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Ho dato fondo (parziale) (Sergio Davanzo)

Ho dato fondo (parziale)

Commenti sull'opera Ho dato fondo (parziale):

Dare fondo (linguaggio marinaresco), per chi non lo sapesse è "gettare l'ancora". Non è una rinuncia al viaggio ma una sosta necessaria. Si da fondo per rimanere "ancorati" ad un punto o meglio ad un cerchio che il natante compie al variare dei venti e delle correnti. Il suo contrario è "andare alla deriva", cioè in balia degli eventi atmosferici, in questo caso. Nel compiere l'operazione di dare fondo l'ancora s'immerge nelle profondità marine fino a toccare il fondo. A me piaceva particolarmente, cercare, con la pittura, l'azione dell'ancora, che precipita. Grazie a coloro che hanno gradito il mio lavoro.


postato da Sergio Davanzo - mercoledý 02 settembre 2009 alle ore 00:49
Hai veramente ragione...leggere la tua spiegazione e vedere la tua opera Ŕ come immergersi in questa. Bravo!!!
postato da Letizia - mercoledý 02 settembre 2009 alle ore 13:07

ciao sergio, mi colpisce la fluidità delle tue opere, apparentemente astratte ma molto legate alla realtà. coinvolgono la mente adducendola a soffermarsi non nel particolare ma nell'insieme, visualizzando un'immagine legata non alla realtà emozionale ma ad un coinvolgimento universale. complimenti, la biennale a venezia sono certa che ti consacrerà! liliana


postato da Liliana Avvantaggiato - giovedý 03 settembre 2009 alle ore 17:07

 Mi affascinano colori e movimento, un tuffo che mi ricorda tanti ancoraggi,..la tua pittura mi coinvolge e mi emoziona sempre.Luciano


postato da Luciano Valletta - sabato 05 settembre 2009 alle ore 14:10

Seguo il movimento di questo "chiodo" quasi trattenendo il respiro. Un'altra grande opera maestro!


postato da Vince - sabato 05 settembre 2009 alle ore 15:18

grazie dei voti...

Questo quadro, assieme alla descrizione che ne fa, mi piace in modo particolare... forse perchè noi il mare lo viviamo quotidianamente, e almeno x me lo amo e lo rispetto...

Laura

 


postato da Laura - mercoledý 09 settembre 2009 alle ore 12:27

Complimenti, maestro, finalmente vedo come ha utilizzato gli smalti che le fornisco!


postato da Walter Leone - giovedý 10 settembre 2009 alle ore 18:01

Navigando in Internet in un blog ho trovato questa cosa su di lei. Spero le farà piacere:

"Las Pintura de Sergio Davanzo

 

Su nombre es Sergio Davanzo. Fuerte en la expresión de sus pensamientos pero oferta en abrazar sus sueños, él muestra que usted insospechó y los aspectos inesperados de su interior mí. A veces él los revela despacio, paso a paso; a veces él les muestra de bruscamente, con un poco de mofa provocativa. Él pinta. Él pinta debido a una mezcla no resuelta de motivos. Él pinta porque él necesita a. Como él quiere a. Él pinta para jugar. Él pinta porque él tiene.

Varios de sus trabajos son el producto de una necesidad profunda de comunicarse. La necesidad de ir más allá de los límites de palabras humanas, más allá de tiempo y espacio, más allá de formas convencionales con el objetivo de crear nuevos y mejores, más sumamente hermoso, dando así voz(voto) a sus pensamientos interiores y más complejos.

Otra publicación(cuestión) de trabajos del deseo mero, instintivo de Davanzo de dejarse va a la evocación poética de imágenes y sentimientos que él ha visto y ha vivido. Esto inevitablemente persigue la connivencia de sus espectadores, que pueden ver y percibir sus mismas sensaciones, profundamente sentirlos y, por sintiendo, reanimarlos. El resultado es una gama asombrosa de caminos y contaminaciones synaesthetical, ambos de color y materia(asunto).

En el modus operandi de Davanzo a menudo una idea sola se desarrolla en un tema. Esto se amplía, definiendo autónomamente sus propios motivos leit. Ellos son variados y ensanchados, ofrecido en sus matices más lisonjeros. La idea original entonces se hincha a su extremo y, finalmente agotado, esto vuela. Esto es una resolución definida. Por lo tanto los trabajos de Davanzo, que siguen una vena común hasta que sea agotado, principalmente pueden ser contextualized en grupos. Pero, una vez que él ha terminado con una vena de inspiración, a veces el pintor ya ha encontrado en sus cenizas el principio de varios nuevos. A veces él preferiría esperar antes del alquiler de ellos cogen su instinto y su pincel.

Esto es el proceso de pintura para Sergio Davanzo. Su sujeta son vario y diferente. Él quiere contar tanto como posible. Las caras, las voces(los votos) de tiempo pasado y presente, los sitios que lo han visto cultivando tanto como un hombre como como un artista. Su perro. Su familia. Los que han ido. Los que todavía tienen que venir. Una arruga sobre una frente. El silbido de un torno en una tienda de trabajo. Un calidoscopio mínimo de imágenes, epiphanic los momentos que él se fija en su lona. Y que, si fuera necesario, él se mueve, como él por lo general dice " al espacio ".

Seguramente los títulos imaginativos que él da a sus pinturas son la parte de su modo tragicómico de vida y concibiendo cosas necesarias de alguien. Ellos son deliciosos, a menudo bruscamente irónicos, y al principio ellos le asombran, dejarle tarde o temprano tratar con una estela de reflexión, whetting usted como el gusto trasero de ron en una torta solamente(justo) al horno, la receta para la cual ha sido escrito y realizado por Sergio Davanzo solamente(justo) para usted.
 


postato da Gigi - venerdý 11 settembre 2009 alle ore 21:18

semplicemente stupendo questo lavoro. complimenti di nuovo.


