Giovanni Marino

Giovanni Marino Giovanni Marino
Monza (MI)

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13/03/2013
Categoria: Altro

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Data di nascita: 17/10/1979
Residenza: Monza - MI

Giovanni Marino nato a Milano il 17/10/1979

Terminato il liceo ho studiato disegno e composizione pittorica con la pittrice-scultrice Mariella Convertini. Succesivamente ho superato i corsi universitari di : Laboratorio di Comunicazione visiva; Teoria e Storia del disegno industriale; Corso integrato di Disegno; Antropologia Culturale; Tecnologie di Modellazione e di Realizzazione.
Interessato alle possibilità creative della ceramica Raku, ho frequentato i corsi tenuti dall’artigiano artista Pietro Vita di Usmate, seguace del noto ceramista Nanni Valentini di Arcore. In seguito ho frequentato la Bottega artistica Jean-Baptiste di Olgiate Molgora. Nel 2007 ho partecipato con ceramiche raku e disegni a tecnica varia alla collettiva dell’associazione Cenacolo di Monza.
Attualmente mi sono concentrato sulla ricerca concettuale della ceramica Raku che ho esposto con successo in varie fiere e manifestazioni private. Tra queste la mostra collettiva "Frammenti" presso il prestigioso Spazio Taccori di corso Garibaldi 2 a Milano a Giugno 2012 ha ottenuto un discreto successo.
 

Cos'è il Raku

Il Raku è un’antica modalità di smaltatura legata alla cerimonia del thè poichè le tazze utilizzate erano realizzate in ceramica con la suddettà tecnica. Essa è inoltre profondamente legata allo spirito Zen e alla sua filosofia facendo del consumo della stessa bevanda orientale un rito quasi religioso. Osservando questi manufatti si notano armonia nei piccoli oggetti , bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. La tecnica raku è stata introdotta recentemente nel mondo occidentale che ne ha stravolto i risultati. L'effetto decorativo, con riflessi metallici, altri effetti cromatici di notevole bellezza e cavillatura, la singolarità del processo, dove l'oggetto è estratto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica decisamente emozionante, che ribalta il metodo ceramico classico. Durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico; è quindi necessario utilizzare un'argilla robusta e refrattaria. Questo tipo di terra ha al suo interno della chamotte (granelli di sabbia) che diminuiscono il grado di contrazione, evitando così la probabilità di frattura. Il pezzo in argilla refrattaria bianca dopo esser stato modellato viene cotto una prima volta tra 950-1000 °C; dopo di che avviene la decorazione. In questa maniera vengono utilizzati ossidi o smalti, quindi per avere un verde, ad esempio, non si utilizza il pigmento dello stesso colore ma l'ossido di rame. Esempio di decorazione utilizzando la riduzione: togliendo l'oggetto incandescente dal forno, in base al tipo di prodotto che si utilizza per la riduzione (segatura, carta, foglie ecc. ) sull'oggetto biscottato si potranno ottenere diversi effetti di riduzione dal colore nero al colore grigio ove non sono stati applicati smalti.

Perchè fare Raku oggi?

Perché affidarsi a una tecnica antica, che si è molto evoluta nei secoli e che imprime una forte caratterizzazione artistica all’opera finale, significa contrastare la dilagante standardizzazione industriale nell’era della globalizzazione. Perché un contatto diretto con la materia, dettato dalle esigenze di lavorazione, significa vivere l’essenza del termine raku : comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere.

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