinge
Le sacre spoglie inermi dell'Italia
- Attonita e usurpata -, tu mi desti,
O Pensiero,
La linfa alata dallo scuro avello.
Or che carenti siamo di Minerva
Ed alla Patria voltan tutti il tergo;
Risorgi a noi, dal sacro Vittoriano:
Ritorna forte ed animato; torna,
Torna, o Pensiero!

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Mia Italia

Per te, mia Italia, che siedi consunta
Sulla spinosa alcova.
T'adagi cupa e lasciva, donandoti
Sul limitar gravoso dell'oblio,
Mentre il dolore, cieco, si dilata,
Destando vampiri
Sul tuo dormiente seno.

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