postato da Marumaru70 - mercoledý 16 settembre 2009 alle ore 20:03

Sergio tu hai scritto che preferiresti un commento al posto del voto. Personalmente non credo che una cosa escluda l'altra. Secondariamente io non sono un letteraro ma un elettricista che opera a bordo delle navi. Ci conosciamo dal, purtroppo lontano, 1968. Non mi occupavo, non conoscevo e non m'interessava conoscere l'arte in generale, pittorica in primis. Alla prima nostra New York (Regal Princess) hai costretto me ed altri due operai a seguirti al MoMa. Sinceramente, ora posso confessarlo, pensavo tu fossi pazzo. Ti entusiasmavi davanti a Pollock, a me all'epoca, incomprensibile. A me piacevano le figure sulle scatole dei cioccolatini. A Barcellona (Statendam) mi hai portato a vedere le case del Gaudì (Batlò,Pedreira). A San Juan de Portorico hai noleggiato una macchina hai attraversato l'isola per arrivare a Ponce per vedere la "Flamming June"(non ricordo il nome dell'autore ma è di un Preraffaelita inglese), io avrei preferito una grigliata sulla spiaggia, all'epoca. E molte altre situazioni simili. Ora io ti ringrazio. Ora io apprezzo ciò che non avrei mai immaginato. Il mio modo per ringraziarti e non dirti quello che sento davanti ad un tuo quadro ( non sono capace). "L'omaggio ai tubisti" lo sento mio. "Manhattan vista dal Bronx" siamo noi di Panzano degli anni '50. "Volo radente" che altro è se non la nostra vita di basso profilo?...però anche noi voliamo!. "Feeling, la Mafia, e la Strada di Bagdad" mi sembrano scontati da raccontare. Ma "Ho dato Fondo" è decisamente il mio preferito...forse perchè siamo coetanei. Grazie nuovamente Sergio!


postato da Accabi - giovedý 17 settembre 2009 alle ore 15:08

La Nostra Rivoluzione

da notti sui libri
dalla messa in collegio
dal fumare in gabinetto
dalla domenica con i genitori
dal buco a spiare
dietro la porta a sentire
è nata.
Nell'assemblea d'autunno
nelle canzoni
nei volantini
nelle scritte sui muri
nelle occupazioni
nei baci sui muretti
è cresciuta.
Con le infiltrazioni
con le delusioni
senza modelli
troppi si sono sciolti
è rimasta
l'ironia del folclore
la violenza dell'isolamento
la voglia di invecchiare.

La nostra rivolta era
essere padri di noi stessi
questa è altra cosa
e noi ancora figli
muti
a guardare.

 


postato da Sergio Davanzo - giovedý 17 settembre 2009 alle ore 23:58

Siamo entrati in contatto con te più di tre anni fa per invitarti per una mostra personale presso di noi. La personale doveva avere la durata di 15 giorni. Non ti abbiamo più lasciato andar via e siamo diventati la tua mostra permanente più consistente ( 36 quadri esposti al momento). I nostri 600 e più soci e le centinaia di musicisti, alcuni di fama internazionale che si sono esibiti all'interno della nostra struttura, amano la tua pittura. Volevamo ringraziarti, su queste pagine per essere la persona che sei. Scusa...non possiamo non votare le tue opere a noi tanto care!


postato da Circolo Vecchia Quercia - venerdý 18 settembre 2009 alle ore 17:33

Amo la tua arte. Mi piaci e piaci a tutti come persona. Ho avuto in casa, in questi anni più di 400 tele tue. Un centinaio di persone ti ha chiesto di poter comperare una tua tela. a tua risposta è sempre stata "ringrazio, ma questa fa parte della mia collezione privata". Vorrai darmi la soddisfazione personale di dire a qualcuno di si?

Nel frattempo ti ringrazio di esistere!


postato da Neda - venerdý 18 settembre 2009 alle ore 17:49

Noi Gradnik assieme ad altri 8 viticoltori del collio goriziano, ti ringraziamo per aver impreziosito, le nostra produzione "donandoci" la tua arte sulle nostre bottiglie. Sembrerà incredibile ma dobbiamo riscontrare l'incremento delle vendite da quando usiamo la tua pittura sulle nostre etichette!


postato da Gradnik Miro - venerdý 18 settembre 2009 alle ore 18:11

Sergio Davanzo. Esprime con forza i propri pensieri. Coccola con tenerezza i propri sogni. Ti mostra parti insospettate e inattese di sè, a volte svelandole per gradi, a volte ostentandole all'improvviso, provocando, beffardo. Davanzo dipinge. Una combinazione irrisolta di motivazioni lo spingono ogni volta. Per bisogno. Per voglia. Per gioco. Per dovere. Molti dei suoi quadri sono figli di una forte necessità comunicativa. La necessità di trascendere i limiti delle parole, delle dimensioni spazio-temporali, delle forme codificate, creandone di nuove, più belle, più intense, e dare così rinnovata voce a pensieri profondi, complessi. Ci sono poi i lavori che nascono dal semplice desiderio di lasciarsi andare alla più poetica evocazione di immagini e suggestioni viste e vissute. Essa sfocia poi nella compiaciuta ricerca di complicità di chi guarda e prova, e sente, e, sentendo, rivive. Il risultato è una sorprendente gamma di aperture e contaminazioni sinestetiche, cromatiche e materiche. Nel modus operandi di questo artista spesso un pensiero diventa tematica. Si espande. Definisce in maniera autonoma e prepotente i propri leit motive. Li varia, li allarga, li propone nelle più accattivanti sfumature, per poi gonfiarsi al massimo e, finalmente esplodere, esausto. Finito. Risolto. Perciò i quadri di Sergio sono per lo più contestualizzabili in gruppi. seguono cioè un filone comune fino a prosciugarlo. A volte però l'artista dalla conclusione di una linea ispirativa ne ha già tratte diverse altre. A volte lascia passare del tempo prima di permettere a nuovi tratti di catturare il suo istinto. E il suo pennello. Questo è Sergio Davanzo che dipinge. I suoi soggetti sono vari, disparati. Molto vuole raccontare. I volti, le voci del passato e del presente, i luoghi che lo hanno visto iniziare il suo percorso di uomo e di artista. Il cane. La famiglia. Coloro che se ne sono andati, coloro che verranno. Una ruga sulla fronte. Il sibilo di un tornio in officina. Un caleidoscopio minimalista di immagini, momenti epifanici, che sergio trasporta su tela. Che, se necessario, trasporta, come è solito dire "nello spazio". E sicuramente i titoli creativi e fantasiosi che Sergio Davanzo affianca ai dipinti, fanno parte di questo modo semiserio di vivere e concepire le proprie necessità. Deliziosi, spesso fortemente ironici, stupiscono, per poi lasciarti addosso una scia di riflessione, che ti stuzzica come l'aroma del rum nel gusto di un dolce appena sfornato. Di cui Sergio, provetto "chef de rangue", ha scritto e realizzato la ricetta apposta per te.

