Rodolfo Lepre

Rodolfo  Lepre Rodolfo Lepre
Aquileia (UD)

Iscritto dal
19/10/2016
Categoria: Pittori

Websites: www.rodolfoleprearte.it 

Opere inserite: 2

Visualizzazioni profilo: 62

Voti ricevuti: 1 Chi ha votato? Sono socio dell'Associazione Culturale IoArte


Data di nascita: 06/04/1957
Residenza: Aquileia - UD

“Diversi anni fa e’ cominciata per me questa avventura certo di un inizio ma non di una possibile conclusione. consapevole che innumerevoli sono le ragioni e le variabili che muovono l'esperienza umana, nell'eterno confronto fra materia visibile e materia sottile: questa contiene in sé quell'essenza che definiamo spirito……”


Vive in Friuli, architetto. Sin da giovanissimo è attratto alla pratica artistica. Dopo aver praticato le strade del figurativo, scopre che quello che sta facendo non funziona più, non riesce a tradurre nel colore l’ emotività, ha bisogno di riconsiderare l’alfabeto dei colori e delle forme ed il modo di rappresentarli sulla tela.
In crisi di riferimenti e valori, scopre che la materia, il gesto istintivo, l’assorbimento del disegno nel colore, la materializzazione delle sensazioni, la scoperta di un nuovo linguaggio, riescono a placare le tensioni accumulate nella “prassi”. L’astrazione non snatura ma riesce a reinventare un nuovo vocabolario in cui quelle forme, graffi, segni, grumi di materia e colore, riescono a dare vita alle necessità più intime, l’immaginazione si libera dalle catene del consueto e del già visto; non si tratta di cancellare la realtà, ma bensì di reinventarla, di sostituire alla realtà “reale” una realtà ridefinita, rinnovata, un nuovo alfabeto, un nuovo codice di lettura, a volte difficile, ermetica, intima, ma che propone sempre una riflessione, una domanda o semplicemente una nuova emozione e una nuova risposta.
Materia, derivata dai materiali poveri del cantiere: sabbia, cemento, gesso, colla, intonaco, pigmenti colorati, quale unione tra rappresentazione e contesto; materia che nella sua tridimensionalità sembra aggrapparsi alla realtà, non spettatrice assente ma parte fondante di un gioco misterioso e stupendo, una continua ed avvincente ricerca del nuovo possibile.
L’opera non più rappresentazione del reale, ma essa stessa realtà, non generica abilità di maniera, ma pura e sola concretizzazione di uno stato esistenziale, di una necessità di linguaggio, di un nuovo alfabeto: bisogno esistenziale, “mediazione” tra l’uomo ed il suo spirito, questo si, sacro ed immortale.
 

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