Francesca Rizzuto

Francesca Rizzuto Francesca Rizzuto
castrovillari (CS)

Iscritto dal
17/11/2009
Categoria: Pittori

Opere inserite: 37

Visualizzazioni profilo: 1664

Voti ricevuti: 129 Chi ha votato?


Data di nascita: 06/10/1973
Residenza: castrovillari - CS

Francesca Rizzuto nasce nel 1973 a Castrovillari dove oggi vive e lavora.
Si occupa di arte contemporanea. Ha all’attivo diverse mostre.
2006: Espone nell’ambito della IV mostra documentaria di pittori e fotografi castrovillaresi presso il Protoconvento Francescano, sala delle arti.
2006: Collettiva presso il circolo cittadino, Castrovillari.
2007: ”Lilith, l’altra faccia della luna” mostra personale, museo civico San Marco Argentano.
2007: Mostra personale, sala delle arti, Civita.
2007: Prima classificata nel quarto concorso nazionale letterario artistico sull’amore “la voce del cuore”, Città di Montepaone.
2008: Collettiva di arte contemporanea “profili di donna”, Palazzo San Bernardino, Rossano.
2008: Donna dell’anno premio speciale per l’arte contemporanea
2008: Realizza il ”Roseto di Kisgas”, Collana di poesia al femminile, tiratura limitata in 50 copie originali.
2009: Riceve il Premio Speciale alla Cultura e Pro Territorio, “ L’Arca dei Sentimenti”.
2009: “Procedimenti Variabili” mostra personale, Galleria d’Arte “Il Coscile”, Castrovillari.
2009: Esposizione al Tennis Club – Villa Comunale Napoli.
2010: Mostra personale “Vaggio nel Cuore dei Sensi” - Lounge Bar “Malia” Castrovillari.
2010: Collettiva, prima mostra d’autore dedicata a Federico Fellini, Sala delle Arti, Protoconvento Francescano, Castrovillari.
2010: Mostra personale nell’ambito del quinto festival etno-jazz “Giochi Speculari, il suono, il colore e l’ineffabile “ Castrovillari.
Le sue opere sono presenti in collezioni private, e in numerose copertine di libri e riviste.

 

  • ipotesi
  • tempesta perfetta
  • incomunicabilità
  • il segreto
  • memoria
  • "Androide" (particolare)

Commenti sulle opere di Francesca Rizzuto:

  Sinceramenti ti dico che le opere che ho votato mi danno delle emozzioni, complimenti davvero.


commento di Gildo Dordi sull'opera conversazione - martedì 17 novembre 2009 alle ore 22:30
Ancor prima di leggere il titolo ho provato la sensazione di attesa...per me è un lavoro del fondo di mistero e ciò mi piace. Complimenti!
commento di Letizia sull'opera l'attesa - mercoledì 18 novembre 2009 alle ore 15:18

figure geometriche che si ripetono da sempre e da sempre ci danno un senso di protezione come la nostra casa,il nostro villaggio, gli affetti e i gesti della vita quotidiana, i legami da cui facciamo, a volte, fatica a staccarci,

..........bisognosi cerchiamo tutto questo ma non sempre riusciamo a costruircelo o meglio a tenecelo stretto.........


commento di Orofino sull'opera protezione - venerdì 02 luglio 2010 alle ore 13:31

(MACHINA FRACTA)


Quando la corda si tira troppo,
l’ingranaggio si inceppa
…e la molla compressa
schizza via
in mille spirali impazzite
… alla ricerca
del tempo perduto
e di quello non ancora vissuto
…nell’attimo stesso
in cui l’incubo viene interrotto.
Il tempo si ferma
sospeso…
La finzione non regge al suo peso
e il suo falso apparire
è in frantumi,
caleidoscopio di frammenti di vite,
espressioni mancate,
smorfie sopra le righe
di un pentagramma antico,
filo sospeso tra farsa e tragedia
nell’eterna commedia
che è solo la vita.
I segni lasciati sulla pagina
rivendicano i richiami e le pause.
Nessuno può ancora ritrovare
il senso oscuro del fato.
Il mosaico scomposto
ha tessere sparse,
antiche reliquie sfuggite
alla trama del tempo.
L’ordito resta,
testimone muto dell’antica festa
appena finita.
Si spengono le candele
con un soffio di Morte.
L’anima che se ne va…
che abbandona il campo
all’oblio…
Non ci sono più dita
per contare i frammenti
caduti.
Testimoni muti,
orfani degli altri pezzi,
non sono più avvezzi
alle maniere e alle mode.
Lo stile è un giorno
che è sceso dalle scalone dorato
dell’arcano passato
che mai ritorna,
perchè ormai è già trapassato
remoto.
Il tempo accarezza
con le sue dita di ghiaccio
la pallida rosa.
Lei china il capo e si riposa
persa nel grembo
del suo sonno
senza fine.
A poco a poco…
ad uno ad uno…
cadono i suoi petali
lasciando nudo
un candido cranio.
Nelle sue orbite cave
rimane racchiusa
l’eterna visione
del vuoto.
 

