Joachim

Joachim Gioacchino Spera
Palermo (PA)

Iscritto dal
20/12/2013
Categoria: Pittori

Websites: gigarte.it 

Opere inserite: 8

Visualizzazioni profilo: 925

Voti ricevuti: 29 Chi ha votato?


Data di nascita: 29/10/1953
Residenza: Palermo - PA
Telefono: 091391590


Gioacchino Spera

 

Biografia

 

Nasce a Belmonte Mezzagno (Pa) il 29 Ottobre 1953.

Pittore e scultore autodidatta, coltiva fin da ragazzo la passione per l’arte scultoria prima e pittorica dopo, predilige ritrarre soggetti in movimento e paesaggi.

La sua attività artistica l’ha sempre visto impegnato in modeste opere donate ad amici e parenti, eseguite rigorosamente a mano e dipinte esclusivamente ad olio.

Oltre a opere personali, ha riprodotto opere di Van Gogh, Rembrandt, Monet, Munch, Klimt, Modì, Leonardo e Michelangelo.

Ha partecipato come pittore a diverse “giornate di pittura”, ma solo per il piacere di divertirsi.

È stato invitato come artista-scultore alla mostra d’arte “Torre Alba” in Terrasini (Pa), ricevendo apprezzamenti e meriti.

Ha partecipato alla “2^ Rassegna d’Arte Estemporanea di Pittura Cinisi”.

È iscritto all’Albo Pittori Italiani “APIA”.

È presente sul sito dei pittori paesaggisti “MIPP”.

È presente come scultore su catalogo Vernissage.

È iscritto su portale internazionale delle arti contemporanee GigArte.

E' iscritto sul portale "ARTISTS IN THE WORLD"

È registrato su diversi siti internet: openarte.it, JoArte.it, artavita et altro.

Ha Vinto concorso nazionale: “Giovanni Paolo II”,  V^ edizione (a.2012) ricevendone meriti: diploma ad honorem e medaglia ad honorem Giovanni paolo II. Aprile 2013; con lo stesso quadro ha ottenuto il Premio Internazionale della Pace nell’Arte G.O.M.P.A.
 conferitogli dall'amministrazione comunale di Monreale (PA) nella persona del Sindaco Avv. Filippo Di Matteo, l’ambasciatore della pace nel mondo, S.A. Sacro Principe - N. H. Sandro Pulin, e l'Editore Sandro Serradifalco.

Ha partecipato alla I^ Biennale Internazionale d’Arte di Palermo con pittura ad olio “Campo di papaveri” ricevendo meriti dal Comitato Scientifico e dal Prof. Critico scelto per la selezione dell’evento Paolo Levi.

A tutt’oggi, anno 2013, ha compiuto un corso di perfezionamento di pittura presso Mialò Art sotto l’attenta guida del pittore Sonny Insigna e pittrice Carmela Gulino di rinomata fama Accademica di Belle Arti Palermo.

Si diletta anche in opere di Decoupage ed iconografia.

 

  • Campo di papaveri
  • Storia del Crocifisso di San Nicasio
  • Verso la luce
  • La Maschera
  • Santa RITA
  • Antica fortezza

Commenti sulle opere di Joachim:

MERAVIGLIOSO, COMPLIMENTI

GIANCA

 


commento di Gianca sull'opera Campo di papaveri - sabato 21 dicembre 2013 alle ore 10:12

Tutti ottimi lavori con un buon uso del colore. Mi fa piacere conoscere un conterraneo, a tal proposito volevo chiderti se ti andava di esporre a Palermo. Gestisco, dal punto di vista artistico il locale denominato "Colazione da Tiffany" in via Roma di fronte Hotel Delle Palme. Ovvio non si paga, se sei interessato chiamami al 338 7375115


commento di Intarsiatore sull'opera Giovanni Paolo II: Pietra Angolare, Beato. - venerdì 03 gennaio 2014 alle ore 13:52

“San Nicasio”- Caccamo 1990

Storia del Crocifisso di “San Nicasio” 

Un giorno del mese di agosto dell’anno 1990, mentre gli operai forestali lavoravano per la realizzazione del viale parafuoco nel bosco di “San Nicasio” del Comune di Caccamo, piccolo paesino della provincia di Palermo, di cui ero responsabile forestale, scorgevo improvvisamente in un albero, volgarmente detto “Albero di Giuda”, un ramo la cui forma sembrava plasmare la sagoma del Cristo.

Colpito da quella forma insolita e guidato dalla mia passione per l’arte, lo feci tagliare e, proprio in quel momento, curai la realizzazione di una bozza del Cristo Crocifisso.

Dopo averlo fatto essiccare, iniziai a nutrire il desiderio di tenerlo con me, e così decisi di esporlo sopra un armadietto nel Rifugio di “Monte Rotondo”, località boschiva a 1000 mt. sul livello del mare, affidatami dalla Direzione Foreste di Palermo.

Un giorno d’inverno dello stesso anno, mentre si consumava il pasto con gli operai dentro il rifugio per via del brutto tempo che imperversava su “Monte Rotondo”, e si chiacchierava, come mio solito, accennai a qualche passo del Vangelo. Ma ad un certo punto un operaio, interrompendomi, disse: “Signor Spera! La finisca con questo Cristo messo in croce!”.

Fu proprio in quell’istante che, sotto lo sgomento di tutti, quel pezzo di legno, la cui forma si era fatta di Crocifisso, senza essere toccato da alcuno, cadde violentemente dall’armadietto dove era poggiato, e abbattendosi su quell’unica sedia vuota posta Vi si rompevano le gambe staccandosi completamente dal resto del corpo.

