Gianfranco Zenerato

Gianfranco Zenerato Gianfranco Zenerato
Villafontana (VR)

Iscritto dal
27/12/2011
Categoria: Pittori

Websites: www.zenerato.com 

Opere inserite: 6

Visualizzazioni profilo: 965

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Data di nascita: 24/10/1970
Residenza: Villafontana - VR
Telefono: 3483382624


Gianfranco Zenerato rientra in quella corrente di artisti degli anni settanta, severi messaggeri nei confronti della società occidentale. Mentre il milanese Antonio Recalcati e il romano Franco Mulas esprimevano rabbia sociale, al contrario Zenerato è portatore di uno struggente avvertimento, dove la sconfitta dell'uomo può rappresentare anche l'anticamera di una laica redenzione. Si tratta di una visione densa di significati simbolici, di un pittore di scuola moderna, che con talento sa conciliare la ricerca con la sperimentazione. (Paolo Levi)

 

 

L’autore punta sulla sovrapposizione e sull’intersezione dei generi, su una ricerca allusiva e metaforica incisiva nei soggetti e nei colori. Con intuizione fulminante unifica passato (natura morta), presente (l’immagine femminile) e futuro (il simbolismo, la scrittura criptica ...) sicché l’opera diventa un paradigma artistico ma anche letterario e metanarrativo. Preme al pittore individuare un nuovo universo visivo, scandagliare i limiti della tradizionale iconografia per dimostrare quanto la pittura oggi — fra tanto frastuono — sia ancora una disciplina originale. La creatività dell’artista ribadisce allora — grazie anche alle sgargianti cromie — come l’approccio legato al genere abbia ancora diritto di cittadinanza nella pittura del XXI secolo.

 

 

Molto interessante la sua ricerca: la figurazione raggiunge effetti scenografici in uno spazio nel quale vibra una frequenza simbolica, affidata di volta in volta al sogno, al mito ,oppure alla realtà quotidiana, il tutto armonizzato da uno splendido gioco cromatico.

 

L’ Artista del rigore e della modernità
A cura di Francesco Cairone

 


Gli autori più originali non lo sono perchè promuovono ciò che è nuovo, bensì perchè espongono ciò che hanno da dire in un modo tale che sembri che non sia mai stato detto prima.
(Goethe)

 


È necessario partire dall’incisiva frase di Goethe per parlare della ricca e innovativa pittura dell’artista Gianfranco Zenerato, e questo perché attraverso quella semplice frase si racconta una grande verità, cioè che ormai in pittura è stato fatto di tutto e oggi l’artista che cerca di conquistare una propria individualità, senza farsi influenzare dalle correnti e dai Maestri del passato, deve superare degli ostacoli enormi perché come sosteneva anche Giorgio Morandi “Di nuovo al mondo non c’è nulla o pochissimo”, e quindi per essere originali bisognerebbe dipingere tenendo presente delle evoluzioni sociali, tecnologiche e scientifiche.

Si dice che l’arte è di tutti ma non è per tutti, ognuno quindi ha diritto ad emozionarsi al cospetto di un capolavoro, ma dipingere e creare è un dono che Dio ha concesso solo a pochi eletti che, capaci di vedere ciò che gli altri spesso non percepiscono neanche, riescono a trasformare le emozioni che scaturiscono dalle piccole cose, da un gesto, da una carezza, da uno sguardo, in toni vibranti che colorano il grigiore del mondo che ci circonda.
Tra questi fortunati bisogna sicuramente annoverare il Maestro Zenerato, artista talentuoso come pochi, che fa della minuzia, del rigore e della fantasia uno stile pittorico che seppur riaffiora alla mente Maestri passati, dimostrando che 1’ artista ha fatto tesoro delle lezioni della bella pittura rubando ai grandi una tecnica ineccepibile, presenta un’unicità ed una individualità visibile in quel tocco di elegante modernità presente in ogni singola creazione, che lo rende una mosca bianca nel panorama artistico nazionale.
Canestre di fiori e di frutta matura e rigogliosa, adagiati su alti muri di marmo logorati dagli anni e imbrattati spesso dai disegni amorosi di due giovani amanti, si intrecciano ad oggetti della moderna quotidianità, come un cd-rom, un mouse, una spatola, che diventano anello di congiunzione tra passato, presente e futuro; il paesaggio circostante, quasi sempre colto nell’imbrunire della sera quando il raggio verde saluta il sole e da il benvenuto alla luna, fa emergere con ancora più vigore quello che Zenerato bandisce sulle tavole marmoree in primo piano, in cui risalta un colore sempre più vivo che spazia dal rosso, al giallo, al verde, e a tutte le tonalità più calde dell’arcobaleno.
E l’arcobaleno sembra sovrastare la carriera di questo giovane e promettente artista, prosatore dell’arte perchè creatore di uno stile prima poetico e poi pittorico, con cui riesce a rappresentare quello che lui sente filtrando le brutture e le negatività che il nostro mondo porta con se.
 

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