Salvo Ferrante

Salvo Ferrante Salvo Ferrante
MILANO (MI)

Iscritto dal
28/03/2010
Categoria: Pittori, Scultori, Scrittori

Websites: my space  martelive  you tube

Opere inserite: 19

Visualizzazioni profilo: 2629

Voti ricevuti: 46 Chi ha votato?


Data di nascita: 02/09/1959
Residenza: MILANO - MI

La musa assopita, la malinconia di Durer e la maledizione dell’arte sono scritte nel silenzio.

10 anni d’opere imballate in scatole e sepolte in cantina e ora dopo 25 anni le voglio svelare
Non ho un progetto cronologico lineare ma un disseppellimento della memoria di pezzi di core

SCENOGRAFO REGISTA ATTORE DRAMMATURGO PITTORE
Salvo Ferrante nasce a Menfi (AG)
ora vive a Milano.
Diploma in scenografia all'Accademia Belle Arte di Firenze.
Da una formazione artistica multiforme segnata dagli incontri di gradi maestri del novecento fonde i linguaggi di teatro, pittura, video, scrittura.
Dalla PAROLA alla FIGURA dalla PITTURA al TEATRO

PITTURA
Icone e miti, sacro e profano.
Assemblaggi novorealisti polimaterici con liberi accostamenti, tratti di un’espressione tra arte popolare siciliana e il New dada di Raushemberg.
La sinergica interferenza tra pittura, fotografia, oggetti e interventi multimediali rimandano al degrado sociale metropolitano post-moderno.

TEATRO
Un amore abbandonato e poi ritrovato che abbraccia tutto il mio mondo immaginifico
e che racchiude tutto il mio percorso artistico.
Una spugna marina che assorbe la vita e la trasforma in schiuma
nella metamorfosi dell’arte.


Resuscitare i morti, quelli nascosti nella memoria e sepolti dalla polvere del tempo, nei rivoli di righe di un passato che ritorna a galla dalla profondità delle mie viscere evirate da ogni illusione.
Lecco ferite profonde, dell'anima stuprata dei nostri tempi.


 

  • Baghdad
  • AL TRAMONTO DI ANGELI DI PIETRA E VENTO DI PRIMAVERA
  • The day after
  • Oh mari, oh mari
  • Stagno
  • La corte del vicerè Silvio - 2009

Commenti sulle opere di Salvo Ferrante:

Kinder, Küche,

Sfuggo alla logica del racconto, scrivo come mi detta il cuore.
Per slogan di pensieri, scarti di baci perugini, si sciolgono in bocca.
Interrotto da vaghi ricordi: Natali trascorsi, tu scende delle stelle, e stille nacht.
Il pino con le rosse candeline accese, Gertrude gioca con le bambole nella sua Kinder, Küche tradisco il flusso dell’intenzione si bloccano come l’ossigeno che non arriva al cervello.L’associazione di idee nella metafora dell’arte, concetto colto una pop pride parade.

 



commento di Salvo Ferrante sull'opera Kinder, Küche, - domenica 09 gennaio 2011 alle ore 14:13

eccezionale


commento di Arcangelo Delfino sull'opera ARDCORE COURT (Il viceré Silvio parte 2°) - lunedì 16 maggio 2011 alle ore 07:50
Banner pubblicitari
Sostengono IoArte
Siti Amici