Nicoló Galesi

Nicoló Galesi Nicoló Galesi
Melzo (MI)

Iscritto dal
15/11/2014
Categoria: Scultori

Opere inserite: 40

Visualizzazioni profilo: 1079

Voti ricevuti: 13 Chi ha votato? Sono socio dell'Associazione Culturale IoArte


Data di nascita: 20/07/1950
Residenza: Melzo - MI
Telefono: 3396993042


NOTE BIOGRAFICHE

Nicolò Galesi nasce a Caltagirone in Sicilia dove, giovanissimo, si diploma presso l’Istituto Statale d'Arte per le Ceramiche "Luigi Sturzo" dimostrando fin da subito una particolare attitudine per le forme umane. Per lavoro si trasferisce presto a Milano dove continua a studiare ed a scolpire.
La prima esposizione è datata 1975 a Cassano d'Adda seguita da molte altre, fra cui quella a Melzo, (città dove successivamente andrà a vivere) e Lecco. Dal 2003 tiene corsi di scultura, modellazione e ceramica, mentre contemporaneamente realizza varie opere fra cui la prestigiosa scultura "Premio Città di Melzo" e allestisce, nel bel Palazzo Trivulzio della città, una importante antologica. Diventa socio della storica associazione ACADA (Associazione Culturale di Vignate e Melzo) e realizza un bassorilievo commemorativo del Maestro liutaio vignatese Carlo Raspagni e, successivamente, la targa del premio cittadino "S. Ambroeus".
Per il comune di Comazzo realizza un altorilievo raffigurante San Bassiano che viene collocato nella chiesa omonima di Lavagna. Una miniatura in argento dell'opera viene donata al Santo Padre Benedetto XVI. Nel contempo Melzo, gli commissiona due putti in bronzo per il centro della fontana di Piazza Garibaldi.
Per l'edicola posta nel centro di Spirano, Galesi realizza tre bassorilievi in maiolica colorata raffiguranti San Sebastiano, la Madonna di Loreto e Santa Lucia. Poco dopo la storica Libreria Bocca lo chiama per una personale presso la propria sede in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
Di grande effetto la mostra personale nel Castello del borgo medievale di Corneliano Bertario (2009). Spettacolare l'allestimento della sua personale nella Sala Imperiale del Castello visconteo-mediceo di Melegnano. L'assessore alla cultura di Melegnano gli commissiona un mezzo busto di Giovanni Paolo II, ora sistemato nel centrale parco cittadino.
Nel 2011 il Comune di Gorgonzola gli allestisce una personale nel Palazzo Serbelloni. Per Lucio Lami, presidente onorario del Pen Club italiano, scolpisce un tuttotondo raffigurante San Rocco, posto nella Chiesa di Tornolo nei pressi di Compiano (Parma)
Truccazzano richiede per la seconda volta consecutiva l'esposizione delle sue opere nel rinnovato Castello di Corneliano. Nel contempo realizza la statua-simbolo dell'importante rivista "Noncredo" di Paolo Bancale.
Due iniziative recenti sono di particolare rilievo: la realizzazione della formella per la Chiesa di S. Alessandro e Margherita di Melzo e la personale di grande prestigio presso il foyer dello Spazio Oberdan a Milano, su invito della Provincia.
A luglio del 2016 è ospite della galleria Art Time di Udine.
Dall’8 al 23 di ottobre 2016, a fare da cornice alle sue opere sono gli affreschi di scuola leonardesca nella chiesa di Sant’Andrea a Melzo.
Maggio 2018 grazie all'invito di Lions Club (FAI), ospite alla casa del Custode delle Acque (Parco Adda Nord), soggiorno di Leonardo da Vinci e allievi tra il 1499 e 1513.
Il 15, 16 e 17 gigno 2018, a fare da cornice alle sue opere è la sala civica di Soave (VE) bellissimo borgo medievale.
Di grande successo è la personale allestitagli dal comune di Melzo presso la Casa Della Cultura nel 2018.

