Ritmi

Ritmi Segnalato da Soqquadro

Soqquadro

Categoria: Mostre

Data: dal 11 settembre 2010 al 17 settembre 2010

Indirizzo: Vista Arte e Comunicazione via Ostilia 41 (Colosseo) - Roma

Provincia: Roma

Orario di apertura: dal lun al ven 14.00-19.30, sab 17.00-19.30

Come arrivare: metro B fermata Colosseo

Sito internet: www.soqquadro.eu

Referente: Marina Zatta

Per informazioni: 333.7330045

E-mail: soqquadro@interfree.it


Soqquadro & Vista
Presentano
Ritmi
Mostra collettiva

DURATA: dall’11 al 17 settembre 2010
INAUGURAZIONE: sabato 11 settembre ore 18.30
ORARI: dal lunedì al venerdì 14.30-19.30 sabato 17.00-19.30
LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
CURATRICE: Marina Zatta
INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
soqquadro@interfree.it www.soqquadro.eu

“Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.


In questo luogo Soqquadro espone la mostra collettiva Ritmi curata da Marina Zatta e dedicata all’arte astratta ed informale. Quante volte di fronte ad un’opera d’arte astratta abbiamo sentito dire: “ma cosa significa?”. E quante volte abbiamo sentito le persone cercare di leggere un quadro astratto cercando raffigurazioni figurative, così come fanno i bambini con le nuvole (guarda, quella somiglia ad un cane, e quella è la testa di un cavallo!). Per molte persone è difficile distaccarsi dalla necessità di vedere la raffigurazione di qualcosa di conosciuto in un quadro, nonostante le prime sperimentazioni di arte astratta risalgano ormai ai primi del ‘900. Con questa mostra vogliamo invitare le persone a porsi di fronte all’opera astratta od informale pensandola come se fosse una composizione musicale, cercandone i ritmi attraverso la visione dei pieni e dei vuoti, dei colori caldi e di quelli freddi, dall’uso della luce e dalla scelta della dimensione, utilizzati per ricercare un dialogo fondato sulle sensazioni, analogamente al musicista che utilizza le note, le crome, le semicrome, i bassi e gli acuti per invadere e trasportare l’anima di chi ascolta sui sentieri percorsi dall’anima del compositore.

