Riccardobattigelli

Riccardobattigelli Riccardo Battigelli
Montaione (FI)

Iscritto dal
26/10/2010
Categoria: Pittori, Scultori, Altro

Websites: www.riccardobattigelli.it 

Opere inserite: 92

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Voti ricevuti: 411 Chi ha votato? Sono socio dell'Associazione Culturale IoArte


Data di nascita: 01/03/1933
Residenza: Montaione - FI
Telefono: 3338743610


         1 -   BIOGRAFIA di Riccardo Battigelli - PARTE PRIMA –

                         Note di M. Barbara Deja De Bejis


LA PITTURA DELL'ULTIMO PERIODO:
Il lavoro artistico di Riccardo Battigelli, che riparte dal 2003 dopo i 37 anni di quella specie di “esodo’’ dall’attività artistica,  è un messaggio umile, ma intenso, che cerca di effondere la importanza delle emozioni derivanti dalla visione reale e quindi emozionale della natura e delle cose.
In onore alla caratteristica filosofica della sua attività artistica iniziata  fin dal 1950/52, nella pittura  cerca di sfiorare il senso emotivo della visione che ha radici nell’umanesimo.
Si avvale dell’intramontabile valore del disegno, del pennello,  di strumenti consimili e del fascino e linguaggio dei Colori:  ubbidienti al pensiero e alle emozioni dell’artista.
       Paesaggi, Brani di Natura, Oggetti, Animali, Figure e Immagini Sacre, diventano pretesti di soggetti contemplati; causa di contenuti scardinati dalla realtà apparente e oggettiva ma convertiti, invece, nella sensazione emotiva della visione.
       A chi guarda uno di questi dipinti, spesso è trasmesso, un   “messaggio trascendente’’  che riesce ad arrivargli attraverso la sua stessa sensibilità percettiva. 
       A volte sono immagini d’oggetti o luoghi che potrebbero mutare nell’ esistere futuro di quella natura che è il trionfo del Creato, elargita per l’umano beneficio.
    La Toscana, come in tanti altri Luoghi dell’Italia, è racchiusa da sempre la magnificenza di tanta bellezza, ma il succedersi inesorabile degli umani eventi produce irreversibili e aspri mutamenti allo splendore del Paesaggio. -
    I dipinti  divengono memorie, punti fermi della mutazione o sparizione della coscienza di un Luogo, di un Albero, di un Oggetto: culto o memoria di generazioni che vi svolsero le loro umane attività.
   Spesso sono anamnesi, cioè reminiscenze di una esistenza del passato e testimonianze di percorsi di vita di chi ha preceduto il futuro ……..
      I soggetti dipinti  da  Battigelli sono ridotti alle strutture essenziali ma percepiscono le emozioni dell’insieme e sono sempre percorsi da un respiro infinito che ne fa percepire ogni dettaglio non detto.
   Nei Paesaggi le forme viventi di uomini o animali sono quasi sempre assenti, ma solo in apparenza. Nei silenzi assolati o nel riverbero di nubi di tempesta o nelle cromie di un giorno che muore ci fa percepire il faticoso agire dei viventi: di chi abita o ha vissuto su quei colli, lavorato nei boschi, nei vigneti e negli oliveti o ha arato i campi, o pascolato sulle spoglie colline. Silenti i rumori della città; sussurrano le voci e i muggiti nelle campagne.
L’artista sceglie la difficile via dell’interiorità: essenza come metafora della morte per esaltare il rispetto e l’importanza per tutto ciò che ha vita.
Ricordi di vita vissuta con mandrie e cavalli sono racchiusi in alcune opere dove vi si possono percepire lo scalpitio di zoccoli, i muggiti o il sibilo delle tempeste nelle praterie del NM o il contesto degli eventi dei cowboy, ma sono come ovattati nelle brume di un tempo lontano. Ormai rivivono solo nelle nostalgiche emozioni della memoria e si ripercuotono in schizzi, disegni e dipinti.

Opere di religiosità Cristiana sono presenti in tutto l’arco della sua attività artistica.  Ha progettato luoghi di culto, eseguito sculture e dipinti.  Le sue Immagini Sacre si inseriscono in punta di piedi nel contesto della spiritualità Cattolica.
In alcune Crocifissioni ha usato un umile materiale di recupero come il filo di ferro e fa assumere all’opera, attraverso una forma di segnica spaziale, l’espressività spirituale del dramma glorioso del supplizio di Cristo, liberando l’immagine dalla materialità corporea restituendo la sublimazione della trascendenza del mistero della Trinità.
Ne sono esempi la Deposizione del 1966 nella Curia Arcivescovile di Bologna e  il Cristo Crocifisso   del 2005 nella Parrocchia di San Pietro a Sughera, presso Firenze.


        Le Nature Morte le ama e non si sottrae al fascino di esse. Le dipinge nel rispetto di un retaggio spirituale del suo maestro Giorgio Morandi ma senza mai cadere in imitazioni.
    Le ama comporre e l’alterna ai paesaggi e alle opere sacre. Sono pause di riflessione su materie, forme, memorie e significati diversi.
   Attraverso umili oggetti fa emergere testimonianze e gesti di vita di coloro che li usarono. Non sono solo illustrazione di oggetti ma quelle pitture ricche di molteplici tecniche, diventano un intimo diario pieno di motivi sentimentali diversi pur se immessi nella coerente e armonica unità del suo mondo spirituale.
     Ma il pretesto della scelta del soggetto rivela anche un senso di indifferenza; oggetti vari, case, colline o alberi o fiori o figure si manifestano, nel suo ultimo percorso, come la forma pura che va a impadronirsi di uno spazio interiore.      
E’ la sostanza dell’essere che diviene immagine.
Escogita alcune particolarità tecniche per ottenere un risultato “granuloso” nelle tonalità cromatiche, rendendole come ferme nel mistero del tempo. Quel tempo definibile “ come autentica verità; ossia in senso heideggeriano, ‘’ dove, un ‘ora’ che non é ancora divenuta attuale  ma che lo diverrà in base al suo proprio poter esserci.”
        Nelle Nature Morte ripercorre, apparentemente, la pittura delle nature morte dello scorso secolo, ma ora vuole che la “narrazione” di una storia sia evocata da una memoria percepibile dalle emozioni  provocate, per esempio, dal   controluce di oggetti umili e forse banali ma quotidiani nel percorso di una vita  modesta, trascorsa in un passato definibile quale può esserlo quello di una ruralità del passato,  che si inseriscono in un presente destinato a mutare nel domani.
A prescindere dai paesaggi, dal nudo, dai cavalli e dalla figura, sono le nature morte a rappresentare un importante aspetto di quella che Battigelli definisce “la mia pur modestissima arte che mi lega soltanto affettivamente al mio antico Maestro Giorgio Morandi …”, e ritiene che in esse  siano contenute tutte le significazioni di Cronos (il Tempo), Kairos (un periodo indeterminato di tempo in cui qualcosa accade) e Ananke (la personificazione del destino). Sono i significati che determinano l’essere e il divenire delle cose che ci circondano e sono protagoniste e memorie nel nostro quotidiano vivere.
E’ un passato  e un presente   che si proiettano nel futuro per essere soggetti di ricordi e memorie familiari o di eventi vissuti,  oppure che divengono storia; anche se  i  protagonisti sono solo umili e banali oggetti . - Oppure finire nel nulla, pur rimanendo materia.
Il fascino di queste riflessioni lo inducono spesso a cercare  di rappresentare, con  semplicità visiva, il carico di questi sentimenti e i significati di tali messaggi, utilizzando a volte inusuali impasti cromatici, come nei dipinti alla Bellange Gallery di Stoccolma del 2005 o  nei successivi come “Elusione” del 2010 e ‘’colpo di luce’’ del 2011.
Battigelli ritiene improbabile che chi guarda superficialmente le nature morte identifichi da subito in esse le motivazioni e i relativi contenuti come prima descritti, ma ne è poi confortato percependone i significati tramite una più attenta  osservazione.
Guardare un’opera con senso percettivo e riflessivo  consente di scoprire molti valori di sensazioni emotive e di misteriosi messaggi anche in una semplice natura morta. La quale rischia di rimanere  fine a se stessa soltanto se gli viene dedicato  uno sguardo fuggevole.
Del resto è ciò che ci perviene dalle illuminate considerazioni sull’arte fin dai grandi Maestri del Rinascimento.
La scelta degli  oggetti che compongono la natura morta non è causale; Battigelli ne immagina la significazione e la conseguente composizione  di essi. Pensa che il Tempo, inteso come dimensione  plasmante delle cose, dei luoghi e delle loro identità è il protagonista e “guru” di tutto ciò che un’opera come la Natura Morta in quel modo concepita può comunicarci il senso del tempo attraverso emozioni, sensazioni, percezioni, intuizioni e quant’altro l’io di chi osserva l’opera è in grado di percepire.
In questo modo è possibile evocare la storia ‘’vissuta’’ dagli oggetti-soggetti tramite la forza creativa e interpretativa dell’arte nel tempo presente; è possibile instaurare un linguaggio capace di evocare e raccontare storie ed eventi attraverso  le immagini, facendo presumere di udire suoni, parole, odori. Diventa un racconto nel Tempo espresso da quegli oggetti.  Umili o lussuosi ma appartenuti, utilizzati,  custoditi, vissuti; gettati via.  Diventano la risultanza di un percorso di vita, di ricordi, di eventi, di gioie e di dolori.
Le opere d’arte quali le Nature Morte assumono, insomma, il ruolo di tramite tra ciò che eravamo e ciò che siamo ora, trasmettendo il tutto verso il futuro. Ci aiutano a prendere consapevolezza delle nostre identità e storicità; un elemento sfuggente e in continuo cambiamento.
La scelta dei titoli delle opere, come “ Cronos e le cose davanti a una finestra”, del 2009, o “ Kronos: il tempo che scorre su cose abbandonate”, del 2005, vuole esprimere il trascorrere del tempo come forza ancestrale e inarrestabile, ma anche evocarne la spinta verso il futuro auspicandone una evoluzione positiva come una sorta di riutilizzo, il quale avviene già in funzione della rappresentazione pittorica: è un ciclo che si compie; la speranza di andare verso il  miglioramento.
Il concetto di “senso del tempo” si può intendere come il significato  della totalità delle sensazioni, fisiche ed emotive, che ci mettono nelle condizioni di percepire l’entità del mondo che ci circonda.
“La sensazione dello scorrere del tempo è, quindi, anche la percezione dei sensi dentro il tempo”.

