Alessandrosculture56

Alessandrosculture56 Giuseppe Alessandro
san cono (CT)

Iscritto dal
06/09/2011
Categoria: Scultori

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Data di nascita: 01/02/1956
Residenza: san cono - CT

Nato a Crehange in Francia nel 56 residente a S. Cono
provincia di Catania

È MEMBRO EFFETTIVO CON IL TITOLO di "Accademico di Merito " dell'Accademia
Internazionale "Città di Roma".

Espone già a Parigi, Francoforte ed in vari parti d'Europa.

In Italia già presente In collettive d'Arte Contemporanea
Firenze - Milano - Sanremo.

È presente nell'Antologia de "I maestri dell'Arte
Siciliana Contemporanea" 2005
diretta dal Dr. Salvatore Bassotto.

GIUDIZI,SAGGI,ARTICOLI

Ricerca ed identità della contemporaneità,temi ricorrenti in Giuseppe Alessandro,scultore,quasi martellanti,fino alla spasimo creativo, dove fantasia, allegoria e metafora, coincidono costantemente, per incidere su un discorso culturale,di enorme spessore semantico,le cui radici,affossano,nell’era dei tempi,sono quasi squarci di un’altra realtà;una realtà inequivocabilmente virtuale,dove ci si rivede allo specchio per non riconoscersi. Sono,aspetti speculari di uno stesso principio originario creativo da cui emerge una coscienza attonita,ma razionale per poter carpire avvolte enigmi epigrammati, che spesso non accettiamo come parte estrinsecante di un sub conscio esistenziale che non riesce a identificare realtà ed emotività,un vissuto artistico,dove il talento,si pone,nel ricercare aspetti speculari in un esporsi con la fantasia in un contesto interpretativo,libero e senza reticenze così come il forno del pensiero induttivo si cimenta nel concedere all’estro,la fantasia che circola,lungo assi tangenziali che toccano inesorabilmente il fondo della coscienza.
Alessandro,non interpreta con la sensitività,né con il raziocinante espressionismo di fondo che caratterizza,ogni manifestazione d’arte,ma attraverso l’analisi induttiva,così,a ricomporre a mò di mosaico aneliti di una coscienza forse inesistente. Possiamo carpire in tal sequeza, gli ancestrali disagi di un contemporaneo viversi il tempo,annullandosi nel dolore del passato infinito,eterno presente di un tormento umano:ricercare se stesso,nell’infinito cosmo dei sensi,nelle proprie galassie,dove ogni ragione,ogni aspetto collima e si annulla nell’indurre a se medesima, forma e dimensione, di metafore,per avvicendarsi lungo il silenzio delle cose.

 

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