LA RISCOPERTA DELL’IMMAGINE (Dario  Lodi)
Il padre del “postmodernismo” Jean-François Lyotard, una volta si sentì dire da un amico, mercante d’arte, che stava cercando disperatamente qualcuno che gli portasse opere “leggibili”, identificabili con immediatezza: si era negli anni ’70 del secolo scorso e il “Concettualismo” imperversava nelle gallerie con bizzarrie inqualificabili. Vero è che il concettualismo portò linfa nuova al pensiero artistico, ma vero è anche che la reiterazione di opere misteriose caricate di simbologie a viva forza, senza autentico corrispettivo intellettuale, speculativo, portarono ad una sorta di perplessità nella fruizione artistica che all’arte non fece certo bene. Non pochi se ne allontanarono. Occorreva un bel coraggio per invertire la rotta, anche perché un ritorno alla figurazione classica presupponeva sospetti di “deja vu”, con conseguente inerzia espressiva nella proposta dell’immagine tradizionale. La figurazione classica veniva allora relegata presso ambienti culturali di secondo piano e considerata esercizio parodistico dal mondo artistico ufficiale. Certa drasticità coinvolge nel suo impeto il piacere manuale dell’operazione artistica. La superfetazione concettuale va a sostenere un formalismo oracolare più decorativo che sostanziale e avvilisce, inconsciamente, l’umiltà del fare primigenio, il recupero del quale porta ad una riscoperta del valore dell’immagine in sé, con tanto di strascico relativo ad una nuova fruizione della stessa. Se l’artista è in buona fede ed è rispettoso delle figure che forma con la materia e con l’intelligenza delle mani, ebbene avremo nuovi spunti per considerare l’arte nel suo vero originale, senza sovraccarichi cerebrali di sorta.Poiché Nicolò Galesi non attua alcuna malizia durante le operazioni manuali, ecco che avremo immagini pronte ad un dialogo moderno, semplice e sincero, con lo spettatore: dialogo che in effetti abbiamo in questa mostra essenziale, priva di fronzoli e di pretese trascendentali.
NICOLO’ GALESI, SCULTORE DI SENTIMENTI

Cosa vuol dire scolpire? Rapire la vita alla vita.
Francesco Messina

Nicolò Galesi, scultore del “mettere” anziché del “levare”, preferendo plasmare con impasti di terre le sue creature ideali piuttosto che cavarle dalla pietra, nella sua irrinunciabile passione si avvicina temerariamente alla figura del Creatore, che diede forma concreta all’universo mondo e che impastò della semplice argilla per sagomare un uomo, cui insufflò quell’energia che chiamiamo vita.
E se anche Galesi non possiede quell’alito di vita soprannaturale che innesta sangue, nervi e pensiero in un ammasso di creta, egli riesce ad infondere nel suo modellato quella misteriosa aura che ce lo rende immediatamente intelligibile e pregno di significato. E questo perché Nicolò, siciliano permeato di quell’intramontabile cultura che fu della Magna Grecia, respirata nell’aria, ha seguito la via maestra della figurazione, primordiale linguaggio universale che accomuna gli uomini di ogni epoca nel riconoscimento della bellezza e del genio.
In verità Nicolò, più che concentrarsi sull’armonia delle forme, che la scultura greca aveva già portato a livelli eccelsi, cerca di esprimere, trasformando la cruda materialità di terrigne sostanze in sensazioni interiori, l’archetipo di uno stato d’animo, la forza del sentimento, l’essenzialità di un accadimento esemplare.
Galesi ha affrontato la vita e i suoi pegni di dolore trasformandoli in ricchezza interiore, elaborando inquietudini per trarne riflessioni, con la tenacia e l’irriducibile capacità reattiva di certi coriacei isolani.
E allora, da un’acuta sensibilità sorretta da mani sapienti, nascono opere capaci di dare fisica consistenza ai sentimenti (Meraviglia, Il dono), che raccontano l’asprezza della condizione umana (Paura nella cava) e la brutalità devastante delle separazioni e delle guerre, anche quelle contro la malattia, da cui si esce segnati pur se vincitori (La fine di una guerra), che indugiano sulla nostalgia di giochi di una remota infanzia (La fossetta, Uno monta la luna), che si snodano toccando autobiograficamente il mito (Pegaso), con la speranza che il roseo riaccendersi dell’alba spinga a superare ogni amarezza (Il risveglio).
Giovanni Serafini