Passano otto anni. È il 1997 quando l’ufficio mi assegna un’altra località boschiva, “Ficuzza”. Non dimentico del mio Crocifisso, lo portai a casa con me, dove cercai di ricomporlo senza, tuttavia, aver mai il tempo necessario per ultimarlo.

Passa molto tempo; siamo nell’anno 2000, e con mio grande rammarico, mi accorgo che questo legno, anziché stagionarsi, come avviene comunemente per qualsiasi altro legno, man mano che si essicca diventa polveroso, e, dunque, soggetto a sgretolamento; le gambe intanto si erano completamente polverizzate. 

Dopo un’accurata ricerca ricostruisco le gambe con dei rami di ciliegio, rinvenuti tra vecchi arbusti per l’abbruciatura, che sembrano fissarsi alla perfezione al resto del corpo; quindi li assemblo e con una semplice tecnica artistica rivesto l’intero corpo con un leggerissimo strato di “gesso di Bologna” e colla vinilica, in modo che, sempre con il suo volere, possa conservarsi nei secoli.

Sono passati più di dieci anni ormai; non definito del tutto, lo metto sopra una croce di legno realizzata con le mie mani. Provvedo anche a scolpirne la scritta “INRI” sopra una tavoletta; incastonando su di essa una piccola pietra a forma di goccia d’acqua, fattami recapitare da Gerusalemme e precisamente dalla strada di Gerico.

Sono passati altri dieci anni; nell’estate del 2010 sono invitato, come artista scultore, a partecipare ad una mostra presso “Torre Alba”, nel paese di Cinisi.

È così che sottopongo all’attenta analisi della direttrice della mostra tre delle mie sculture realizzate in legno: la “Madonna”, “La fuga d’Egitto” ed il “Cristo Crocifisso”. Il giudizio della direttrice sembra essere irremovibile: “la Madonna e La fuga d’Egitto vanno bene per la loro originalità! Ma il Crocifisso no!”; a suo dire di crocifissi ce ne sono già tanti e, pertanto, quest’opera non la vuole alla mostra.

Con grande sofferenza mi premurai a riporre subito il Crocifisso in macchina, riproponendomi di ultimare il Crocifisso in ogni suo dettaglio e colore; in quel momento tanti ricordi affiorarono nella mia mente: da quell’operaio di “Monte Rotondo” alle difficoltà pratiche di conservazione e definizione del Crocifisso.

Da quando lo intravidi tra le foglie di quell’albero del bosco di “San Nicasio” ne sono passati di anni; esattamente 22 anni. Oggi 16 marzo 2012, finalmente il Crocifisso è ultimato.

Adesso, rimessolo nel posto di sempre del mio laboratorio, sembra che la sua storia non sia finita. Dal suo posto sembra interrogarmi. “Signore, eri nell’albero!”, come diceva Michelangelo, “l’artista libera dalla pietra le figure che vi sono imprigionate”, “ti sei manifestato ed ora sei stato ultimato, Signore! Cosa vuoi che io faccia per te? Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta!” (1 Sam 3,10).

Sto cercando di leggere questa meravigliosa sensazione che provo tutte le volte che lo guardo; dal suo posto sembra chiedermi che gli dia una collocazione con più luce e splendore, chissà, magari un posto dove un giorno tutti i fedeli lo possano pregare ed adorare.

 

Questa è la vera storia del Crocifisso, denominato da me, di “San Nicasio”.

 

Gioacchino Spera


commento di Joachim sull'opera Storia del Crocifisso di San Nicasio - mercoledì 08 gennaio 2014 alle ore 00:04

Salve Gioacchino, sono Michele Montalto, e come te partecipo al Concorso su Ad-Art " Il Ritratto nell'arte. Facendo delle ricerche sugli artisti da votare e visualizzando le opere degli artisti, mi sono soffermato ad ammirare le tue, inoltre ho visto nei tuoi vari siti in cui ne fai parte, che abbiamo molte cose in comune; Gigarte.com, IoArte, Pitturiamo, e anche un'opera in comune " La tonnara dell'orsa di Cinisi ", Ho letto il tuo curriculum ed apprendo che sei di Belmonte Mezzagno ( Palermo ) quindi compaesani..... Tu come me sei un autodidatta e questo ci unisce ancor più perchè anche se non abbiamo frequentato l'Artistico con la nostra voglia di esprimerci nella pittura, ma anche nella scultura, vedi la mia  " Cattedrale di Palermo " disegnata pezzo per pezzo in scala e fatta al traforo come il porta lavori che mi ha fatto da base. Mi son piaciuti gli intarsi che hai fatto su legno sei veramente bravo, ed è per questo che ti voterò. Un caloroso in bocca al lupo ! ! !  Un caloroso saluto Michele   


commento di Michele Montalto sull'opera Verso la luce - giovedì 19 giugno 2014 alle ore 10:04

Nello sguardo dell'Uomo in Bianco venuto da molto lontano tutta la bontà, la profonda spiritualità e la Grazia Plena di Maria e della Chiesa, abbracciata da Papa Giovanni Paolo II, Sua "Pietra Angolare".

L'Opera ha vinto la VI^ edizione Premio Giovanni Paolo II, Delegazione Pontifiicia per il Santuario di Pompei a. 2014


commento di Joachim sull'opera Giovanni Paolo II: Pietra Angolare, Beato. - giovedì 16 ottobre 2014 alle ore 09:00
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