     Nelle opere di Battigelli i colori subiscono variazioni d’impasti mutevoli; diventano i protagonisti di un linguaggio che si adatta ai singoli casi o sentimenti o momenti.
      Diventano la forma. Eludono il disegno o lo esaltano. Anzi, è “il senso” della forma che diventa il protagonista dell’immagine: come figura “sacra” che parla di dolore e di rinascita.
      Questi sono i valori della  attualità dell’arte di Battigelli.
      Il suo percorso parte dai Macchiaioli e dagli Impressionisti, si sofferma in Cezanne per finire a Morandi,  che sono fra i maestri moderni da lui più amati. 
      Ha sempre agito rispettando tutti, ma biasima ‘’ tendenze e mode di passaggio” che finiscono per degradare, secondo lui, i valori reali e attendibili della tradizione dell’arte. Egli pensa che possano svilire l’arte della eticità dei valori dell’estetica o che finiscono per esaltare aspetti effimeri a discapito di altri   valori stabilizzati nella millenaria tradizione dell’arte: distolgono e disabituano il pubblico dal beneficio del dialogo con la  Bellezza comunicativa.
Ci sono sue opere piene di personalità che ricordano inevitabilmente certi punti di partenza dei maestri impressionisti, tuttavia luce e colori non esondano mai da una logica realistica pur entrando nel fascino delle brume di un sogno.
 

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LE ORIGINI E LA FORMAZIONE


Riccardo Battigelli nasce a Firenze l’1 marzo del 1933 da una famiglia di origine Friulana. Suo nonno Francesco e il prozio Antonio, ingegneri e architetti triestini, furono gli artefici, fra i tanti lavori da loro eseguiti in Egitto, anche della prima Diga di Assuan, inaugurata nel 1901. Di Antonio è il Faro della Vittoria a Trieste.
Nel primo dopoguerra il padre Nilo,  anch’egli Ingegnere e detentore di brevetti nel campo idraulico e del condizionamento dell’aria, è trasferito a Bologna per ragioni di lavoro e Riccardo studia nel Collegio San Luigi di quella città. Nel 1948 anche la madre Liliana Lauri con gli altri tre figli più piccoli si trasferisce nella città emiliana.
Dal 1950 Riccardo frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la facoltà di Architettura di Firenze. A Bologna è allievo dei Professori: Giorgio Morandi, Antonio Natalini, Pompilio Mandelli, Paolo Manaresi; a Firenze: di Giovanni Michelucci e Italo Gamberini.
Negli anni ’60 è molto attivo  nella pittura e nella scenografia, oltre che nel design e nella progettazione. Nel 1955 è incaricato delle scenografie per le celebrazioni plautine a Sarsina. Ne esegue le scene e i costumi per il Miles Gloriosus e  progetta  il palcoscenico e la prima platea del teatro-cavea di Sarsina.
Il successo conseguito a Sarsina gli consegue in quegli anni altri incarichi fra cui le scene e i costumi della Secchia Rapita del Tassoni messa in scena con successo al Teatro Regio di Parma. Seguono altre scenografie al Teatro Duse e al Comunale di Bologna e in Teatri  di altri luoghi, come a Ginevra e Barcellona. Collabora anche nei laboratori di Cinecittà.
Molte delle scene a lui commissionate le realizza nel mitico studio del Prof. Gardenghi, collocato nell’immenso sottotetto dell’Accademia di Bologna
Alterna con passione e successo le attività scenografiche con quelle della pittura e del design.
Nel 1956 è invitato al Premio di Pittura San Fedele a Milano e ne consegue un premio con le opere “Nudo Pensante” del 1955 e “Trasparenze nel bosco, del 1954  ( Coll. Daniel’s).
Dal 1956 al 1962 in parallelo all’attività artistica si occupa con passione anche all’insegnamento.

Nel 1957 sposa Marisa Biolchini e nasce Alberto, il primo dei tre figli.
                                                                                                                                          
Dal 1956 al 1965 espone dipinti e disegni in varie Gallerie in Italia, in Libia, in Europa e alla Number One Gallery di New York.  Riceve consensi dalla Critica ed è seguito con benevola amicizia dai consigli critici di Lidia Puglioli Mandelli e di Francesco Arcangeli.  Frequenta artisti e poeti suoi contemporanei  fra i quali i pittori Bolognesi Carlo Corsi, Vittorio Mascalchi, Luciano De Vita, la scrittrice Elena Gottarelli. A Milano incontra Ennio Morlotti col quale, pur ammirandone l’arte,  dissente circa le sue intenzioni di abbandonare il “naturalismo lombardo” per trasformarlo in un “informalismo materico” che Riccardo definirà “… un probabile fenomeno  solo di moda …’’. Infatti, già da quel periodo Battigelli, pur se inserito nelle tematiche delle tendenze del momento, tuttavia mantiene fermo il concetto di un figurativo personalissimo e autonomo, idoneo a trasmettere messaggi e un appello emozionale sui valori della natura.
Fatte le debite eccezioni, considera le varie forme di pittura non figurativa,  forme d’arte che spesso rimangono soltanto come elementi di valore decorativo, utili all’arredamento piuttosto che a un linguaggio comunicativo dell’arte come la tradizione millenaria ci ha consegnato. Lui stesso produce numerose opere di carattere decorativo avvalendosi di immagini non figurative, eseguendo  vetrate ad ante scorrevoli, pannelli di cristallo in componenti di arredo, piani per tavoli in cristallo e legno laccato, intonachi di pareti composti con varie miscelazioni di coloranti e resine, eseguendovi graffiti di varie intensità producendo notevoli effetti con l’illuminazione radente. (Case Tonielli, Mazzanti, Zeccoli e altre)
Nel 1958 partecipa al Premio Comune di Bologna e gli è assegnato la targa del Salone del Podestà con la menzione: “ Il dato naturale tende a dissolversi nell’emozione sentimentale delle tre figure in rosa’’
Un aneddoto: in occasione del Premio San Fedele Morlotti confiderà al pittore bolognese Pompilio Mandelli che “… il tuo allievo Battigelli, con le opere esposte qui a Milano, ha inspiegabilmente anticipato certe nuove idee che aleggiano nell’aria ….”   - Mandelli, gli rispose: < … ho già notato che il Battigelli si da da fare e sta anticipando un segno dei nostri tempi ma certe cose le definisce ‘’effetti solo di moda che ora fanno chiasso ma poi … taceranno” Qualche ragione potrebbe averle se non fosse un tantino … presuntuoso …. >
Purtroppo, la ricerca iniziata dal Battigelli in quel periodo si interromperà nel 1966, lasciando campo libero all’altrui lavoro.