…”Un'arte quella dell'artista Nicolò Galesi, che trasuda sensibilità ed immensa dolcezza nel suo plasmare la materia.
Ciò che traspare dalle pieghe del suo modellato sono i sentimenti primari: gioia, amore, sofferenza e fatica.
Nulla è lasciato al caso!
Egli si ripropone all'interlocutore con la forza dell'arte classica, non a caso la scelta del titolo: ”LA RISCOPERTA DELL'IMMAGINE”. un passo indietro nel tempo che dovrebbe farci riflettere sul concetto del bello...
L'art classica con i suoi canoni essenziali, ritenuta da alcuni obsoleta, non fondamentale per trasmettere un linguaggio espressivo, ci viene riproposta dall'Artista con tatto, quasi in sordina attraverso le sue opere in un tempo convulso troppo legato all'apparenza.”
Artista di origine Siciliana, trasferitosi a Milano per lavoro, fa sì che il bagaglio
sentimentale fortemente legato alle origini, trasudi in ogni suo tocco, regalandoci un sentore di freschezza evocando sapori e profumi della terra Siciliana; il suo estro deciso e passionale rende vivi i soggetti che via via ci propone...
un mondo quello di Nicolò che oserei definire incantato, seppur reale.
Denoto poesia e completezza osservando le sue opere.
-Nell'opera: “Marachella” emerge la purezza infante regalata dal volto della creatura , in alcuni passaggi traspare lo stupore, in altri la gioia e la dolcezza nel manipolare la terra quale elemento essenziale per l'artista.
“Una linea”... intesa come continuità della personalità nasce dallo sguardo e dai gesti, elementi che costituiscono la fisicità nel soggetto testimoniandone la forza esistente operante sulla natura.
Mentre nell'opera sopra descritta mi sovviene “ la linea” intesa come continuità della vita, nell'opera “Pizzicando” associo la “linea fantasma”, un fenomeno raro che consente al compositore di incarnarsi con la melodia, ed ecco nascere la sua scrittura...
”Mentre i suoni rivelano il mondo delle immagini, queste rivelano all'artista il mondo dei suoni”
Francesca Martinelli

"L'arte appartiene all'umanità fin dalle sue origini.

"L'arte appartiene all'umanità fin dalle sue origini.
Grandi pensatori (e meno grandi) hanno tentato di definire cosa spinga l'essere umano a commuoversi e creare.
Nessuno per ora è pervenuto ad una risposta definitiva.
Chi è un artista?
Difficile dirlo, soprattutto in un'era, la nostra, in cui ormai qualsiasi cosa viene propinata per arte.
Gli intermediari, ossia i critici e i detentori delle leggi del mercato, si travestono da Virgilio in una selva che si inventano di volta in volta a loro immagine e somiglianza.
a conseguenza inevitabile è la confusione.
Nicolò Galesi è un artista che crede nella forza della tradizione, consapevole che il processo creativo è fatto di conoscenza.
Conoscenza dei materiali e dei procedimenti tecnici che si acquisiscono nell'arco della vita.
Saper fare è per pochi.
L'impegno di Galesi sia un esempio soprattutto per i giovani artisti.
L'uomo argilla del mito ancestrale risuona nelle sculture. "

Roberto Giavarini
Pittore e critico d’Arte

 

 

 

 
 

 