 prof. MARIA SOLE POLITTI
 


postato da Circolo Vecchia Quercia - venerdý 18 settembre 2009 alle ore 18:53

La pittura di Sergio Davanzo, artista, poeta e scrittore che vive e lavora a Panzano (quartiere cantieristico di Monfalcone), non è certo di quelle sussurrate: per superare il frastuono della nostra era, bisogna alzarsi ed alzare il volume, gonfiare la soglia della visibilità. Per dare voce alle proprie idee, ma anche ai dubbi, ai sogni, a quella sfera emozionale che alterna torpori ad esplosioni, che si nutre di silenzi e di affabulazioni. Le tele di Davanzo vibrano, si impongono con lo stridore delle pennellate, con le barricate cromatiche da cui fuoriescono filamenti elettrici che guizzano e avvolgono, creando una fitta e mutevole rete di energia. Nelle sue opere istinto e ragione rinunciano all'eterna lotta, per dar vita ad un dialogo serrato: il colore si tende nella spontaneità del gesto, si difende entro grumi di materia, si assotiglia ed incede leggero frammentandosi secondo ritmi musicali. Viene impastoiato, fatto fluire e nuovamente convogliato, cristallizzato e gocciolato, alleggerito e spinto oltre i confini del supporto per cercare nuove dimensioni comunicative. prof. Lorella Coloni


postato da Circolo Vecchia Quercia - venerdý 18 settembre 2009 alle ore 18:55

Credo tu abbia ragione di definire questo tuo lavoro artistico "informale quasi per niente": Vedo distintamente la parte più importante di un'ancora di tipo ammiragliato che scende con velocità verso il fondo. Vedo anche il corretto spostamento dell'acqua sulle marre, quasi tu la volessi proporre al rallentatore. Un quadro molto bello, non a caso mi pare, lo stiano votando un po' tutti. Complimenti. Andrò a vedere la mostra di Tolmezzo poichè a questo punto sono proprio incuriosita di vederli "dal vivo" questi quadri.


postato da Dolores Lafuente - sabato 19 settembre 2009 alle ore 22:18

Ti conoscevo come scrittore e poeta. Ho avuto modo di sentire le tue poesie recitate da un gruppo di ragazzi durante "Absolutly poetry" di Monfalcone nell'estate del 2008 e mi hanno toccato corde profonde. Ho letto il tuo "il Delinquente": bellissima la tua rilettura del quartiere operaio negli anni cinquanta. La paragono al lavoro letterario del Guareschi o di Camilleri. Il tuo "Crossing" è diverso è un opera complessa alla cui prima lettura sembra limitarsi essere un "diario di bordo", poi riflettendo, poichè le tue cose fanno sempre pensare, capisci che è un viaggio più complessivo. Un viaggio nella vita, nel lavoro, nei modi paralleli che si sfiorano e non s'incontrano: "crew & pax". La nostra vita intera è fatta di crew e pax! Crossing è un lavoro letterario che porta in sè la tua profonda conoscenza del mondo sia dei luoghi che degli umani. Da poco tempo ti ho scoperto "pittore", anche se documentandomi su di te ho capito che hai al tuo attivo su questo versante già un curriculum di tutto rilievo internazionale. Ho visto una tua opera al museo di Are Moderna di Celije in Slovenia: molto bella quella tua "faccia nera e scollegata". Dei tuoi lavori postati in questo sito mi piacciono molto tutti e trovo che ci sia un forte legame tra loro con le tue opere nelle diverse discipline artistiche: narrativa, poesia, pittura. A questo punto mi hai messo in un forte imbarazzo: "Quale Sergio Davanzo preferisco? Il pittore, il poeta o lo scrittore?". Alla fine ho deciso: "L'artista!". Sei notevole in tutti i tuoi 360°.


postato da Alex Lavaroni - domenica 20 settembre 2009 alle ore 11:27

La sua pittura mi ha convinto. I commenti che ho letto su di lei sono stati importanti e mi hanno aiutato ad osservare in modo più serio il suo ricco punto di vista critico sulla nostra spietata società dei consumi.

Immagino che non necessiti dei miei complimenti ed auguri per la sua attività di artista, comunque li porgo ugualmente con mia ammirata stima.


postato da Ciro Bonito - domenica 20 settembre 2009 alle ore 15:58

Essendo i gestori da tre anni della tua Galleria permanente di Panzano ti commentiamo e ti votiamo. Le tue undici opere esposte sono motivo di soddisfazione per noi oltre al fatto che è un "bel vedere", attirano un numeroso pubblico. Le altre nostre attività ringraziano il generoso artista Sergio Davanzo.


postato da Universo - domenica 20 settembre 2009 alle ore 16:35

Frammento

Vedo smerciare

miele di vipera

per le strade.

Agito braccia di carta

che il vento disperde,

bocche cariate deridono

i miei abiti di clown

in questo proscenio

di morti.

 


postato da Sergio Davanzo - lunedý 21 settembre 2009 alle ore 16:46

Complimenti per la tua arte. Come ben sai: io sono un tuo "fan".


postato da Cirociro - martedý 22 settembre 2009 alle ore 10:39

POTENTE nel suo simbolismo questa tela. Vedo scendere quell'ancora verso il fondo per garantire un punto certo al natante... e con essa vedo la ricerca di un appoggio per... tutte le nostre speranze di una vita migliore.


postato da Ciro Bonito - martedý 22 settembre 2009 alle ore 11:03

Caro collega complimenti. Mi piace tutta la tua produzione sia per i soggetti che vuoi rappresentare sia per la tecnica utilizzata. Complimenti per aver visto il "sole" con la tua partecipazione alla 53° Biennale di Venezia. Immagino che ci sarà la possibilità in futuro per un nostro incontro di persona.


postato da Rissa - martedý 22 settembre 2009 alle ore 15:25

Ho visto la mostra Blue Zone di Tolmezzo, della quale fai parte. Mi sono piaciuti molti artisti, soprattutto i fotografi. La tua stanza è molto bella e su quella parete viola i due pezzi grigi, dei quali uno è esposto anche qui:"Volo radente" sono molto belli. Complimenti sinceri ed ammirati. D'altronde non si arriva alla Biennale di Venezia per caso ( si possono fare polemiche ma non negare la indiscussa validità).


postato da Arman - martedý 22 settembre 2009 alle ore 15:37

Tutta la tua produzione è bellissima. Ti ringrazio per farlmela conoscere.


