Daniele Bordone

Daniele Bordone Daniele Bordone
formigine (MO)

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06/02/2010
Categoria: Pittori

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Data di nascita: 28/10/1978
Residenza: formigine - MO

Forme essenziali, cromatismi studiati per dare risalto a figure che emergono con la precisione e l'armonia di uno spartito musicale. La pittura di Daniele Bordone si distingue per la ricerca di uno stile personale, poetico, che sa suggerire atmosfere rarefatte eppure riconoscibili, frammenti onirici che si fanno corpo. uno sguardo a volte disincantato, a volte onirico sulla realtà, ricco di suggestioni e suggerimenti.

 

La danza degli armonici
personale di pittura di Daniele Bordone.
curatore: Gilberto Caleffi
 

Linee e vortici, movimenti continui. Un'arte pittorica sospesa fra vibrazione e immobilità. Una coinvolgente avventura ci inghiotte felicemente tra linee sinuose, movimenti armonici e immagini destrutturate in grado di rendere percettibile tutto il fascino dell’opera di Daniele Bordone.
L’armonia si rivela il fulcro della poetica dell’artista, manifesta in rapporto alla composizione musicale, dove le linee di forza disegnano idealmente uno spartito, in cui le note sono figure umane, nate per confluire in una danza dal ritmo continuo ed ancestrale. Uno sguardo onirico sulla realtà, ricco di suggestioni e suggerimenti, che vuole svincolarsi dall’aspetto più strettamente materiale per arrivare ad un’astrazione dell’oggetto di cui alla fine rimane solo la natura essenziale.
Infatti l’oggetto-simbolo della personale ricerca artistica di Daniele Bordone è proprio la linea, nella sua semplicità e purezza. E’ attorno a insiemi di linee che si condensano le immagini, imprevedibili propaggini di uno spazio vivo, volumi destinati a rimodellarsi ad ogni piccolo movimento creativo. Dunque segni che prendono vita e forma, in balia delle onde del destino, aggrappandosi a colori brillanti ed irrequieti.
L’attenzione principale dell’artista si concentra sulle figure femminili, spesso solitarie, con la sensazione di cogliere un atto sospeso, uno sguardo che si sofferma solo il tempo necessario per esaltare i corpi flessuosi e le linee destrutturanti, quell'attimo necessario a fissare l’istante sulla tela. Figure che emergono da uno sfondo indistinto come apparizioni, spazio vibrante percorso in tutte le direzioni da coordinate spaziali, linee di forza che raccolgono un’esplicita sensazione di movimento.
Tale movimento, unito alla luce, porta ad infrangere la materialità dei corpi: sensazioni ed energie si irradiano vicendevolmente e si intersecano continuamente con le forme fisiche, dove anche il colore contribuisce ad aggiungere plasticità. Il tratto prende corpo aggiungendo una terza dimensione, la pratica pittorica emerge compenetrando la tendenza scultorea: nell’una si osserva in controluce l’altra. Arabeschi di linee incontrano la tridimensionalità e si fanno monumenti di se stessi.
La scomposizione dei piani, un’altra caratteristica distintiva dell’artista, dimostra che Daniele Bordone ha dichiaratamente assimilato gran parte della storia dell’arte moderna, per cui possiamo notare evidenti influenze e citazioni proprie tra Art Nouveau e Futurismo, Cubismo ed Espressionismo.
Tranne qualche raro caso, nelle sue opere non esistono paesaggi e ambientazioni, ma sfondi appena accennati, rappresentati in geometrie cromatiche. Una vetrina di colori accesi in forme contrapposte, studiata per dare risalto all’estetica del particolare, attorno a cui tutto i muove.
Complice l'empatia che sovente porta lo spettatore ad identificarsi con il soggetto dell’opera, la pittura di Daniele Bordone ha la grande forza di coinvolgere e sorprendere ogni volta. Nella sua continua ricerca artistica si distingue sempre un accento poetico, suggerendo atmosfere rarefatte ed oniriche, come la visione di un mondo attraverso un vetro infranto, i cui frammenti si fanno anima e corpo dell’esistenza.

Gilberto Caleffi, curatore della mostra
 

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