Artisti esponenti
Tvrtko Buric_ La sua arte, qui testimoniata dall’opera “Crowd”, può essere intesa come un tentativo di giustapporre la materialità del mondo che ci circonda e l'immagine virtuale che ci presenta.
Cristina Cattaneo_ Stimolata dall' ascolto del brano Transmission dei Joy Division, quest’artista ha cercato di trasferire sulla tela le sensazioni generate. L’opera presentata deriva da un impasto profondo con la musica e riflette una sinergia profonda e istantanea tra musica e pittura, un continuo richiamo ai ritmi musicali e ai ritmi pittorici. La scelta di usare prevalentemente i toni del bianco e del nero è strettamente legata alla poetica del gruppo in questione.
Eslabia_ L’artista descrive la sua poetica così: “Nel Labor-Into delle mie Sindoni Emozionali si respira l’intensa ricerca dell’armonia e delle sue infinite alchimie attraverso il colori. Dai graffiti preistorici alle ricette degli antichi maestri rinascimentali, dagli affreschi su tela alle tecniche miste su vari supporti (tela, tavola, juta), la mia Arte spazia inarrestabilmente giocando sul “limite dell’esistere e del coesistere” dando vita ad un Naturalismo Visionario, nel quale si conserva il senso della meraviglia e della scoperta del profondo senso umano.”
Michele Marini, in arte John_ Si dedica alla pittura da quando aveva otto anni; dopo aver frequentato il liceo artistico, si è appassionato maggiormente alle arti figurative e pittoriche, specializzandosi sul disegno astratto e proseguendo negli anni alla ricerca di un suo stile espressivo molto personale, la cui ricerca è in corso. In questa occasione presenta un’opera evocativa delle sensazioni visive e sonore date dalla visione delle Cascate del Niagara.
Luigi Latino_ Da anni cerca, tramite la pittura, di far conoscere il suo pensiero lavorando in sincronia con gli accadimenti nel mondo. In particolare sono il politico ed il sociale i campi nei quali le sue idee pittoriche si fermano per tentare di analizzare, partendo dal suo punto di vista, le umane nefandezze, dato che, come ci racconta “le poche cose buone sono già amplificate abbondantemente da mezzi di comunicazione asserviti al potere.”
Mario Leonardi_ La sua poetica può essere sintetizzata nella frase “Dal fuoco, attraverso l’acqua, si giunge ad una dimensione in cui aria e luce si fondono.”
Gianguido Oggeri Breda_ In questa occasione presenta un lavoro che fa parte della serie “Stanze”, focalizzata sulla traduzione per immagini di percorsi, momenti, brani di vita. Si tratta di istantanee autobiografiche di stati d’animo.
Guido Marra_ “L'opera si caratterizza per l'assenza di una forma chiaramente riconoscibile, sia essa figurativa o astratta. Al posto del repertorio di strumenti formali dell'arte tradizionale, prendono possesso del quadro macchie di colore, trame di segni, matasse, grovigli. La macchia è qui un elemento pittorico senza forma definita, casuale, denso però di forza espressiva e di lirismo. La tavolozza ridotta a tre colori (rosso, nero e bianco) è un ulteriore elemento di semplificazione formale.” ( cit. Francesca D'Onofrio, Dipartimento Promozione e Comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Rachele Mari-Zanoli_ A connotare la sua poetica, è una intensa libertà espressiva, che si evince dai cromatismi materici che si stagliano dal supporto divenendo terra “magmatica”, in grado di smuovere l’inconscio. Si tratta di uno stile innovativo che non racchiudibile in una definizione precisa, ma che trova maggiore coincidenza nel neologismo di arte “Astratta-concreta”, nel quale “la astrazione si esplica nel turbinio emotivo che sottende ad ogni creazione e avvolge il fruitore che viene in tal modo catturato dall’opera e condotto in un universo immaginifico.”
Rosario Messina_ Nell'opera "Bauhart" l’artista prende in prestito un marchio aziendale ( scuola "Bauhaus" - Weimar 1920 ) facendone un' intramontabile icona alla modernità, o al modernismo, di ieri e di oggi. il logo, applicato sulla pittura, è "sibillino", come la griglia , elemento essenziale che determina la codificazione di linee generali rigorose, aspre, sanguigne ( ricordando l'odore del ferro!) di ciò che poi potrà essere liberamente interpretato come "buon gusto", e quando un artista ci richiama al buon gusto credo faccia sempre cosa gradita!"
Elisabetta Pogliani_ Il suo è un lavoro intimo e personale, pieno di emozioni e di forte riflessione sulla condizione uomo/donna. L’artista lo racconta così: “Viviamo nello stesso paesaggio blu, profondi, scuri, impenetrabili, paurosi; due pianeti nella stessa galassia, due mondi che si incontrano, si avvicinano, ma non si toccano, crediamo di sfiorarci e di toccarci, ma non ci riusciamo. Ma viviamo nello stesso colore. Amanti, che si guardano e si riflettono e cercano di staccarsi dal mondo che li circonda e dal paesaggio blu ma sanno che appartengono a quel mondo e che sono fatti della stessa materia e dello stesso colore. Ce l’hanno dentro e fuori. E tra loro, spazio.”
Giovanni Tarlao_ Della sua “L’anima solare” l’autore ci offre una intensa descrizione: “E’ inquadrata dai ritmi sfumati di giallo caldo e freddo scandito da quadri arancio e rossi che si staccano dalla ripetitività dei quadrati liberi, cambiando forma, distorcendosi, creando movimento come uscire dalla tela e non chiusi da linee per marcarli, per rendere vitale l’anima umana innocente e gentile positiva ed intellettuale come il giallo intenso rappresenta il sole datore di vita.”
 



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