postato da Duchamp - martedý 22 settembre 2009 alle ore 16:29

Tutti i tuoi lavori mi piacciono moltissimo. L'utilizzo del nero particolarmente. Molto bravo. I tuoi titoli spesso sono dei racconti o preludono a dei racconti che svolgi con l'uso del colore e del dripping. Notevole, veramente. Sono molto ammirata.


postato da Lu - martedý 22 settembre 2009 alle ore 18:14

I miei preferiti sono, altre a questo "Ho dato fondo", "Volo Radente", "Manhattan vista dal Bronx". Sono tutti molto significativi. Cromaticamente mi ritrovo più sui contrasti forti, però il tuo "Volo Radente" potrebbe stare bene accanto ad uno dei "cavallini" di Afro. Congratulazioni per il lavoro presentato alla 53° Biennale di Venezia.


postato da Vanni - martedý 22 settembre 2009 alle ore 18:24

"mi colpisce la fluidità delle tue opere, apparentemente astratte ma molto legate alla realtà. coinvolgono la mente adducendola a soffermarsi non nel particolare ma nell'insieme, visualizzando un'immagine legata non alla realtà emozionale ma ad un coinvolgimento universale. complimenti, la biennale a venezia sono certa che ti consacrerà! liliana


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postato da Liliana Avvantaggiato - giovedì 03 settembre 2009 alle ore 17:07"
 

Perchè ripetere...Liliana ha scritto così bene il mio pensiero. Quoto Liliana condividento appieno il suo scritto.


postato da Gigi - martedý 22 settembre 2009 alle ore 18:53

Io sono molto attratta dall'informale, pur essendo una figurativa. Spesso, come nel caso delle "cose" tue, non riesco a staccarmi dall'osservarle. E' un po' come con le "mentine" se apro la scatola non riesco a smettere di succhiarle finchè non la vuoto completamente del suo contenuto. Però nell'informale ci sono molti "furbastri", che nulla hanno a che fare con il mondo dell'arte. Io uso, come sistema consolidato, di cercare di conoscere la "persona" che si esprime nell'informale. Ad osservarti meglio mi ha convinto la tua frase: "Solo Macchie?....Solo Macchie!". Ciò significa che anche da parte tua c'è la stessa diffidenza che provo io. Non potendoti incontrare di persona mi sono "documentata" su di te leggendo quanto scrivono gli altri e navigando su Internet. Beh...signor "Sergio" è chiaro che non sei un venditore di fumo, pittosto un "signor intellettuale" che usa il cevello che sua madre gli ha donato in tutti i 360°.

A questo punto ho deciso di votare le tue opere in classifica. Le voterei tutte 21 o 26 quante sono, ma è un inizio. Complimenti ed auguri per la tua attività artistica e non solo.

Peccato che sei "fuori quota" come età!...altrimenti....


postato da Liza - giovedý 24 settembre 2009 alle ore 12:44

Io come Liza!

"Io sono molto attratta dall'informale, pur essendo una figurativa. Spesso, come nel caso delle "cose" tue, non riesco a staccarmi dall'osservarle. E' un po' come con le "mentine" se apro la scatola non riesco a smettere di succhiarle finchè non la vuoto completamente del suo contenuto. Però nell'informale ci sono molti "furbastri", che nulla hanno a che fare con il mondo dell'arte. Io uso, come sistema consolidato, di cercare di conoscere la "persona" che si esprime nell'informale. Ad osservarti meglio mi ha convinto la tua frase: "Solo Macchie?....Solo Macchie!". Ciò significa che anche da parte tua c'è la stessa diffidenza che provo io. Non potendoti incontrare di persona mi sono "documentata" su di te leggendo quanto scrivono gli altri e navigando su Internet. Beh...signor "Sergio" è chiaro che non sei un venditore di fumo, pittosto un "signor intellettuale" che usa il cevello che sua madre gli ha donato in tutti i 360°.

A questo punto ho deciso di votare le tue opere in classifica. Le voterei tutte 21 o 26 quante sono, ma è un inizio. Complimenti ed auguri per la tua attività artistica e non solo."

 


postato da Mia Roiter - venerdý 25 settembre 2009 alle ore 09:16

Ciao Sergio e grazie per il tuo commento positivo! Sono contento che mi trovi simpatico con la mia foto davanti a dei peperoncini. Tu ti presenti con la foto di un cane ha ha ha...Ma la tua arte è fenomenale. Mi piace moltissimo come riesci dare vita alle tue opere. I colori che usi sono la vita e le figure che ne escono sono meravigliose. Complimenti maestro.

 

Non chiedermi esattamente il motivo, poichè non saprei risponderti, però: la tua arte mi piace molto. Sarà perchè la foto postata sul tuo profilo comunica simpatia; o forse perchè la tua pittura, come in questo caso, non cerca il tridimensionale ma "gode" di spalmarsi su di una superficie piana; sarà per il "taglio" che dai alle tue produzioni....Complimenti!


postato da Jordan - venerdý 25 settembre 2009 alle ore 16:08

Quest'opera simbolo e molto bella. Si percepisce il movimento. Interessante il concetto di ancoraggio applicato alla vita di tutti i giorni.


postato da Sily - lunedý 28 settembre 2009 alle ore 09:42

Opera simbolo di un artista da seguire e da proteggere.


postato da Rotcko - martedý 29 settembre 2009 alle ore 08:52

Si può definire "pittura" la luce che la nostra anima getta sulle cose.

You can define"Painting" the light that our soul throws on the things.

Usted puede definir "Pintura" la luz que nuestra alma echa sobre las cosas.