A Camaiore, in Versilia, è legato da amicizia col poeta Vittorio Grotti il quale gli dedicherà una raccolta di poesie; si incontra con Nicola Lisi, Orfeo Tamburi, Felice Carena. Ad Ardenza (LI) conosce Paulo Ghiglia e altri Labronici. Con tutti condivide con rispetto i pensieri in arte ma in lui è comunque costante il segno impresso nel suo animo da tutti i suoi amati Maestri; principalmente da Giorgio Morandi .
Dal 1960 al 1966, oltre alla pittura si dedica a progettazioni, design di componenti di arredo, esecuzioni di opere decorative in vari materiali: a Bologna sono note la Casa Mazzanti, Villa le Rose, Casa Zeccoli, Casa Miceli, Casa Tonielli, Albergo Bononia a Latina. The Barkjy’s Blue Store a Tripoli Libia (distrutto da Gheddafi per rivalsa antisemitica), Hotel Restaurant Corso e molti altri. - A Monaco di Baviera: Chant Fischer &, a Hidelberg la Casa del Prof. J.H. Gunter Muller –

Nel 1961 esegue l’oratorio della Parrocchia di Castelnuovo Rangone e la Cappella della Vergine di Lourdes.

Nel 1962 Collabora con l’Ing. Arch. Italo Gasperi Campani alla realizzazione della Chiesa della Santa Maria del Suffragio a Bologna.


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EVENTI E ESODO

Nel 1966 nonostante i buoni risultati conseguiti e gli auspici di una feconda attività artistica, è improvvisamente sconvolto da dolorosi eventi familiari. Cade in una profonda depressione a seguito dell’annullamento del matrimonio. E’ angosciato per  la dura separazione dai figli.  Nel novembre del 1966 è costretto a chiudere lo studio di Bologna che era ben avviato anche nel settore del Design.
Lascia Bologna e sospende ogni attività artistica per oltre trent’anni.

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Dopo un periodo di lavoro in un Ranch negli Stati Uniti, agli inizi del 1970 si ritira nella fattoria paterna  in Toscana. 
Nel 1974 sposa Vanda Falorni che gli darà il figlio Daniele. Compie studi sull’ecologia e si dedica all’agricoltura.        

Nel 1979 muore suo  padre. E’ fortemente sconvolto da questa perdita e si trova ad affrontare nel dolore la riorganizzazione della conduzione della fattoria.                                                                                                 Nel 1988 perde anche la madre e a questo grave lutto si aggiungerà nel 1992 la tragica perdita del figlio primogenito Alberto, a Bologna.            Superato a fatica un lungo periodo di forti difficoltà, riesce insieme alla moglie Wanda ad attivare l’ospitalità rurale destinata a ospiti interessati all’escursionismo didattico a cavallo e a partecipare a corsi di Disegno dal Vero di luoghi raggiunti a cavallo.
Per fare questa attività con un valido scopo etico, organizza l’allevamento e l’addestramento speciale dei cavalli per renderli sicuri e idonei agli scopi di un escursionismo equestre volto a principi di didattica ambientale, della conoscenza della natura, lo studio del Paesaggio e del territorio e …. la scoperta di se stessi tramite il Cavallo, dato che sulla sua groppa sono sorte le civiltà umane.
E’ con tale consapevolezza e con le vantaggiose esperienze acquisite in quel ranch americano, che nel 1990 dedicherà questa attività equestre a una “ospitalità naturalistica” che va oltre il comune concetto turistico per entrare in un simposio di conoscenze di vita nella natura tramite ‘’l’amicizia’’ con il cavallo.
Su questa “ filosofia” si baseranno i presupposti per il “ritorno all’arte” nel 2003
Si dedica a questa attività fino al 2003.
In quell’anno cede il Ranch al figlio Daniele che lo conduce con la moglie Daniela.

Dopo la lunghissima assenza dalla attività artistica nel dicembre del 2003 torna a dedicarsi a pieno titolo all’Arte.

       
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ALCUNE MOSTRE e ATTIVITÀ DEGLI ANNI ‘50/’60:


- Mostra delle Accademie - Torino – 1949 ca
- Arte dei nuovi – Palazzo Re Enzo -  Bologna – 1951 ca
- Mostre varie a Bologna, Ferrara, Rimini, Ravenna, fra il 1953 e il 1960
- Premio Comune di Bologna – Targa Salone del Podestà – 1962
- Premio Acquisto Comune di Casalecchio di Reno – BO - 1956
- Fondazione: Galleria San Fedele – Milano – 1956
- Galleria Number - Firenze – 1956-
- Number One Art Gallery – New York – 1957
- Mostre a Roma, Napoli,  Marina di Camerota, Bengasi Libia. dal 1960 al 1966
- Orsi’s Hotel – Giorginpopoli – Tripoli Libia –
- altre –

            -PROGETTAZIONI E DESIGN -  Fra il 1955 e il 1965 :

Casa Tonielli – Cappella della Verrucchia – Oratorio di Castelnuovo Rangone – Officine Mazzanti – Casa Mazzanti – Casa Zeccoli – Casa Caselli – Casa Miceli – Barkjy’s Store, Tripoli Libia – Orsi’s Blue Hotel, Tripoli –  Albergo Bononia a Latina Scalo – collaborazione con Ing. Gasperi Campani nel progetto Chiesa di Santa Maria del Suffragio a Bologna ed esecuzione della Colomba del Santo Spirito nel triburium – Cappella della Vergine di Lourdes a Castelnuovo Rangone MO - Diverse Scenografie e costumi, fra cui le Scene per Miles Gloriosus  al Bimillenium Plauti a Sarsina – Secchia Rapita di A.Tassoni al Teatro Regio di Parma – Altre Scenografie in vari teatri in Italia, Svizzera, Francia e Spagna.

                          MOSTRE DAL 2006 AL 2010

1. Gall. Arcadia et in Arcadia ego – Pitigliano GR –Sorano GR.
2. Gall. RossoCinabro: Palombara Sabina –
3. Gall.  Il Babbuino- Roma –
4. Gall. Galovetti-Vincenzi – Ferrara –
5. BludiCielo Art Gallery –
6. Eco d’Arte Firenze Premio Italia –  Certaldo Alto FI
7. ArtExpo Gallery di M. R. Belgiovine Portovenere-Lodi-Rimini-Cesenatico –
8. Gall. Poliedro-Trieste –
9. Gall. Immagine Arte: Foglizzo TO; Castello di Briandate; Castello di Strambino –
10. Galleria Artebo – Bologna –
11. Galleria Calderarte – Calderara di Reno – MO
12. Bellange Maecenas Art Gallery Sverige. Stoccolma  “ Sentimento e Sensazioni dall'Italia”; 
13. Accademia Internazionale La Sponda - Roma - “ Un Fatto di Cronaca”- ;
14. Diploma di merito -– “Gran Galà dell’Arte”- ArtExport Gallery- Portovenere – Nov. 2010
15. A Téimoignage de l’Art”- Quaternel – Mandelieu La Napule – Cannes – Galerie Le Patio 2010
16. Primo Premio Maestri dell’Arte Contemporanea 2011 – Cesenatico 2011
17. Partecipazione al Premio Caporaso – Cusnago Milano  2011-
18. Circolo Artistico di Empoli – 2009 – 2010 – 2011
19. NW LAND di D. Conenna – Il Polittico – Teano non è Lontano – Dic. 2011 – Conseguito il Premio Ambiente Italia nel150esimo e il Premio alla Carriera.
20. Fiuggi - 2012