 

Castrovillari, 16 maggio 2012.
 


commento di Giuseppe M. Maradei sull'opera machina fracta - martedì 28 agosto 2012 alle ore 15:34

L’URLO MUTO
(Appunti sull’arte di Francesca Rizzuto)

“L’egida della materia”, un mitico scudo che protegge l’anima dagli strali della facile apparenza, un riparo ricercato ed inseguito al di là della superficie, una soglia mistica aperta sull’abisso, “viaggio-trapasso” attraverso i meandri oscuri e profondi del Mistero. Affondare e fare naufragio nella materia è ritrovare un antico sentiero interrotto e smarrito, è compiere un viaggio  interiore per ricercare e coglierne l’intima essenza… in un giuoco alchemico che la trasforma da elemento grezzo ed inerme a frammento di assoluto, brandello di eternità, alito d’infinito.
“Perché la materia è una forza oscura, ma dotata di molteplici attitudini, che si prestano ad attualizzare altrettante oscure intuizioni.” , dice l’Artista, protesa verso una tensione interiore che subisce la forza di quel “magnetismo verso verità primordiali, archetipi sepolti in insondabili profondità”.
Questa è una sapienza antica… che nasce da lontano. L’Arte è sortilegio, non mera descrizione ma evocazione. La materia si spoglia delle proprie vesti esteriori e, nuda verità, abbandona il proprio “destino” già segnato, per trasfigurarsi in sensazione ed emozione. Ecco perché manipolare la materia è necessità primordiale. Negli antichi misteri orfici vari oggetti venivano manipolati in un giuoco simbolico e rituale… e la sibilla manipolava visceri di animali… per cavarne il vaticinio. Toccando e rimestando, impastando e scalfendo, componendo e dilaniando si partecipa alla vita vibrante della materia, entrando in comunione con la sua anima… lasciando un’impronta indelebile di quel passaggio… un sigillo impresso che ne marca a fuoco l’anima stessa per l’eternità.  Solo manipolando la materia, attraverso un contatto diretto e fisico, si riesce a coglierne la profonda essenza… La materia ha un’anima… dimensione profonda ed autentica… fonte di vibrazioni, sensazioni, turbamento… Questo è il suo linguaggio segreto… che non tutti possono udire. Ma Eraclito “l’Oscuro” ci insegna che “La sibilla con bocca folle dice cose senza riso, ornamento o unguento”. E qui l’artista si fa tramite… cogliendo l’essenza delle cose… al di là dell’effimera apparenza e dei ceppi della funzione ormai consolidata dall’uso quotidiano, banale e comune. Trasfigurazione vera e propria della materia che intona un canto nuovo e mai udito, un “urlo muto” che lancia nell’attimo stesso in cui muore per rigenerarsi, un grido tragico, straziante ed estremo che squarcia i rigidi sacri codici… per andare oltre il silenzio. E’ il mistero di ciò che appare e non appare… o, meglio, di ciò che è e non appare… come nel novilunio. Una maschera di ombra cela una essenza profonda di una materia che ordina e governa maree e umori… follie e germogli… nascite, crescite e transiti. 
Così “ la materia” si fa “elemento e segno”. Nell’opera il mistero si compie nel rituale arcaico della creazione, metamorfosi della fisica in meta-fisica, pronta ad affrontare e vincere la sfida del tempo. Anche il colore evapora dalla sua storia e diviene concretamente e plasticamente materia. In una comunione misterica si fa tutt’uno con essa, evadendo dagli schemi codificati e dagli stilemi facili dell’ovvio, mentre il segno, essenziale e pulito,  nel fluido labirinto dell’occhio si fa chiave per penetrare nel profondo. Le porte si aprono e si chiudono in un giuoco di scatole cinesi, dove ogni frammento di specchio è un sogno infranto che riflette la luce dell’intuizione alla continua e disperata ricerca di un linguaggio perduto… E’ uno scendere e salire scale infinte per toccare abissi oscuri ed intimi, unica via per raggiungere, rigenerati e liberi, vette inviolate da cui rimirare il cielo e “ritrovarsi” smarriti tra le stelle.
                                                                                                         Giuseppe M. Maradei
Castrovillari, 24 aprile 2012
 


commento di Giuseppe M. Maradei sull'opera "Androide" (particolare) - martedì 28 agosto 2012 alle ore 15:40

complimenti sinceri

vesuviani saluti

Neotto


commento di Neotto sull'opera monile maledetto - mercoledì 10 ottobre 2012 alle ore 13:35
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