Si può definire “pittura” la luce che la nostra anima getta sulle cose.
Non ha alcuna importanza lo stile, il supporto utilizzato, il materiale adottato per farlo.
Ritengo superato ed irrisolto il dibattito sulla forma.
La base della pittura, a mio giudizio, non è il disegno. Nemmeno i pigmenti. Solamente la luce ed il suo opposto possono costituire i fondamenti della pittura di sempre. Storicamente, ed in assenza di altre tecniche, il disegno sembrava essere l’unico modo possibile per esprimere pittura. Da molto tempo, ormai, ci sono diverse forme d’arte che basano il loro fondamento sulla riproduzione della forma. A mio parere, la fotografia, il cinema, il fumetto, l’architettura, le vari applicazioni delle tecniche video e digitali, hanno svincolato, se non sollecitato la pittura a sdoganarsi dal ricorso alla forma in quanto tale. Sicuramente ci sono artisti che non possono evitare di esprimersi senza ricorrere al segno ed al disegno. Io, non appartengo a questa categoria, se non casualmente o per gioco. Non disprezzo chi continua a “disegnare pittura”. Non solo non lo ritengo indispensabile ma da evitare. Ricorrere al segno è limitativo e limitante.
Quindi il disegno è una forma possibile di arte in pittura, sicuramente non la sola.
I soggetti rappresentabili in pittura sono tutti quelli della tradizione ai quali se abbandoniamo la costrizione della forma ( come del resto in poesia abbiamo abbandonato la “rima”) se ne aggiungono molti altri quali ad esempio: emozioni, concetti, sogni, paure…Ritengo che, quale esempio, si possa disegnare una faccia umana che provi paura. Non la paura stessa, però. La paura, l’amore, l’amicizia, un’emozione non può avere forma. Ed ecco allora che è indispensabile il ricorso all’informale.
 

 


postato da Sergio Davanzo - martedý 29 settembre 2009 alle ore 10:10

che bei colori.......... TU SEI FORTUNATO!


postato da Aria.rarefatta - mercoledý 07 ottobre 2009 alle ore 10:53

Rinnovo i miei complimenti per le tue opere e ti ringrazio per il voto. Mi piace sperimentare nuove tecniche. In Tarta blu ho usato gli inchiostri come fossero acquerelli, ma la preparazione del fondo rendeva gli effetti imprevedibili (meglio così). Ciao e buon lavoro


postato da Erica Del Ponte - mercoledý 07 ottobre 2009 alle ore 20:02

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postato da Sergio Davanzo - venerdý 09 ottobre 2009 alle ore 23:24

E' veramente un'opera simbolica molto ben riuscita.


postato da ProfonditÓ - sabato 10 ottobre 2009 alle ore 13:06

Grazie Sergio,

sei una bella persona, la tua è una bella pittura la commenterò

in un secondo tempo, quando avrò letto con un pò di calma il

tuo profilo. Amo l'arte e la faccio per passione, come anche tu.

A presto

                       Samirè


postato da Samire' - lunedý 12 ottobre 2009 alle ore 15:23

"Io credo che non ci siano schemi fissi"

Il rapporto con le cose e gli avvenimenti che ci circondano con le sue proiezioni sul futuro l'artista lo traduce secondo le proprie necessità. Quando anche la denuncia diventa una bufala solo per la visibilità o tendenza, l'artista dovrebbe osservare in primo cosa realmente 'manca' al tessuto sociale e, se le sono le forze primigenie che sono venute a mancare, cerca il recupero attraverso quelle e alla propria sensibilità e non gliene può importar di meno delle correnti o la ricerca di tendenza.

Le ricerche le esegue sulla base della propria sensibilità ed esigenza. Sicuramente ha il coraggio anche di andare contro tendenza perché non è detto che quello che serviva in una certa epoca anche in termini di provocazione, possa servire in un'altra, dove tutto , anche la provocazione è diventata strumentale al profitto. Non ho mai visto artisti di popoli repressi esprimersi solo sulla denuncia , ma sicuramente più spesso attraverso il sogno o alle proprie esigenze interiori , unica forma di libertà ancora gestibile : il proprio mondo interiore e le proprie visioni da contrapporre ad un mondo a cui tutto questo è stato negato.

La vera trasgressività dell'artista contemporaneo è il recupero di se stesso e di tutto quello che di cui si è fatto scempio, poetica compresa.

Va da sé che forse oggi, gli artisti più credibili in toto rimangono i bambini con queste caratteristiche
e gli artisti 'out'.

I primi con un vissuto troppo corto per essere definiti tali in maniera completa e gli altri, emarginati in quanto veramente 'liberi' e quindi non commerciabili e strumentalizzabili, se mai schiavi solo delle loro ossessioni, ma sicuramente non rispetto alla loro libertà espressiva

Io credo non ci siano confini nell'arte : purché sia arte .

Ognuno usa il veicolo espressivo che più gli è congeniale , ma considerando che questo ioArte interessante per i quesiti che pone e per i confronti che dovrebbero arricchire proprio per le diversità di pensiero e non certo per polemica sterile (sempre meglio chiarire nel virtuale:) credo che chi usa la materia proprio come piacere della materia nella sua fisicità e il colore come impasto proprio per ottenere determinate vibrazioni cromatiche, difficilmente userà mai un pantone digitale se la sua ricerca ed esigenza si esprime con quelle caratteristiche ...

Uno può darsi al digitale per altri aspetti altrettanto intriganti, ma sicuramente diversi. Come non credo che sia un 'espressione nuova né la pittura né il digitale anche perché quest'ultimo si usura più velocemente nei programmi che vengono sostituiti con la velocità della luce.

Per quanto riguarda le diverse culture ben vengano, ma ho il sospetto che una cultura che si sviluppa da noi o in Spagna, in America in Bielorussia, Russia o nella profonda Africa , per quanto si facciano contaminare ,non dobbiamo dimenticare che ognuna di loro ha radici profondamente diverse che non si possono sostituire o dimenticare.

 

Dovrebbe essere anche significativo , quanto ci portiamo dentro radici, gusti e quant'altro che ci influenzano nella scelta delle preferenze.
Di solito i lavori preferiti sono quelli che corrispondono ai nostri canoni estetici e di gusto personale, cosa che in arte non dovrebbe mai succedere.