Altre

(Segue: commenti e cenni critici)

 

 

 

 

 

 

 

  • HA RIJA-Arabian Horse - 2011 -
  • Paesaggio Toscano
  • Una sorgente nel deserto - NM 1967
  • Ritratto: in memoria di ArsHorses -  2016
  • ''La danza prima del Dopo ...... ''  2006
  • Cinghiali e Neve - anno 2004

Commenti sulle opere di Riccardobattigelli:

Che carattere!! Percepisco una forza incredibile. Degno dell'attributo di PITTORE

 


commento di Marina Guarino sull'opera ''Paesaggio della Bassa Bolognese - 1956 - domenica 31 ottobre 2010 alle ore 19:00

Grazie x i voti, coplimenti!!!


commento di Rosy sull'opera I cipressi testimoni alla Memoria dei Caduti - 2003 - martedì 09 novembre 2010 alle ore 17:13

MI PIACEREBBE SAPERE DELLA DONNA ALPHA

SONO AFFASCINATO


commento di Orofino sull'opera Nudi Pensanti di Donne Alfa - 1954 - lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 11:26

 stupendo! parla veramente da solo un dipinto così!  anche perchè potrebbe essere anche la mia sella :))


commento di Umberta sull'opera La mia Sella ..... - lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 15:01

Grazie per il tuo commento Riccardo , ho visto le tue opere e le trovo forti di emozione e talento. Idde del'interno , mi piacciono molto , un abbraccio Stefania


commento di Slai sull'opera CIPRESSI PER DUE - lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 15:52

che bellezza ... bravissimo


commento di Slai sull'opera ''La Dea, il Cavallo e l'Amore'' - 2010 - lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 15:52

Mi ha fatto piacere conoscerla. Posso dire che le sue opere sono a mio avviso cariche di semplicità, realtà e espressività. La sua biografia è lodevole...Un artista completo a tutti gli effetti. A presto!!!!!


commento di Chiara Lunardi sull'opera " Ritorno col vitellino " - lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 16:52

Grazie Riccardo per il meraviglioso commento, e per aver capito e apprezzato il senso profondo del mio lavoro. Io ho dedicato la mia intera vita (fino ad oggi) all'arte, allo studio e l'approfondimento delle diverse discipline che sentivo a me più vicine, portando avanti una ricerca intima e personale sul corpo e le sue varie forme. Mi ha fatto piacere conoscerti e leggere della tua vita, ma soprattutto ammirare le tue opere. Ti ringrazio ancora, e ti mando un saluto con immensa stima e affetto. Ciao!Arpinè.


commento di Arpinè Sevagian sull'opera Nudo - lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 18:38

Sono io a ringraziarti per le gentili parole e per comprendere che l'arte non è fatta di provocazioni arroganti nè di paure a compiere l'immissione dei propri sentimenti. Ciò che veramente finisce per contare e dare senso all'arte è ciò che c'è  ....dietro la pennellata... -

Quindi, se siamo artisti, cerchiamo con umiltà di mettere dietro il segno e dietro la pennellata....il meglio della nostra anima; come tu sai già fare.

Ti abbraccio forte e ti Auguro ogni bene

Riccardo


commento di Riccardobattigelli sull'opera Nudo - giovedì 16 dicembre 2010 alle ore 16:41

 Tutta l'essenza della natura!,ancora complimenti per i tuoi lavori,ho letto la tua biografia,abbiamo qualcosa in comune oltre all'arte...un grande amore per i cavalli..anch'io come te ho lavorato con loro e ho smesso di dipingere in quello che fu uno stupendo periodo,ho riniziato l'anno scorso carica e consapevole del bagaglio ricevuto e che ora cerco di trasferire sulla tela.

Ti auguro di trascorrere delle bellissime feste di Natale

umberta


commento di Umberta sull'opera "Contemplazione e preghiera di un Cowboy errante - sabato 18 dicembre 2010 alle ore 15:18

Ciao Riccardo, mi sembra di aver capito che non ami l'astrattismo: per questo ho scelto e  votato alcune tue opere che, secondo me, tendono inconsciamente all'astrazione. In particolare "Nel Parco di Villa Liliana" mi piace molto, oltre che la sua obiettiva bellezza, per quel senso dell'ignoto che mi infonde. Qui ad attirare i poli opposti ci viene in soccorso Cezanne, vero perno e svolta tra classicità e contemporaneità. Ti ringrazio per gli auguri che ricambio di cuore. P.S. Mi interesserebbe comunque un tuo giudizio su di una mia opera, qualunque esso sia.


commento di Guido Marra sull'opera Nel parco di Villa Liliana - lunedì 27 dicembre 2010 alle ore 19:33

Un arcobaleno di colori e forte pathos: complimenti!


commento di Stella sull'opera ''La danza prima del Dopo ...... '' 2006 - giovedì 30 dicembre 2010 alle ore 17:30

spettacolare  grande a rtista


commento di Giovanna Candida sull'opera "Eloì, Eloì, lema sabactanì " 2004 - mercoledì 12 gennaio 2011 alle ore 22:03

bellissimoooooooooooooooooooo  non sono una c  reitica  ma se dico bellissimo   lo  è   e dice tuttoooooooooooooooo


commento di Giovanna Candida sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 14:17

Parla quest?Opera

Bravo


commento di Giovanna Candida sull'opera Autunno nei giardini Bolognesi: Via Busacchi - Bologna 1955 - giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 14:18

scusa  se mi  permetto   ma queste aoapere  non hanno  è bellissimooooooooooooooooooooooo


commento di Giovanna Candida sull'opera Rose - giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 14:20

non ho paroleeeeeeeeeeeeeeeeeeee sembra  veroooooo  mi  fa venire i  brividiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ìd'emozioneeeeeeeeeeeeeeeeeee

 insegnami


commento di Giovanna Candida sull'opera Fiori e un vaso bianco - giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 14:21

http://venusia-gio.blogspot.com/2009/12/verita-nascoste.html


commento di Giovanna Candida sull'opera Finale della Commedia della Vita - 1966 - giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 14:23

Dove osano la Danza Sette Angeli del Dono della Libertà – Riccardo Battigelli

opera donata dall'artista Riccardo Battigelli all'Associazione Roberta Smedili per la realizzazione della terza edizione del sorriso di Roberta per l'UNICEF - UNICEF Arte© in programma a Milazzo (ME) dal 28 al 30 maggio 2011.

sito web dell'artista www.riccardobattigelli-pittore.com   Commenti
 


commento di Riccardobattigelli sull'opera Dove osano la Danza i Sette Angeli del Dono della Libertà - venerdì 21 gennaio 2011 alle ore 19:04

