Poga poga (una metropoli che balla)

Poga poga (una metropoli che balla) Segnalato da Gurubù

Gurubù

Categoria: Mostre

Data: 24 gennaio 2018

Indirizzo: Via Pellegrino Matteucci,15

Provincia: Roma

Orario di apertura: 16.30

Come arrivare: Metro uscita Piramide Ostiense

Referente: Joe Gabriel Walsh

Per informazioni: +393281553001

E-mail: gurubu@mail.com


 

Gurubù Contemporary Art Roma in collaborazione con MIMU presenta: Maestri Internazionali del Libro d'Arte in una grade rassegna evento sul Libro Scultura Con Willi De Punk e noti personaggi del mondo dello spettacolo

Curatori: Patrizio Maria, Gabi Minedi, Joe Gabriel Walsh

Collaboratore: Francesco Marino

Relatore e Critico: Patrizio Maria

 

Artisti: Lorenza Angenica, Andreina Argiolas, Calogero Barba, Rodia Bayginot, Luisa Bergamini, Tomaso Binga, Giovanni Bonanno, Anna Boschi, Alfonso Caccavale, Momò Calascibetta, Lamberto Caravita, Marisa Casaburi, Alberto Casiraghy, Bruno Chiarlone Debenedetti, Ryosuke Cohen, Enzo Correnti, Carmela Corsitto, Eleonora Cumer, Jakob de Chirico, Paska Deb, Eric Demelis whit Gaspard Pitiot and Margaux Salmi, Bruno Donzelli, Paolo D'Orazio, Cinzia Farina, Gretel Fehr, Luc Fierens, Aurelio Fort, Tom Gal, Ivo Galassi, Delio Gennai, Gilbert & George, Lillo Giuliana, Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma, Thierry Lambert, Ettore Le Donne, Alfonso Lentini, Hugues Leroy, Adrian Lis, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Pascal Marcel, Patrizio Maria, Loulette Michel, Virginia Milici, Gabi Minedi, Bruno Munari, Carlo Oberti, Franco Panella, Alexey Parygin, Enzo Patti, Giancarlo Pavanello, Natale Platania, Michele Principato Trosso, Pino Procopio, Mauro Rea, Martine Rives, Antonio Sassu, Anna Maria Scocozza, Dana Sikorska, Fulgor Silvi, Gruppo Sinestetico, Lucia Spagnuolo, Dominique Spiessert, Giovanni e Renata Strada, Stefano Turrini, Giangrazio Verna, Giovanna Vinciguerra.

 

Patrocini: Comune di Roma, Regione Lazio.

 

POGA POGA (una metropoli che balla)  

Hey ho, let's go, ci vuole la ribellione!

Un mantra, un legame, una  ferita condivisc a, le cicatrici come case rotte, spazzatura che offende la superficialità intellettuale dettata da una moda vuota e corrotta. La spilla che lega, punge, disinfetta e mantiene i pezzi del cuore dato in pasto alla vita. La voglia di ballare, come una tribù spray, veloce e rivoluzionaria. Il mosh, equilibri diversi per una gabbia fatta di cielo e cantine. Ehi, devi muoverti amico, ho degli insetti dentro le scarpe, devo muovermi con il sapore di chi vuole festeggiare il passato che diventa futuro. Bombe colorate di igiene mentale, una sala d'attesa snervante fatta di cuoio e pelle, chiodi, in una vecchia stazione ferroviaria mentre urinavo su un cartello politico ho visto I Ramones, pettinati dal vento e sconvolti dalla normalità. I bambini succhiano la mandorla amara, rara, il neon di un lurido pub dove la birra non vale che un bacio. La schiuma è bianca come il mare inquinato dai critici crociati persi tra le penne brillanti. Mamma sono un figlio di punk, di fuoco e tarocchi, mentre la notte toccava le tette alla luna. Poga, poga, muovi il culo e balla, mentre il no rivoluzionario delle ginocchia rimane in piedi su un triangolo sicuro. Il supermarket ed il latte scaduto, se.duto mi lecco le dita di una vita sporca mangiata due volte. Mi vesto di rosa e mi tingo i capelli di blu, mentre calpesto con punte di ferro le foglie cadute dagli occhi. Calpesto  ascoltando in silenzio il rumore di questa città, collego la spina in un foro dentro al cemento e sento ferite, sento il tormento di una società fatta di ferro e bulloni messi per caso, nessuna garanzia e con grandi garze fascio e stringo le dita su un'altra bugia. Salvarsi dagli sconti invernali, dai pupazzi che solo la neve può darci, la cassiera che balla, il barbiere con lamette martella la stessa malata canzone, la guerra a colori è iniziata. La guerra dei no dormiva su un'altra serranda abbassata. La spilla mi cuce i ricordi e getta colori sul muro, le scritte e riviste strappate che stanno in un posto sicuro, lontano dal cuore, lontano da tutto, vicino nel mondo, ficcato in quel posto. Poga, poga, suona, rompi ed urla, la metropoli che balla.

Artisti uniti da una spilla, da una punta, da una macchia che si perde nelle vene di un varietà avariato, visto da tanti punti di vista, visto e percosso come un fiore strappato, un tatuaggio, un piercing, un morso, che guarisce un mondo malato. 

Il Soundriver Recording studio di Roma, sarà incontro e registratore di queste anime perse, sparse, lucide, dentro ad un inconscio senso di liberazione verso tutto quello che gira in orario. Il fiume porta, nasconde e trascina, come il sangue nelle vene, come una barca appoggiata sul mare, come le scarpe rotte di un bambino che spingono uno skate pieno di emozioni.

Siamo gatti neri, dentro inutili pensieri...

Patrizio Maria



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