Eugenio Vignali

Eugenio Vignali Eugenio Vignali
Borgosesia (VC)

Iscritto dal
04/08/2008
Categoria: Fotografi

Websites: Photo Art 

Opere inserite: 13

Visualizzazioni profilo: 2613

Voti ricevuti: 22 Chi ha votato? Sono socio dell'Associazione Culturale IoArte


Data di nascita: 22/09/1963
Residenza: Borgosesia - VC

La mia ricerca ha lo scopo di stimolare una maggiore attenzione verso i dettagli ignorati del mondo in cui viviamo, soprattutto il contesto urbano. Questo, a sua volta, è espressione degli individui che lo abitano, per cui, alla fine quello che propongo è una presa di coscienza di se stessi.

Emiliano classe 1963, ho ricevuto in regalo per la maturità una Leica reflex e sono partito per Venezia per frequentare l’università con il prezioso strumento a tracolla.
Nella magia della laguna scopro il fascino dell'esplorare il mondo attraverso un obiettivo, facendo del mezzo fotografico il mio terzo occhio.
Da allora, non ho mai smesso di fermare sulla pellicola prima, e ora sul sensore CMOS della fotocamera digitale, ciò che colpisce la mia attenzione, con l’unico scopo di far rivivere all’infinito quella stessa sensazione attraverso l’immagine catturata.
Dopo aver celebrato Venezia in tutte le stagioni e realizzato reportage sul suo magico Carnevale, ho immortalato le meraviglie della natura delle Dolomiti, dove ho vissuto per vent'anni, e poi mi sono concentrato sul paesaggio urbano delle città italiane e di altri paesi.
E’ proprio in questo ultimo tipo di ambiente che resto affascinato dai dettagli trascurati dal vivere frenetico.
Come detto, negli ultimi anni ho affiancato alla reflex una macchina digitale, ed ho aggiunto alla fotografia tradizionale l’immagine ritoccata e rielaborata con Photoshop. Questa ultima contaminazione tecnologica mi ha permesso di varcare la soglia dell’astrattismo con risultati sorprendenti, ispirati dalla profonda sensibilità espressiva che trova, nell’occhio allenato prima, e nella padronanza tecnica poi, i perfetti strumenti di concretizzazione.
Ora cerco di viaggiare il più possibile per cercare i soggetti giusti da catturare con il mio obiettivo ed ottenerne poi opere sempre più originali da esporre e pubblicare in Italia e all'estero.

LE SERIE DI IMMAGINI:
PAPER WORLD - I DECOLLAGE SPONTANEI
ll mondo subliminale dei manifesti strappati.
C’è tutto intorno a noi un mondo parallelo fatto di immagini, volti, simboli, segnali, codici, messaggi, che dai muri e dai cartelloni cittadini cercano di richiamare la nostra attenzione per comunicare con noi. E’ il mondo della pubblicità e dell’informazione con il quale oramai interagiamo in modo semi automatico e spesso interloquiamo nel nostro inconscio.
Anche questa dimensione risente del trascorrere del tempo subendo gli effetti sia degli agenti atmosferici sia dell’intervento umano nella forma del gesto di un passante che vi lascia il proprio segno o del sovrapporsi gerarchico di nuovi soggetti cartacei.
Questa apparente casualità crea a sua volta nuovi inattesi e spontanei messaggi, attraverso una selezione naturale quasi darwiniana che permette la sopravvivenza di una porzione di carta a discapito di un’altra e ne facilita l’incontro con altre nuove, in un gioco di cambiamento di identità.
Anche quei brandelli di cellulosa rimasti isolati sullo sfondo del nudo supporto, acquistano una propria autonoma dignità, data non più dal loro significato originale, del quale sono ora privati, ma dalle caratteristiche del significante stesso, cioè del segno/simbolo che ora emerge e si impone.
Il dialogo con questo mondo di carta si fa così più personale e meno mediato dall’intenzionalità altrui. Ancora una volta è il nostro inconscio che, proiettato all’esterno, dall’esterno ci parla attraverso piccoli volti seminascosti fra le pieghe di uno strato di manifesti o bizzarre composizioni di scene e situazioni rappresentate per immagini.