“ Cronos e le cose davanti a una finestra”,
Riccardo Battigelli – 2009 – olio su tela, 50x70
Come in “ Kronos: il tempo che scorre su cose abbandonate”,del 2005, che è ora a Stoccolma all’Accademia Maecenas, anche questo “ Cronos e le cose davanti a una finestra”, del 2009, è un dipinto piuttosto particolare e che ha imposto un certo impegno per ottenerne quel risultato “granuloso” ma anche con le tonalità come ferme nel tempo. Quel tempo definibile “ come autentica verità, ossia in senso heideggeriano, ^ dove, un "ora" che non é divenuta attuale ma che lo diverrà, in base al suo proprio poter esserci.” ^
Questo commento che pienamente condivido, è stato dato a quest’opera dal Dr R. Baldell, direttore della Maecenas Sverige Accadamy .
Infatti nelle nature morte, dato che anch’esse, oltre ai paesaggi e alla figura, rappresentano un importante aspetto della mia pur modestissima arte. (e che mi legano affettivamente al mio antico maestro Giorgio Morandi), penso che siano contenute tutte le significazioni che Cronos (il Tempo), Kairos (un periodo indeterminato di tempo in cui qualcosa accade) e Ananke (la personificazione del destino ) determinano l’essere e il divenire delle cose che ci circondano e sono protagoniste e memorie del nostro quotidiano vivere.
E’ un passato e un presente che si proiettano poi nel futuro per essere soggetti di ricordi e memorie, familiari o di eventi, oppure che divengono storia; anche se i protagonisti sono solo umili e banali oggetti .
Oppure finire nel nulla, pur rimanendo materia.
Il fascino di queste riflessioni mi inducono spesso a cercare di rappresentare, con semplicità visiva, il carico di questi sentimenti e i significati di tali messaggi, utilizzando a volte inusuali impasti cromatici, come in questo dipinto.
So che è improbabile che chi guarda superficialmente le nature morte identifichi queste mie motivazioni e contenuti, ma mi conforta aver conosciuto chi le ha pienamente percepite.
Questo mi onora moltissimo e con molta gratitudine.
Credo, infatti, che soffermandoci a osservare con senso percettivo e riflessivo, più che del solo guardare, anche in una semplice natura morta possono scoprirsi molti valori di sensazioni emotive e di misteriosi messaggi.....
R.B.
 


commento di Riccardobattigelli sull'opera Nat. M.- Cose davanti a una finestra con i vetri sporchi - venerdì 21 gennaio 2011 alle ore 19:11

“ CRONOS: LE COSE DIMENTICATE”,
Riccardo Battigelli – 2005 – olio su tela,80X90

Questa opera  è ora a Stoccolma all’Accademia Maecenas. Anche questa, come “ Cronos e le cose davanti a una finestra”, del 2009, è un dipinto piuttosto particolare e che ha imposto un certo impegno per ottenerne quel risultato “granuloso” ma anche con le tonalità come ferme nel tempo. Quel tempo definibile “ come autentica verità, ossia in senso heideggeriano, ^ dove, un "ora" che non é divenuta attuale ma che lo diverrà, in base al suo proprio poter esserci.” ^
Questo commento che pienamente condivido, è stato dato a quest’opera dal Dr R. Baldell, direttore della Maecenas Sverige Accadamy .
Infatti nelle nature morte, dato che anch’esse, oltre ai paesaggi e alla figura, rappresentano un importante aspetto della mia pur modestissima arte. (e che mi legano affettivamente al mio antico maestro Giorgio Morandi), penso che siano contenute tutte le significazioni che Cronos (il Tempo), Kairos (un periodo indeterminato di tempo in cui qualcosa accade) e Ananke (la personificazione del destino ) determinano l’essere e il divenire delle cose che ci circondano e sono protagoniste e memorie del nostro quotidiano vivere.
E’ un passato e un presente che si proiettano poi nel futuro per essere soggetti di ricordi e memorie, familiari o di eventi, oppure che divengono storia; anche se i protagonisti sono solo umili e banali oggetti .
Oppure finire nel nulla, pur rimanendo materia.
Il fascino di queste riflessioni mi inducono spesso a cercare di rappresentare, con semplicità visiva, il carico di questi sentimenti e i significati di tali messaggi, utilizzando a volte inusuali impasti cromatici, come in questo dipinto.
So che è improbabile che chi guarda superficialmente le nature morte identifichi queste mie motivazioni e contenuti, ma mi conforta aver conosciuto chi le ha pienamente percepite.
Questo mi onora moltissimo e con molta gratitudine.
Credo, infatti, che soffermandoci a osservare con senso percettivo e riflessivo, più che del solo guardare, anche in una semplice natura morta possono scoprirsi molti valori di sensazioni emotive e di misteriosi messaggi.....
R.B.
 


commento di Riccardobattigelli sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - venerdì 21 gennaio 2011 alle ore 19:19

cavallo come liberta'. ancora grazie per le tue parole o meglio pensieri. sandra levaggi


commento di Sandra Levaggi sull'opera La mia Sella ..... - lunedì 21 febbraio 2011 alle ore 21:22

"la giovinezza sfiorisce ma l'amore per l'arte non sfiorirà mai"

lo dimostra la forza che hai dato nel dipinto "autunno nei giardini bolognesi. Complimenti sinceri da Otidra


commento di Otidra sull'opera Autunno nei giardini Bolognesi: Via Busacchi - Bologna 1955 - domenica 27 marzo 2011 alle ore 16:45

Molto belli questi tre!


commento di Arcangelo Delfino sull'opera L'Incontro - anno 2004 - sabato 09 aprile 2011 alle ore 19:45

Meraviglioso questo binomio!


commento di Arcangelo Delfino sull'opera ''La Dea, il Cavallo e l'Amore'' - 2010 - sabato 09 aprile 2011 alle ore 21:12

Eccezionale !


commento di Arcangelo Delfino sull'opera " Ritorno col vitellino " - sabato 09 aprile 2011 alle ore 21:18

Davvero meraviglioso


commento di Arcangelo Delfino sull'opera ''La Dea, il Cavallo e l'Amore'' - 2010 - venerdì 22 aprile 2011 alle ore 18:31

Un'opera bellissima e delicata piena di suggestione e di pathos. 


commento di Roberto Borra sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - martedì 07 giugno 2011 alle ore 23:24

Incantevole visione ammantata di  luce che appartiene al nostro passato ma che sprigiona quell'energia incontenibile propria di  istanti che  rinascono nel grembo dei nostri ricordi immutabili.


commento di Roberto Borra sull'opera Nat. M.- Cose davanti a una finestra con i vetri sporchi - martedì 07 giugno 2011 alle ore 23:56

 ...grazie Maestro....per me le sue opere sono un poesia che non ha tempo...


commento di Marcio sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - martedì 21 giugno 2011 alle ore 11:06

tutte stupende


commento di Pittore Della Strada sull'opera Cipressi a sera - domenica 11 settembre 2011 alle ore 22:50

Ho visto le tue opere e le ho trovate tutte molto interessanti, porti sulla tela fatti, sensazioni e sentimenti della vita associandoli a colori stupendi.

Complimenti per le tue opere...............ammiro l'originalità del tuo stile e l'abbinamento cromatico dei colori.

Veramente belle!
 


commento di Franco Caspani sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - venerdì 18 maggio 2012 alle ore 18:33

complimenti

non ha nulla da invidiare ai cavalli di de chirico

bravo

gianca

 


commento di Gianca sull'opera HA RIJA-Arabian Horse - 2011 - - venerdì 27 luglio 2012 alle ore 13:21

un lavoro perfetto per un'oera meravigliosa, ricca di contenuto artistico e morale

condivido il pensiero del dr. balgell della Maecenas Sverige Academia

 

bravo

gianca

 


commento di Gianca sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - venerdì 27 luglio 2012 alle ore 13:28

matissiano?ciao?


commento di Daniele Emiliano sull'opera ''Donna Alfa'' 1954 - - venerdì 03 agosto 2012 alle ore 20:13

Molto belli i colori di questo paesaggio...bellissimi come il resto delle tue opere!

Ti ringrazio per le parole e per i voti!

Liz


commento di Liz sull'opera Cipressi a sera - venerdì 03 agosto 2012 alle ore 21:56

Trovo la sua opera emozionante, invio sinceri e vesuviani auguri di buon lavoro

Neotto
 


commento di Neotto sull'opera Shoah: per non dimenticare il 1944 - martedì 30 ottobre 2012 alle ore 11:06

Riccardo, premettendo che invidio la tua foto a cavallo, ch'è il mio animale favoritp, per la sua eleganza e la sua nobiltà figurativa, emozioni che vengono trasmesse sicuramente dalla tua opera: grazie alla tua umiltà artistica.

Auguri sinceri e vesuviani saluti di cuore Neotto

 


commento di Neotto sull'opera Ritratto di Robert-in - anno1967 - mercoledì 31 ottobre 2012 alle ore 09:31

BELLISSIMO........................torno spesso a vedere le tue opere, ed ogni volta rimango ESTASIATO dalla bellezza e perfezione dei tuoi dipinti.
COMPLIMENTI
 


commento di Franco Caspani sull'opera La mia Sella ..... - mercoledì 14 novembre 2012 alle ore 17:40

Grazie di cuore e complimenti per la sua arte ricca di contenuti e sentimenti profondi.