In maniera istintiva può piacere di più un lavoro simile ai nostri gusti personali, ma l'arte potrebbe anche trovarsi in opere che come gusto non rientrano nelle nostre preferenze, ma sicuramente in canoni artistici. Ho la sensazione che questo sia uno sbaglio che facciamo un po' tutti....sia ' perché viene naturale e perché, a volte .dimostra anche quanto siamo presi da noi stessi, senza riuscire ad entrare umilmente nei lavori di altri.
con tutto il pieno rispetto, per chi fà figurativo "classico"..secondo il mio modesto parere,il massimo per esprimere "il senso della vita, lo stato delle cose, il divenire dell'uomo, oggi", è l'informale, il materico, il figurativo "essenziale" ....usando la materia....tutta la materia,lo scarto, si può rappresentare, ...cosa meglio di un vecchio cartone ingiallito dal tempo, gettato per strada, indifferente a chiunque, può rappresentare la situazione di molti esseri umani del nostro pianeta..non importa se nell'opera non esiste una smorfia sul volto o le mani che sorreggono uno sguardo vuoto....basta vedere quei "rifiuti" per strada...per capire dove è arrivato l'uomo...in un mondo in cui tutto si può abbandonare, distuggere....tanto si "rifà"...no, si stanno spengendo i valori, i sentimenti, che valgono più dell'oro, giallo o nero che sia....scusate se mi esprimo in questo modo, forse sembrerò arrogante, ma chi mi conosce dal vero...sa che non lo sono...sono solo sanguigno...sincero..."ignorante" artisticamente parlando...ma UOMO!! inteso naturalmente come essere umano...ciao a tutti

 

 


postato da Sergio Davanzo - martedý 13 ottobre 2009 alle ore 09:54

Non ti definisci pittore, ma stranamente con i tuoi lavori riesci a trasmettere le stesse emozioni di grandi artisti.

Bravo, questo mi piace particolarmente.


postato da Damiano Messina - mercoledý 14 ottobre 2009 alle ore 14:41

Quando ho visto questa tua opera ho pensato subito al mare prima ancora di leggere la tua "spiegazione". Credo di aver capito subito ciò che volevi rappresentare o dire... ma forse la mia è presunzione. Comunque bravo... e poi mi piace anche come scrivi.


postato da Luigia Matrella - lunedý 19 ottobre 2009 alle ore 22:32

Ricambio i complimenti e fra tutte le tue bellissime opere  ho scelto questa per la trasparenza, colore e la chiarezza dell'esposizione! Mi piace.E' bello saper dipingere astratto e saper rappresentare ciò che si vuole.

Ho letto con piacere tutto il tuo profilo con il lungo, interessante e piacevole commento sull'arte! Grazie perchè mi ha fatto pensare. Ciao Floriana


postato da Floriana Pace - martedý 20 ottobre 2009 alle ore 12:31

Sergio Davanzo. Esprime con forza i propri pensieri. Coccola con tenerezza i propri sogni. Ti mostra parti insospettate e inattese di sè, a volte svelandole per gradi, a volte ostentandole all’improvviso, provocando, beffardo. Davanzo dipinge. Una combinazione irrisolta di motivazioni lo spingono ogni volta. Per bisogno. Per voglia. Per gioco. Per dovere. Molti dei suoi quadri sono figli di una forte necessità comunicativa. La necessità di trascendere i limiti delle parole, delle dimensioni spazio-temporali, delle forme codificate, creandone di nuove, più belle, più intense, e dare così rinnovata voce a pensieri profondi, complessi. Ci sono poi i lavori che nascono dal semplice desiderio di lasciarsi andare alla più poetica evocazione di immagini e suggestioni viste e vissute. Essa sfocia poi nella compiaciuta ricerca di complicità di chi guarda e prova, e sente, e, sentendo, rivive. Il risultato è una sorprendente gamma di aperture e contaminazioni sinestetiche, cromatiche e materiche. Nel modus operandi di questo artista spesso un pensiero diventa tematica. Si espande. Definisce in maniera autonoma e prepotente i propri leit motive. Li varia, li allarga, li propone nelle più accattivanti sfumature, per poi gonfiarsi al massimo e, finalmente esplodere, esausto. Finito. Risolto. Perciò i quadri di Sergio sono per lo più contestualizzabili in gruppi. seguono cioè un filone comune fino a prosciugarlo. A volte però l’artista dalla conclusione di una linea ispirativa ne ha già tratte diverse altre. A volte lascia passare del tempo prima di permettere a nuovi tratti di catturare il suo istinto. E il suo pennello. Questo è Sergio Davanzo che dipinge. I suoi soggetti sono vari, disparati. Molto vuole raccontare. I volti, le voci del passato e del presente, i luoghi che lo hanno visto iniziare il suo percorso di uomo e di artista. Il cane. La famiglia. Coloro che se ne sono andati, coloro che verranno. Una ruga sulla fronte. Il sibilo di un tornio in officina. Un caleidoscopio minimalista di immagini, momenti epifanici, che sergio trasporta su tela. Che, se necessario, trasporta, come è solito dire “nello spazio”. E sicuramente i titoli creativi e fantasiosi che Sergio Davanzo affianca ai dipinti, fanno parte di questo modo semiserio di vivere e concepire le proprie necessità. Deliziosi, spesso fortemente ironici, stupiscono, per poi lasciarti addosso una scia di riflessione, che ti stuzzica come l’aroma del rum nel gusto di un dolce appena sfornato. Di cui Sergio, provetto “chef de rangue”, ha scritto e realizzato la ricetta apposta per te.


postato da Sole - giovedý 22 ottobre 2009 alle ore 12:38

Spettacolo, complimenti :)


postato da Mao - giovedý 22 ottobre 2009 alle ore 20:04

grazie per avermi votato ,fa sempre piacere soprattutto da un personaggio così eclettico,le tue opere sono una vera esplosione...ho letto il tuo profilo, mi ha fatto sorridere per il semplice fatto che sul mio, di profilo, non ho scritto niente...mi piace l'idea che altri giudichino i miei quadri senza conoscermi troppo...


postato da Umberta - giovedý 12 novembre 2009 alle ore 17:33

Grazie per aver votato le mie opere. E' un onore per me essere apprezzato da un artista di grande esperienza come te.


postato da Flaviano Crocetti - sabato 21 novembre 2009 alle ore 20:36

His name is Sergio Davanzo. Strong in expressing his thoughts but tender in cuddling his dreams, he shows you unsuspected and unexpected aspects of his inner self. Sometimes he reveals them slowly, step by step; sometimes he shows them off abruptly, with a touch of challenging scoff. He paints. He paints because of an unsolved mixture of reasons. He paints because he needs to. Because he wants to. He paints to play. He paints because he has to paint.

Several of his works are the product of a deep need to communicate. The need to go beyond the limits of human words, beyond time and space, beyond conventional shapes with the aim of creating new and better ones, more intensely beautiful, giving thus voice to his inner and more complex thoughts.

Other works issue from Davanzo’s mere, instinctive wish to let himself go to the poetical evocation of images and feelings he has seen and lived. This inevitably pursues the connivance of his spectators, who can see and perceive his same sensations, deeply feel them and, by feeling, revive them. The result is an amazing range of ways and synaesthetical contaminations, both of colour and matter.