OFF THE WALL - SORPRENDENTI SUPERFICI
Uno studio delle superfici e delle tracce che il tempo e l'uomo hanno lasciato su di esse fino a trasformarle in pure opere astratte.
Off the wall (dalla superficie del muro) è una ricerca della bellezza là dove, non aspettandoci di trovarla, nemmeno ci degniamo di perdere tempo a cercarla, salvo poi stupirci quando ci viene mostrata e faticare ancora a riconoscerla come reale.
Un modo diverso di guardare dettagli trascurati e insignificanti come, ad esempio, una macchia di ruggine o la scrostatura di un intonaco, per scoprire un’anima vivace e multiforme che, riconosciuta dall’occhio del fotografo, sublima la sua essenza divenendo un oggetto/soggetto artistico.
Appaiono così incredibili tavolozze cromatiche, astrattismi, giochi di luci ed ombre su improbabili tele pittoriche, texture di superfici che si rivelano solo con una messa a fuoco ravvicinata e che la tecnica di riproduzione permette poi di magnificare a beneficio dell’osservatore distante e frettoloso.
Off the wall è una sfida a riconoscere e proiettare all’esterno la bellezza che è dentro di noi, anche nelle cose semplici e per nulla grandiose, in un gioco di risonanze che alla fine ci nutre ed espande la nostra sensibilità verso le infinite vibrazioni del mondo materiale in cui viviamo.


ART FROM STREET ART - ARTE DALL'ARTE DI STRADA
Dettagli, composizioni ed estrapolazioni dalle opere dI street art.
Questa ricerca è un gioco di trasformazione che usa come elementi l’espressività artistica dei graffittari, o writer, e più in generale di tutti coloro che hanno scelto le pareti cittadine come supporto per i propri messaggi.
La sfida è duplice: da un lato vedere cosa si può ricavare da tali elementi grafici attraverso la loro trasmutazione cromatica o l’estrapolazione di un singolo dettaglio, dall’altro provare ad utilizzarli come componenti di una composizione più ampia che include anche il contesto in cui sono rappresentati. Ecco allora che cambia non solo l’impatto visivo ed emozionale, ma anche l’originale significato stesso, divenuto ora fattore portante di una nuova comunicazione.
L’accumularsi di più elementi di street art crea a sua volta nuove inattese composizioni, giochi e rimandi che possono essere colti nella loro originalità attraverso una diversa messa a fuoco dei piani di sovrapposizione e un sapiente scorrere di zoom.
Anche le caratteristiche cromatiche e di texture del media di supporto, solitamente un muro esterno, possono variare nel tempo per creare nuovi effetti, e gli stessi elementi architettonici quali porte, finestre, colonne, ma anche tubi esterni e cassette dei contatori, diventano parti grafiche di una composizione a tutto campo.

Recensioni:
Eugenio Vignali può essere considerato un fotografo con la sensibilità di un pittore, questo non per usare un semplice artificio retorico, quanto invece per evidenziare una trasversalità della sua prassi operativa che prevede, fra l'altro, la realizzazione di un unico originale da ogni suo scatto.
Di primo acchito non sfugge ti riferimento a Rotella, e ai suoi decollages, ma a ben guardare l'operazione di Vignali si situa in un ambito diametralmente opposto. L'intima essenza del decollage mantiene una origine quasi da ready made, ossia preleva un elemento dalla realtà e lo decontestualizza, mentre nel caso di Vignali la realtà è il terreno di coltura dell'immaginario inteso nel suo etimo originario. Il manifesto è il paradigma di una società che si autorappresenta e comunica se stessa con l'immagine ed è proprio sull'immagine che si appunta l'attenzione di Vignali. I suoi sono in un certo senso ritratti, non di persone, ma di un immaginario collettivo che ci circonda, frammenti di un discorso urbano che è fortemente compresso entro il tessuto cittadino.
Il problema che Vignali pone non si risolve in un semplice ambito mimetico, non gli interessa la fotografia come analogo della realtà, anzi vi interviene per evidenziare ciò che ad uno sguardo superficiale comunemente sfugge. Tratta la materia della fotografia come un pittore la tela, gioca sulle varie timbriche cromatiche, accentua le tinte, evidenzia l'intima connessione tra frammento e totalità. L'intervento digitale è minimo, Vignali lo usa non per alterare le immagini, ma per evidenziarne le grammatiche visuali interne saturando la cromia, diversificando la diversa texture dell’intonaco e del lacerato cartaceo.
Se il corpo della città è costituito dal suo assetto urbanistico, allora i suoi manifesti, le sue scritte a buon diritto possono essere considerati i pensieri che il tessuto urbano manifesta, frammenti di immagini, sovrapposizioni scritturali che dicono e raccontano chi abita quei luoghi. Ecco quindi l'intuizione di Vignali, far parlare le immagini, ma non in senso puramente dichiarativo e documentativo, ma andare oltre le stesse, individuando connessioni formali, intime assonanze e dissonanze cromatiche. La fotografia per Vignali è il mezzo per esprimere una personale visione del reale, evitando le secche interpretative che ancora attengono al concetto di fotografia come "copia" della realtà, per arrivare ad esprimere un intimo pensiero visuale sia dichiarativo, che poetico.
Maurizio Cesarini su Arte Contemporanea, settembre-ottobre 2009