Daniela


commento di Dan A Colori sull'opera Dove osano la Danza i Sette Angeli del Dono della Libertà - martedì 20 novembre 2012 alle ore 20:12

Complimenti un'ottima pittura, i miei complimenti ! ! !


commento di Michele Montalto sull'opera ''Tempesta sulla scogliera'' - 2005 - - venerdì 23 novembre 2012 alle ore 17:42

Maestro, nel rivolgerti i miei complimenti per le tue opere, approfitto per inviarti i miei sinceri auguri per felici feste natalizie e per un buon anno nuovo di arte!!!

Vesuviani auguri Neotto
 


commento di Neotto sull'opera Cutting - venerdì 14 dicembre 2012 alle ore 12:05

 Colori particolari..molto bello!


commento di Aguiar sull'opera " Autunno: Il ritorno delle Cavalle" - anno 2007 - martedì 26 marzo 2013 alle ore 17:39

 Luce stupenda


commento di Sf sull'opera PAESAGGIO e tramonto sul Monte Serra-2012 - martedì 26 marzo 2013 alle ore 17:50

Bellissima opera!!!!! Colori delicatissimi dai toni soffici che creano grandi atmosfere.Una poesia scritta con i pennelli. Ciao Ado.

 

 


commento di Ado Furlanetto sull'opera Cronos: lo scorrere del tempo su cose dimenticate - domenica 01 settembre 2013 alle ore 21:35

 Bellissimo................Edy


commento di Edgardo Colombo sull'opera HA RIJA-Arabian Horse - 2011 - - sabato 15 novembre 2014 alle ore 17:26

 Favoloso,bellissimo........................Edy


commento di Edgardo Colombo sull'opera La mia Sella ..... - sabato 15 novembre 2014 alle ore 17:53

 Bellissimo!!!!!complimenti         Edy


commento di Edgardo Colombo sull'opera Mandria, neve e tormenta ....! - Vita da Cowboy - 2005 - sabato 15 novembre 2014 alle ore 17:59

 Bellissimo...........Edy


commento di Edgardo Colombo sull'opera "Contemplazione e preghiera di un Cowboy errante - sabato 15 novembre 2014 alle ore 18:08

 

32 PERSONE CARBONIZZATE-18 FERITI GRAVI - 138 SENZA PIU' CASA –

STAZIONE di VIAREGGIO – TRAGEDIA DEL 29 GIUGNO  2009 –  

Presentazione e Commenti  all’opera

 

Questa modesta opera è stata dipinta da me, Riccardo Battigelli pittore, il 16 Luglio 2009 sconvolto alla notizia del decesso di un’altra Vittima del “disastro di Viareggio” del 29 Giu. 2009.

Ho immaginato e dipinto il tragico evento con la speranza che non si ripetano altri dolorosi lutti e auspicando che quest’opera generi riflessioni e dialogo sulle responsabilità e cause dell’evento, affinché si intervenga a lenire le enormi necessità materiali, spirituali e morali degli Eredi delle Vittime e dei Superstiti che soffrono le indicibili perdite delle Persone Care, straziate e uccise dall’immane rogo e lo sfacelo di ogni loro bene circostante la Stazione. Purtroppo, in seguito, sono susseguite altre Vittime di quel disastro.

Pongo quest’opera a disposizione delle Autorità interessate per organizzare  un’Asta di opere d’arte, invitando artisti Italiani e Stranieri a partecipare per un Asta di Beneficenza a favore degli Eredi delle Vittime.

COMMENTI rilasciati da Critici, Giornalisti, Storici, ecc.  in attesa dell’apertura d’asta.

Dr. Gian Batista Grimaldi

“ …..L’opera di Battigelli, per il contesto grafico e cromatico di dinamiche esplodenti, con sagome e corpi lacerati e carbonizzati, con il sovrappiù della didascalia….”  scritta in alto a destra, sintetizzata dalla fatidica data – “….è comprensibilissima, e si prestava benissimo per rappresentare iconograficamente Viareggio ed il dramma, oltre che come opera a sè stante, anche su francobolli commemorativi. …..”   “ …… ma come ben sappiamo, allo strazio e alle carni lacerate e ai dolori lancinanti, tra anni di piombo e stragismi vari, siamo stati abituati ed anestetizzati. Per fortuna c'è ancora qualche essere umano, senziente, che comunica con le Organizzazioni per l’Emergenza d'Eventi  e che, con le sue opere d'arte, cerca di svegliare menti sopite ed incolte…….”

 

Prof.ssa B. Degra Dè Bejis

<< VIAREGGIO-29 Giugno-2009 >> << Ciò che questo dipinto di Riccardo Battigelli cerca di rappresentare, non ha volontà di corrispondere ad alcuna assimilazione metafisica né informale, ma bensì, se si vuole al momento escludere ogni legittima aspirazione artistica, è indubbio che si tratta delle conseguenze  di un impulsivo gesto  di denuncia, di rabbia, e di monito alla notizia della ventottesima vittima di una “assurda sciagura“; che, come le tante, troppe sciagure classificabili “assurde” hanno in comune una sola chiave di accesso:  la cattiva gestione delle tecnologie necessarie all’avanzamento del progresso tecnico dell’era moderna e l’assenza di controllo qualificato nello stabilire la presenza di sufficienti Valori e Equilibri nella Scienza, nella Tecnica e nell’Etica dell’organizzazione delle funzioni della quotidianità: cioè la Scuola, il Lavoro,l’ Economia, la Ricerca, la Politica, la misurata qualità della Tecnica…: la nostra vita, insomma! –

 Questi valori sono gli elementi indispensabili all’’Era Contemporanea. Essa è la responsabile per il buon esito delle risoluzioni del Futuro delle Generazioni.

E’ indubbio che quest’opera di Riccardo Battigelli <<Viareggio 29Giugno 2009>> esprima, in tutta la sua interezza, i valori e le emozioni qui accennate e quelle che ognuno vorrà  ipotizzare da questo dipinto…..>>

Dr. Roberto Perdicaro – l’ Elite –

<<… Battigelli dipinge paesaggi, fiori, animali, figure e talora si ispira alla realtà contingente, come per l’opera pubblicata in asta alla Babbuino a Roma, dedicata al tragico evento dell’esplosione alla stazione di Viareggio nel 2009. Un’opera di rara potenza espressiva dove l’artista tramite il dinamico fluire dei colori ricostruisce il dramma umano delle vittime e sottintende precise responsabilità. Il quadro fu offerto dall’artista per un asta a beneficio delle vittime di Viareggio. L’asta fu negata senza ragioni. L’opera fu invece richiesta e battuta ad un asta della Gall. Babbuino a Roma per la ricostruzione di Fagnano Alto (AQ) per i danni subiti durante la notte del 6 aprile 2009 col terremoto di magnitudo 6,2-scala Richter – che ha scosso l'Abruzzo causando a Fagnano Alto numerosi danni agli edifici. 

 

 

Dr. Giorgio Falossi – Critico d’Arte – Direttore Casa Editrice Il Quadrato

Viareggio 29 giugno 2009 : E’ una grande opera di Battigelli per un evento significativo.

Quei rossi color fiamma screziati di giallo, quei blu intensi che si confondono nelle più aggressive dissonanze del  verde lacerato sono la realtà di un ricordo che fa parte della storia e che solo un artista può imprimere e vivere in un attimo sufficiente per la commozione e per il pianto.

Riccardo Battigelli ci parla con i suoi inquieti cromatismi di una realtà intensa che completa una macerazione concettuale di sensazioni pure.

Due figure con le braccia alzate in segno di resa nel falò notturno prima che torni il buio gridano il loro destino.

Forme senza sembianze che vagano  nell’angoscia cromatica sul cui capo segna un cartello la parola Viareggio. Riccardo Battigelli propone i simboli nella sua pittura adottando elementi espliciti come la scrittura e sollecita l’inconscio imponendo i motivi esasperati dell’arte.