In Davanzo’s modus operandi often a single idea develops into a theme. It expands itself, defining autonomously its own leit motives. They are varied and widened, offered in their most flattering nuances. The original idea then swells to its utmost and, finally exhausted, it blows up. It is a definite resolution. Therefore Davanzo’s works, which follow a common vein until it is exhausted, can mainly be contextualized in groups. But, once he has finished with a vein of inspiration, sometimes the painter has already found in its ashes the beginning of several new ones. Sometimes he would rather wait before letting them catch his instinct and his paint-brush.

This is the process of painting for Sergio Davanzo. His subjects are various and different. He wants to tell as much as possible. The faces, the voices of past and present time, the places which have seen him growing both as a man and as an artist. His dog. His family. Those who have gone. Those who still have to come. A wrinkle on a forehead. The hissing of a lathe in a work shop. A minimal kaleidoscope of images, epiphanic moments which he fixes on his canvas. And which, if necessary, he moves, as he usually says “to the space”.

Certainly the imaginative titles he gives to his paintings are part of his seriocomic way of living and conceiving one’s necessities. They are delicious, often sharply ironic, and at first they astonish you, to let you eventually deal with a wake of reflection, whetting you as the back-taste of rum in a just baked cake, the recipe for which has been written and performed by Sergio Davanzo just for you.

Prof dott Maria Sole Politti
 


postato da Sergio Davanzo - lunedý 23 novembre 2009 alle ore 19:33

" Las lonas de Davanzo envían vibraciones. Ellos se imponen con el chillar del golpes de pincel, con las barricadas cromáticas de lo cual evitan filamentos eléctricos que tiemblan y ellos enrollan la creación de un dolor agudo y la red mutable de energía. En su instinto de trabajos y razón abdican la lucha eterna para dar la vida a un diálogo cerrado: el color se extiende en la espontaneidad del gesto, esto se defiende en los grupos de material, esto cultiva incede delgado(fino) y ligero(de luz) la fragmentación sí mismo según ritmos musicales. Es encadenado, hecho para fluir y otra vez llevado, cristalizado y goteó, aliviado e inclinó sobre los confinamientos del apoyo a buscar nuevas expresiones comunicativas. "

Prof Lorella Coloni
 


postato da Sergio Davanzo - lunedý 23 novembre 2009 alle ore 19:55

C’è una prometeica forza nelle opere di Sergio Davanzo che riconduce, con la certezza del segno e lo schiaffo del colore, ad un confronto con la realtà che non conosce compromessi o debolezze.
L’artista non abbassa lo sguardo e davanti all’esistenza egli si assume il diritto di dichiarare la verità. Lo fa attraverso un linguaggio visivo essenziale, sintetico, corrosivo, violento, titanico, provocatore. Usa la titolazione dei suoi quadri come dei tazebao: sono verdetti che illuminano, parole che possono essere incipit quanto sentenza lapidaria su un argomento che la tela sintetizza in linee di immediata intuizione, con un uso dirompente dell’elemento cromatico, con tinte che acquistano voce. Davanzo riesce a far riecheggiare nel movimento dei suoi quadri le vibranti intensità del paradosso creativo, in bilico tra ragione e gesto puro ed istintivo, folgorazioni che sono rivelazioni e universalità
 

Prof Fabio Favretto


postato da Sergio Davanzo - lunedý 23 novembre 2009 alle ore 23:54

Io non mi definisco “pittore” ma scrittore di emozioni in pittura.
Io credo che si possa definire pittura “il fissare con i colori la luce che la nostra anima getta sulle cose”.


Questo lo hai detto tu!... ma se ti definiresti "un pittore" ed osservando questa tua opera... dove saresti, allora?

 


postato da Mabo - martedý 24 novembre 2009 alle ore 01:09

Denire quest'opera splendida è poco! vedo benissimo l'azione del suo precipitare. Molto bravo!


postato da Jo - martedý 24 novembre 2009 alle ore 12:25

La tua arte mi piace molto ed in questo dipinto, come asserito già da molti che mi hanno preceduta, non solamente si osserva l'azione dell'ancora ma partecipo al suo precipitare. Senza timori, però.


postato da 8 - mercoledý 25 novembre 2009 alle ore 12:10

bella fluidità e senzazione duttile. complimenti


postato da Mitogiangi - mercoledý 25 novembre 2009 alle ore 18:55

Grazie del voto e del commento, e per la poesia? grazie del suggerimento!

complimenti per i tuoi dipinti!  Ciao.  LENY


postato da Leny - martedý 08 dicembre 2009 alle ore 19:38

Ho votato tutte le sue opere!

Lei è un'artista "Incredibile" al giorno d'oggi sia per lo spessore culturale che si evice dalle sue opere sia per la varietà del segno pittorico utilizzato.

Complimenti la seguirò con assiduità!


postato da Coj - domenica 13 dicembre 2009 alle ore 15:07

Amo molto la sua pittura. La ricchezza degli argomenti trattati. L'ironia e la profondità nell'affrontare i temi della vita di ogni giorno. Il metodo pittorico da Lei usato. Amo il poeta di "chiudiamo la luce". Amo lo scrittore di "Crossing". Sono decisamente una sua fan!


postato da Lak - mercoledý 16 dicembre 2009 alle ore 14:14

....ma lo sai che ne ho fatto uno quasi identico?!....vai a vedere sul mio sito  nella sezione "Pure instinct" della galleria!


postato da Diego Biggi - giovedý 17 dicembre 2009 alle ore 12:53

Grazie per il commento e complimenti per le sue opere.


postato da Isabel - sabato 19 dicembre 2009 alle ore 14:25

Ho l'ONORE di organizzare un esposizione di Sergio Davanzo:è un dolore lacerante scegliere solo 30/35 opere da esporre tra la sua vasta produzione.

Diego


postato da Diego Totis - giovedý 21 gennaio 2010 alle ore 00:46

Mi piace tutto quello che mi ricorda il mare e le sue storie.Sono molto legata all'acqua e al mare,sopratutto quello della mia Toscana.Complimenti per le sue opere.Ho visto che siamo nati il 12 marzo.


postato da Kety Bastiani - giovedý 21 gennaio 2010 alle ore 09:28

Veramente interessante. Inizialmente non ho voluto leggere i commenti e mi sono lasciato immergere nell'opera. Poi ho letto. E' interessante vedere quanto la forza dell'opera in sé da senza darle prima significati...


postato da Davide Ragazzi - venerdý 02 aprile 2010 alle ore 11:57

Opera bellissima l'ho rivista recentemente esposta in un negozio del centro a Monfalcone. Da ammirare veramente!!!


postato da Cirociro - domenica 20 giugno 2010 alle ore 12:51

Cosa potrei dire che non sia già stato detto???