Da oltre un secolo la capacità d’osservazione della realtà circostante, soffermandosi su ogni minimo particolare apparentemente insignificante, è qualità assai rara a trovarsi nell’arte contemporanea. L’indifferenza nei riguardi dell’ambiente e del contesto urbano in cui viviamo sembra oggi esser diventata una moda particolarmente diffusa. Gli scatti digitali di Eugenio Vignali denunciano questo distacco ormai divenuto eccessivo tra l’essere umano e ciò che lo circonda, indagando un microcosmo ben definito che si concentra sul dettaglio urbano. Nella serie “Off the wall” c’è qualcosa di pollockiano che anima i lavori artistici di Eugenio Vignali, il quale volontariamente desidera trasportarci altrove, eppure non troppo lontano, bussando alla porta della realtà quotidiana. Scarni substrati d’intonaco e laceri brandelli di manifesti assumono un significato emblematico che va oltre la dimensione oggettuale, oltre il dettaglio e che termina esausto la sua corsa visiva nel silenzio impermeabile dell’immagine.
Sabrina Falzone Critico e Storico dell’Arte

Identità sospese tra attimi di gloria ed eterni anonimati, sguardi fieri eppur così fragili, costituiscono il tessuto visivo realizzato dall’estro creativo dell’artista veneto Eugenio Vignali. E’ un mondo parallelo, rappresentato da codici, cifre e simboli che viene veicolato da Vignali come potenziale linguaggio sostitutivo nell’arte contemporanea del XXI secolo. Nella serie intitolata “Paper World” il mondo della pubblicità e quello mediatico, con cui oggi conviviamo e che irrompe nella nostra vita con prepotenza, appare come un linguaggio che in apparenza sembra non condizionarci consapevolmente, ma in verità influisce enormemente sulla nostra quotidianità. E’ per questo che non ci troviamo più di fronte a semplici fogli di carta, ma a un mondo parallelo fatto di complesse ed inspiegabili stratificazioni cartacee, contenenti nuove valenze simboliche.
Sabrina Falzone Critico e Storico dell’Arte

Storico contemporaneo. Sulla pelle della città i cedimenti dell’apparire rivelano l’essenza metropolitana. Incontri di situazioni al limite del conflitto convivono nella fascinazione creativa di Eugenio Vignali. Un eterno quotidiano da sfogliare come pagine di vita adagiata nello spazio dell’uomo, metafora o metamorfosi della ricerca artistica di Vignali. Dietro l’obiettivo la forma del sensibile, davanti ai nostri occhi l’informe del reale, migrazioni di idee che interagiscono sull’immagine fotografica con allusivi elementi artistici, un’arte – pensiero che comunica riflessioni prospettiche nella messa a fuoco di un concetto dilatato in immagine. L’instabilità del mondo contemporaneo viene così costruita dall’artista con un’elaborazione mentale che affonda nelle pieghe della realtà per poi emergere grondante d’emozione. Perché come si potrebbe fotografare l’emozione della realtà, se non vivendo il sentimento dell’essere nella forma sfuggente dell’esistente?
Antonella Iozzo – Critico dell’Arte

ESPOSIZIONI RECENTI
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Art-chitetture e paesaggio urbano, 4a Biennale Internazionale d'Arte di Ferrara - Ferrara
Rumori e silenzi dell'anima, Jolly Hotel Ligure, Torino
Cromatismi e sensibili forme nella comunicazione artistica, Villa Serra Sant'Olcese (GE)
L'incontro dei sogni, Cupra Marittima (AP)
I muri bianchi non fanno pensare, sede UNAR - Roma


Qui è riportato solo un esempio della mia ricerca artistica, per una visione più complessiva visitate il mio sito

WWW.VIGNALI.EU

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