 

Dr. Giorgio Falossi – Una lettera

Caro Battigelli,

Ho veramente sentito questo suo quadro. Improvviso mi ha riportato a quella sera e in quei luoghi che io conosco molto bene. Nella nota in internet Lei  parla di terrene delusioni. Lo so, fanno parte del pianto della vita. Grazie di avermi fatto conoscere questa sua opera.

Falossi.

 

UNA E-MAIL del 12/04/2012 da

Beniamino Agus (padre di Josto)

Carissimo Riccardo, caro Amico !

Stavo per chiudere il pc ed ho visto la tua email. L'ho letta subito, senza attendere domani. Ed ho sentito le tue parole. E le ho condivise tutte. Ed ho ammirato la tua Opera ^ Tragedia di Viareggio^. Ed ho percepito, attraverso i colori e le pennellate, l'esplosione del dramma. Ed ho anche sentito il tuo desiderio di comunicare e condividere, con il senso etico e sociale dell'Artista quale tu sei, quella tragedia. Ti ringrazio di ciò. Tornerò in questi giorni a parlarne. Forse anche per sottolineare il paradosso di un'Opera sentita e concepita per un luogo e diventata poi significativa per un altro. Ma il fato ne aveva ben compreso il profondo senso e così ha voluto!

Anch'io ti auguro ogni bene e ti saluto con rinnovata stima ed amicizia.

Beniamino

 

La mia risposta:

Carissimo Beniamino,

quante cose avremmo da dirci noi, ma “il tempo e le cose” ci sono tiranne.

Per ora placo le mie ansie e voglie di parlare dei figli nostri e delle nostre cose di vita e d’arte e dello spirito e di ciò che la vita ci offre mandandoti, come da tua richiesta che tanto mi onora, qualcosa su quel “Viareggio 2009” -

Nell’asta alla Babbuino fui col n° 677  a partecipare, con tanti altri stupendi artisti, per dare un’opera a beneficio dell’Abruzzo...... !

Fallì la proposta per Viareggio e, grazie all’interessamento del Dr. G.Batista Grimaldi,  ne beneficiò l’abruzzese comune di Fanano Alto con il dipinto che mi hanno detto battuto a settemila € !! – Stranezze del fato, stranezze delle genti....! Ma non so da chi né dove è andato a finire. Mi hanno detto che molte persone a quell’asta erano stranieri. Forse di quel dipinto non ne saprò più nulla ma il fatto ‘’che è servito a qualcosa di buono’’ mette un po’ di pace alla mia coscienza.

 Auguri, tanti e di ogni Bene. Cari saluti

Riccardo

 XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

NOTA:

-            Le lettere inviate al Comune di Viareggio e di Lucca non ebbero  nessuna risposta

-        La lettera inviata all’ ASSESSORATO delle POLITICHE COMUNITARIE del COMUNE DI VIAREGGIO e all’Assessore Dr, Pistoia Nicodemo, come indicato dall’On. Bartolozzi, non ebbe nessuna risposta.

 

-        Il 02/03/2010 l’opera fu richiesta dalla Casa d’Aste il Babbuino di Roma, tramite il Dr. Grimaldi, per un Asta a favore dei terremotati dell’Aquila.

 

LE COMUNICAZIONI AI SINDACI DI VIAREGGIO E DI LUCCA

Al Signor Sindaco del Comune di Viareggio

Al Signor Sindaco del Comune di Lucca

QUESTA MODESTA OPERA, da me, Riccardo Battigelli pittore, dipinta il 16 Luglio 2009, in occasione del decesso della 29esima Vittima del “disastro di Viareggio, sperando che non si ripetano altri dolorosi lutti. 

Quest’opera è offerta alle Autorità interessate per organizzare  un’Asta di opere d’arte, invitando Artisti Italiani e Stranieri a partecipare a un’ Asta di Beneficenza a favore degli Eredi delle Vittime.

Lo scopo dell’Asta è quello di contribuire nel miglior modo possibile a lenire le enormi necessità materiali, spirituali e morali degli Eredi che soffrono le indicibili perdite delle Persone Care, straziate e uccise dall’immane rogo e lo sfacelo di ogni loro bene.

Non sarà solo la quantità che farà grande l’aiuto, ma lo sarà soprattutto per la generosità del gesto e l’affetto col quale sarà compiuto.

Fra le tante generose iniziative che sono già state intraprese da Enti e Volontari e quelle che certamente saranno ancora proposte, anche questa decisione può essere un modo per “far pareggiare certi conti con la Storia ….”; senza dimenticare che nulla potrà mai cancellare le conseguenze e le cause di quella immane tragedia.

Le opere presentate in quest’Asta potranno essere anche di Artisti ancora non noti e questo comporterà comunque un realizzo modesto rispetto a quanto è grande il bisogno necessario alla sopravvivenza degli Eredi delle Vittime del disastro, restati senza beni e nel dolore della atroce scomparsa dei loro Cari.

Tuttavia, sono certo che “ Persone di Buona Volontà presenti all’Asta” avanzeranno le loro offerte in modo significativo.

L’INTERO RICAVATO DALLA VENDITA ALL’ASTA

DEVE ESSERE INTERAMENTE DEVOLUTO AGLI EREDI DELLA CATASTROFE DI VIAREGGIO.

            Per la destinazione e distribuzione del ricavato se ne dovrà far carico quella STRUTTURA AMMINISTRATIVA di sicura competenza, che sarà identificata in relazione a quanto è emerso nel corso del  35º vertice del G8 che si è svolto all'Aquila, 8/10 luglio 2009, tenuta nella Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza.   In particolare, sono stati competentemente discussi gli argomenti relativi: all'ETICA del PROGRESSO; alla massima OSSERVANZA E SALVAGUARDIA dei DIRITTI UMANI; all'ETICA DELLA SCIENZA e di ogni ATTENZIONE per il RISPETTO dell’AMBIENTE E DELLA VITA, IN OGNI SUA FORMA.

            ‘’ Ciò che questo dipinto cerca di rappresentare non corrisponde ad alcuna assimilazione metafisica né informale, ma bensì, al di là di qualsiasi aspirazione artistica, è il frutto di un impulsivo gesto  di denuncia, rabbia, e monito alla notizia della ventottesima vittima di una “assurda sciagura“ che, come le tante, troppe sciagure classificabili “assurde” hanno in comune una sola chiave di accesso: 

·        la cattiva gestione delle tecnologie necessarie all’avanzamento del PROGRESSO TECNICO, ma giusto e non  solo fine a se stesso.  

·        la scarsa o inadeguata presenza di controllo qualificato per stabilire la presenza di sufficienti Valori e Equilibri dell’Etica nella Scienza e dell’Etica nell’organizzazione delle funzioni della quotidianità: la Scuola, il Lavoro, la Vita, l’Economia, la Ricerca, la Politica, la Produttività confacente alle reali necessità umane, della salute, del rispetto ambientale, territoriale e della Natura per evitarne squilibri insopportabili dal nostro Pianeta.  

 

Sono, questi, gli elementi indispensabili all’Era Contemporanea perche’ essa è responsabile per il buon esito delle risoluzioni del Futuro delle Generazioni.

Ringrazio con fiducia e speranza negli esiti fattivi della Vostra collaborazione. – Ogni Vostro commento e/o suggerimento è quanto mai desiderato e beneaccetto.

Riccardo Battigelli  

 

32 PERSONE CARBONIZZATE-18 FERITI GRAVI - 138 SENZA CASA –

 

STAZIONE di VIAREGGIO – TRAGEDIA DEL 29 GIUGNO  2009 –  

 

Presentazione e Commenti  all’opera

 

 

 

Questa modesta opera è stata dipinta da me, Riccardo Battigelli pittore, il 16 Luglio 2009 sconvolto alla notizia del decesso di un’altra Vittima del “disastro di Viareggio” del 29 Giu. 2009.