Qualunque cosa io dica, risulterà banale. E' comunque coinvolgente... Davvero complimenti.


postato da Maretti - sabato 26 giugno 2010 alle ore 21:13

Cosa potrei dire che non sia già stato detto???

Qualunque cosa io dica, risulterà banale. E' comunque coinvolgente... Davvero complimenti.


postato da Maretti - sabato 26 giugno 2010 alle ore 21:13

grazie dei voti innanzitutto Sergio, devo dire che dal profilo e dal tuo lavoro ti vedo una persona di particolare interesse e spessore. Mi piace molto il tuo modo di interpretare e descrivere sensazioni ed idee così bene trasposte nella materia. In particolare questo Dare Fondo ha in sè le speranze, le delusioni le attese e le illusioni di chi suo malgrado in questo mare ci deve navigare, ed il condurre la propria nave è frutto dell' interazione degli elementi e della volontà interiore.


postato da Cyrano - sabato 07 agosto 2010 alle ore 10:26

E' uno dei pezzi che mi emoziona di più....un precipitare....


postato da Deb - mercoledý 01 dicembre 2010 alle ore 15:09

Molto bello questo lavoro !


postato da Arcangelo Delfino - mercoledý 09 marzo 2011 alle ore 19:17

mi ricorda le mie giornate a pesca. cosa vuoi che dica,,, sei un mito. per fortuna ci sono persone come te. ciao samdra levaggi


postato da Sandra Levaggi - martedý 05 aprile 2011 alle ore 14:30

non mi stanco mai di ammirare quest'ancora che precipita negli abissi!


postato da Duchamp - lunedý 18 luglio 2011 alle ore 19:34

anche se conosco poco di lei le sue opere parlano chiaro ... è quasi un famigliare .

le voglio fare i miei complimenti anche se non sono nessuno , vorei solo vantarmi un giorno di aver personalmente scritto la mia su chi  è e sarà famoso in tutto il mondo.Fin ad ora ho sempre conosciuto artisti che han detto e ridetto... ecco lei non dice fa... è questo che fa di lei un artista puro .. complimenti le sue opere mi aiutano a credere in cio che mi piace fare.. cio che ormai stavo perdendo per poter piacere alla gente.. il classico figurativo che ti fa capire alla gente comune ma che non ti lascia mai la soddisfazione di entrare in quel mondo di enfasi che è l'arte. per ora posso solo dirle grazie di esistere... 


postato da Sabri - martedý 02 agosto 2011 alle ore 13:30

Questo precipitare nel blui mi rapisce.


postato da Lu - domenica 21 agosto 2011 alle ore 13:11

 Lu, Sabri,...e tutti gli altri.....vi ringrazio per l'apprezzamento!


postato da Sergio Davanzo - domenica 06 gennaio 2013 alle ore 14:09

 Mostra itinerante "La luce del mare" - Opere selezionate

 
Gent.le Artista
come anticipatoLe  telefonicamente Le confermiamo che la sua opera è stata selezionata per la mostra itinerante in oggetto. Al fine di mettere a punto diversi dettagli organizzativi La preghiamo gentilmente di presenziare alla riunione che si terrà presso la Sala Civica (accanto alla sede della Pro Loco) a Turriaco in data 10 novembre 2012 (sabato) alle ore 10.30, alla quale parteciperà anche il critico d'arte Giancarlo Bonomo.
Cordiali Saluti,
Sergio Gregorin
(x Circolo Brandl e Pro Loco)

postato da Sergio Davanzo - lunedý 07 gennaio 2013 alle ore 12:42

 "Ho dato fondo" ... ho dato fondo ponendo fine al mio stato oscillante, al mio tenermi in superficie. Amo il mare ... il messaggio del quadro è "geniale". Sei un artista importante e stimato da tutti la tua arte è grande, merita ... il largo ... l'oceano... l' infinito. Grazie Sergio Davanzo.


postato da Lia Saccotelli - domenica 13 gennaio 2013 alle ore 22:44

 Complimenti sono opere bellissime e particolarmente uniche


postato da Villo' - lunedý 14 gennaio 2013 alle ore 16:07

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Tutte le opere di Sergio Davanzo

  • Calendario 2013
  • Ho dato fondo (parziale)
  • feelings & feelings (frammento)
  • Omaggio ai tubisti
  • Strada di Bagdad con mimosa
  • Manhattan vista dal Bronx
  • volo radente
  • Tributo a Gaudý (frammento)(vedere il link postato nei commenti)
  • KRAKEN
  • Omaggio ai Tubisti (Pressfitting) alias "Quando Dio spartiva le tette...io ero in bagno..."
  • Non Ŕ la luce del Merisi...ma in tempi di crisi....
  • La mia vita Ŕ un lungo lato di Bolina! ( ...ci sarÓ mai un lato in poppa con tangone...& tanga?)
  • Il futuro Ŕ roseo, il presente...un po' meno...
  • Vedo smerciare miele di vipera, agito braccia di carta che il vento disperde.
  • Omaggio ai Tubisti (Aisi 304)
  • Il Delinquente (Lulu.com Editore)
  • CROSSING (Lulu.com editore)
  • Pensavo fossi morto....
  • LA MAFIA E' SOLAMENTE UN INSETTO: PUOI SCHIACCIARLA!
  • Questa Ŕ una societÓ che macina tutti i valori!
  • Ciao
  • Cattredale Unica nello Spazio
  • Calendario 2010 Gennaio
  • Calendario 2010 Marzo
  • Calendario 2010 Ottobre
  • Calendario 2010 Dicembre
  • Calendario 2010 (Lulu.com) http://www.lulu.com/product/calendario/2010-by-sergio-davanzo/5949551
  • AUGURI....& che s'inizi ad intravvedere...il positivo!
  • Acqua Sporca
  • Solo Macchie?
  • In  /  ES    presso
  • COFFE TIME
  • Tributo a Jackson Pollock
  • Metropoli (serie Acqua Sporca)
  • COFFE TIME
  • Nel 2010 non si pu˛
  • In  /  ES    presso
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