  • Mitologia – DISCOBOLO
  • Tesori Scomparsi - RAGAZZI TERRIBILI
  • I Tesori Scomparsi - INFANZIA
  • Momenti di Vita - EVOLUZIONE ED INVOLUZIONE
  • I Vecchi Mestieri  - PAUSA NELLA CAVA
  • I vecchi Mestieri - MODELLAZIONE

Commenti sulle opere di Nicoló Galesi:

Lavori ben eseguiti, colgo l'occasione per augurare un felice Anno Nuovo 2015


commento di Intarsiatore sull'opera Tesori Scomparsi - MARACHELLA - mercoledě 31 dicembre 2014 alle ore 12:21

 Bello mi piace


commento di Armandoiatrino sull'opera Tesori Scomparsi " LA CAPRIOLA" - lunedě 22 giugno 2015 alle ore 22:14

 Assemblé. In questa figura il corpo si sostiene su una sola gamba tesa mentre l'altra è allungata. Le braccia sono sostenute nelle varie posizioni in base al tipo di arabesque, le spalle sono in linea con la direzione scelta, il corpo è inclinato in avanti e una gamba è tesa all'indietro a raggiungere la linea verticale dell'asse.
À terre, Adagio, Air, Allegro, Allongé….
indicano posizioni che assumono le braccia e le gambe nelle svariate pose.
Rimanere incantati dall’armonia dei movimenti abbinato al ritmo della musica come se fossero una sola cosa

 


commento di Nicoló Galesi sull'opera I Vecchi Mestieri - PASSO DI DANZA - domenica 03 maggio 2020 alle ore 16:13

 La prima età dell'essere umano, compresa fra la nascita e l'uso completo della parola, di solito estesa fino a comprendere l'adolescenza.
Eravamo piccoli quando si stava assieme sul davanzale (potevamo permettercelo non c'erano molte auto e quindi meno pericolo), ma quando giocavano con le loro bambole per noi maschietti c'era quasi un divieto per non subire le burle degli altri.


commento di Nicoló Galesi sull'opera I Tesori Scomparsi - INFANZIA - domenica 17 maggio 2020 alle ore 15:54

 Come ogni estate, finita la scuola, si andava in campagna con papà e mentre lui sbrigava le sue faccende di lavoro, noi ragazzi facevamo delle lunghe passeggiate lungo il piccolo fiume, a rapportarci con la natura, con rispetto, amore e passione, quasi reverenziale. Spesso vedevamo un uomo con una canna in mano. Da lui ho ascoltato racconti di avventure fin da bambino trascorsi sui fiumi, laghi o in mare, in attesa di trovare un pesce. Lo stupore di trovare pesci incredibilmente grandi in corsi d’acqua spaventosamente piccoli.


commento di Nicoló Galesi sull'opera I Tesori Scomparsi - IL PESCATORE DI SOGNI - domenica 17 maggio 2020 alle ore 16:00

 Bocca d'oro era una cara amica della mia adolescenza, tipo simpaticissima un po' cicciottella, dal viso molto dolce ma dal carattere forte. Gli amici la prendevano in giro e avvolte anche con scherzi pesanti, per il suo fisico. Ma tutto questo non la disturbava anzi era lei che si prendeva burla di loro dicendogli: "dai dimmi che sono bassa che non sono il tuo tipo, che sono grassa" e a gesti gli mandava i bacini mettendoli spesso in difficoltà.


commento di Nicoló Galesi sull'opera I Tesori Scomparsi - BOCCA D’ORO - domenica 17 maggio 2020 alle ore 16:05

 L'idea di questa scultura nasce dai ricordi di bambino.
Generale, capitano o soldato non importava molto, ognuno di noi voleva essere un eroe. Imitavamo la vita di personaggi che hanno o avevano cambiato il mondo e imparare dal loro esempio.
Storie vere raccontate in maniera semplice e divertente, ricche di idee e di valori.


commento di Nicoló Galesi sull'opera I Tesori Scomparsi - PICCOLI EROI - domenica 17 maggio 2020 alle ore 16:12
Banner pubblicitari
Sostengono IoArte
Siti Amici