 

Ho immaginato e dipinto il tragico evento con la speranza che non si ripetano altri dolorosi lutti e auspicando che quest’opera generi riflessioni e dialogo sulle responsabilità e cause dell’evento, affinché si intervenga a lenire le enormi necessità materiali, spirituali e morali degli Eredi delle Vittime e dei Superstiti che soffrono le indicibili perdite delle Persone Care, straziate e uccise dall’immane rogo e lo sfacelo di ogni loro bene circostante la Stazione. Purtroppo, in seguito, sono susseguite altre Vittime di quel disastro.

 

Pongo quest’opera a disposizione delle Autorità interessate per organizzare  un’Asta di opere d’arte, invitando artisti Italiani e Stranieri a partecipare per un Asta di Beneficenza a favore degli Eredi delle Vittime.

 

COMMENTI rilasciati da Critici, Giornalisti, Storici, ecc.  in attesa dell’apertura d’asta.

 

Dr. Gian Batista Grimaldi

 

“ …..L’opera di Battigelli, per il contesto grafico e cromatico di dinamiche esplodenti, con sagome e corpi lacerati e carbonizzati, con il sovrappiù della didascalia….”  scritta in alto a destra, sintetizzata dalla fatidica data – “….è comprensibilissima, e si prestava benissimo per rappresentare iconograficamente Viareggio ed il dramma, oltre che come opera a sè stante, anche su francobolli commemorativi. …..”   “ …… ma come ben sappiamo, allo strazio e alle carni lacerate e ai dolori lancinanti, tra anni di piombo e stragismi vari, siamo stati abituati ed anestetizzati. Per fortuna c'è ancora qualche essere umano, senziente, che comunica con le Organizzazioni per l’Emergenza d'Eventi  e che, con le sue opere d'arte, cerca di svegliare menti sopite ed incolte…….”

 

 

 

Prof.ssa B. Degra Dè Bejis

 

<< VIAREGGIO-29 Giugno-2009 >> << Ciò che questo dipinto di Riccardo Battigelli cerca di rappresentare, non ha volontà di corrispondere ad alcuna assimilazione metafisica né informale, ma bensì, se si vuole al momento escludere ogni legittima aspirazione artistica, è indubbio che si tratta delle conseguenze  di un impulsivo gesto  di denuncia, di rabbia, e di monito alla notizia della ventottesima vittima di una “assurda sciagura“; che, come le tante, troppe sciagure classificabili “assurde” hanno in comune una sola chiave di accesso:  la cattiva gestione delle tecnologie necessarie all’avanzamento del progresso tecnico dell’era moderna e l’assenza di controllo qualificato nello stabilire la presenza di sufficienti Valori e Equilibri nella Scienza, nella Tecnica e nell’Etica dell’organizzazione delle funzioni della quotidianità: cioè la Scuola, il Lavoro,l’ Economia, la Ricerca, la Politica, la misurata qualità della Tecnica…: la nostra vita, insomma! –

 

 Questi valori sono gli elementi indispensabili all’’Era Contemporanea. Essa è la responsabile per il buon esito delle risoluzioni del Futuro delle Generazioni.

 

E’ indubbio che quest’opera di Riccardo Battigelli <<Viareggio 29Giugno 2009>> esprima, in tutta la sua interezza, i valori e le emozioni qui accennate e quelle che ognuno vorrà  ipotizzare da questo dipinto…..>>

 

Dr. Roberto Perdicaro – l’ Elite –

 

<<… Battigelli dipinge paesaggi, fiori, animali, figure e talora si ispira alla realtà contingente, come per l’opera pubblicata in asta alla Babbuino a Roma, dedicata al tragico evento dell’esplosione alla stazione di Viareggio nel 2009. Un’opera di rara potenza espressiva dove l’artista tramite il dinamico fluire dei colori ricostruisce il dramma umano delle vittime e sottintende precise responsabilità. Il quadro fu offerto dall’artista per un asta a beneficio delle vittime di Viareggio. L’asta fu negata senza ragioni. L’opera fu invece richiesta e battuta ad un asta della Gall. Babbuino a Roma per la ricostruzione di Fagnano Alto (AQ) per i danni subiti durante la notte del 6 aprile 2009 col terremoto di magnitudo 6,2-scala Richter – che ha scosso l'Abruzzo causando a Fagnano Alto numerosi danni agli edifici. 

 

 

 

 

 

Dr. Giorgio Falossi – Critico d’Arte – Direttore Casa Editrice Il Quadrato

 

Viareggio 29 giugno 2009 : E’ una grande opera di Battigelli per un evento significativo.

 

Quei rossi color fiamma screziati di giallo, quei blu intensi che si confondono nelle più aggressive dissonanze del  verde lacerato sono la realtà di un ricordo che fa parte della storia e che solo un artista può imprimere e vivere in un attimo sufficiente per la commozione e per il pianto.

 

Riccardo Battigelli ci parla con i suoi inquieti cromatismi di una realtà intensa che completa una macerazione concettuale di sensazioni pure.

 

Due figure con le braccia alzate in segno di resa nel falò notturno prima che torni il buio gridano il loro destino.

 

Forme senza sembianze che vagano  nell’angoscia cromatica sul cui capo segna un cartello la parola Viareggio. Riccardo Battigelli propone i simboli nella sua pittura adottando elementi espliciti come la scrittura e sollecita l’inconscio imponendo i motivi esasperati dell’arte.

 

 

 

Dr. Giorgio Falossi – Una lettera

 

Caro Battigelli,

 

Ho veramente sentito questo suo quadro. Improvviso mi ha riportato a quella sera e in quei luoghi che io conosco molto bene. Nella nota in internet Lei  parla di terrene delusioni. Lo so, fanno parte del pianto della vita. Grazie di avermi fatto conoscere questa sua opera.

 

Falossi.

 

 

 

UNA E-MAIL del 12/04/2012 da

 

Beniamino Agus (padre di Josto)

 

Carissimo Riccardo, caro Amico !

 

Stavo per chiudere il pc ed ho visto la tua email. L'ho letta subito, senza attendere domani. Ed ho sentito le tue parole. E le ho condivise tutte. Ed ho ammirato la tua Opera ^ Tragedia di Viareggio^. Ed ho percepito, attraverso i colori e le pennellate, l'esplosione del dramma. Ed ho anche sentito il tuo desiderio di comunicare e condividere, con il senso etico e sociale dell'Artista quale tu sei, quella tragedia. Ti ringrazio di ciò. Tornerò in questi giorni a parlarne. Forse anche per sottolineare il paradosso di un'Opera sentita e concepita per un luogo e diventata poi significativa per un altro. Ma il fato ne aveva ben compreso il profondo senso e così ha voluto!

 

Anch'io ti auguro ogni bene e ti saluto con rinnovata stima ed amicizia.

 

Beniamino

 

 

 

La mia risposta:

 

Carissimo Beniamino,

 

quante cose avremmo da dirci noi, ma “il tempo e le cose” ci sono tiranne.

 

Per ora placo le mie ansie e voglie di parlare dei figli nostri e delle nostre cose di vita e d’arte e dello spirito e di ciò che la vita ci offre mandandoti, come da tua richiesta che tanto mi onora, qualcosa su quel “Viareggio 2009” -

 

Nell’asta alla Babbuino fui col n° 677  a partecipare, con tanti altri stupendi artisti, per dare un’opera a beneficio dell’Abruzzo...... !

 

Fallì la proposta per Viareggio e, grazie all’interessamento del Dr. G.Batista Grimaldi,  ne beneficiò l’abruzzese comune di Fanano Alto con il dipinto che mi hanno detto battuto a settemila € !! – Stranezze del fato, stranezze delle genti....! Ma non so da chi né dove è andato a finire. Mi hanno detto che molte persone a quell’asta erano stranieri. Forse di quel dipinto non ne saprò più nulla ma il fatto ‘’che è servito a qualcosa di buono’’ mette un po’ di pace alla mia coscienza.

 

 Auguri, tanti e di ogni Bene. Cari saluti

 

Riccardo

 

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Riccardobattigelli sull'opera VENTINOVE GIUGNO 2009 ORRENDA STRAGE A VIAREGGIO - battigelli - - mercoledì 10 luglio 2019 alle ore 18:31

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