Gli occhi della sicilia

Gli occhi della sicilia Segnalato da Giuseppe Greco

Giuseppe   Greco

Categoria: Mostre

Data: dal 13 dicembre 2012 al 06 gennaio 2013

Indirizzo: Via del Fanciullo 2, Pinacoteca Comunale di Capo d'Orlando

Provincia: Messina

Orario di apertura: tutti i giorni (AM. 9:00- 13:00) - (PM. 16:00-19:00) ingresso gratuito

Come arrivare: A20(Messina-Palermo), Uscita Brolo o Rocca di Caprileone. in treno da Messina o Palermo(fermata Capo d'Orlando-Naso)

Sito internet: https://www.facebook.com/bibliotecacdo/info#!/bibliotecacdo

Referente: Assessorato Alla Cultura di Capo d'Orlando (ME) dott. G. Miracola e dott.ssa A. Cuva

Per informazioni: 0941912894 - 0941912946

E-mail: pinacoteca@comune.capodorlando.me.it


"GLI OCCHI DELLA SICILIA".
Mostra Personale d'Arte Contemporanea di Giuseppe Greco, Architetto, Art-Designer.
La mostra di Giuseppe Greco, "Gli occhi de...lla Sicilia", battezzata tale dal prof. Roberto Pazzi, curata ed allestita dallo stesso artista e architetto, è la testimonianza di un percorso artistico che si manifesta attraverso una visione del tutto soggettiva dell'arte.
L'evento vuol far conoscere e diffondere la sua "singolare e personale" visione dell’arte contemporanea, vista dagli "occhi" di un siciliano per i siciliani. La sua opera sviluppata negli anni, nonostante l'influenza passata della sua professione di architetto, risulta decisamente dirompente, innovativa ed articolata, lontana dagli schemi del linguaggio classico figurativo.
..."La ricerca di Giuseppe Greco si inoltra nell’annullamento delle forme, del segno, delle geometrie, sempre più tentata di farsi colore puro". Così scrive Roberto Pazzi, scrittore e letterato di fama internazionale.
Una regressione primordiale ed istintiva dello stato dell'arte, prima della consapevolezza dello Spirito. "La Natura è Spirito visibile, come lo Spirito è Natura invisibile", così scriveva Schelling, il filosofo dell’idealismo più poetico.
Ma è proprio il forte contrasto con le culture passate figurative che l’arte di Greco vuole fare emergere.
Desidera così percorrere con una originalità di linguaggio già testata dalla critica nazionale una nuova via evolutiva, fatta di ricerca e sperimentazione.
La sua opera vuole disancorare il collezionismo siciliano, dalla tradizione del passato, senza per questo rinnegare i grandi maestri come Migneco, Fiume, e Guttuso.
La sua opera vuole essere una nuova lettura, una visione di un nuovo "ciclo espressionista", un nuovo "segno", che aspiri ad un futuro Rinascimento culturale in terra di Sicilia.



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