Louis Magro

Louis Magro Pier Luigi Magro
Padova (PD)

Iscritto dal
27/08/2010
Categoria: Pittori

Opere inserite: 50

Visualizzazioni profilo: 5069

Voti ricevuti: 304 Chi ha votato?


Data di nascita: 01/01/1900
Residenza: Padova - PD

Louis Magro, nome d’arte di Pier Luigi Magro, è nato nel 1958 ad Abano Terme (Padova).
Ha frequentato e si è diplomato al liceo artistico Camerini Rossi di Padova; ha conseguito il Diploma Liceo
Galileo Ferraris in Grafica e Fotografia Digitale; ha frequentato un corso biennale di incisione su lastra,
puntasecca, acquaforte, ecc.; infine ha frequentato il triennio I.U.A.V. in Tecnologie del restauro.
Le sue passioni, oltre alla pittura, sono la fumettistica, la fotografia e le escursioni sulle nostre montagne.
Fin da piccolo sentiva dentro di se il bisogno di comunicare le proprie emozioni attraverso la pittura e la scultura che metteva in pratica nel laboratorio di marmo del padre già all’età di sei anni. Col passare degli anni questa coscienza delle cose lo vedeva cimentarsi sempre con nuove esperienze, mai completamente soddisfatto del suo lavoro. La ricerca continua di nuovi stili, lo ha portato a non volersi proporre al mondo esterno, fino ad oggi. La rinascita interiore che lo ha portato ad estrinsecare il suo mondo interiore, ha fatto nascere il Movimento Marmista, (Marmismo)legato strettamente alla sua attività passata ed al suo bisogno di nuovo.
 www.marmismo.it

  • il mare di pietra
  • Tramonto a passo Giau 1998
  • Dedicato a Michelangelo Merisi
  • Palude
  • Le avventure di Beffy la befana sexy
  • Evviva il petrolio

Commenti sulle opere di Louis Magro:

"La pittura non esiste più, sono rimasti solo i pittori”. Affermazione assai dura e che mi ha fatto riflettere molto.
Sono ormai 50 anni che cammino in questo mondo e mi guardo attorno con curiosità, e mi sono accorto che tutta la mia pittura ha bisogno di qualcosa di semplice e di umile.
Ecco perché il marmismo! Movimento semplice e terreno che trova ispirazione dai sassi, dalle rocce, dalle montagne, dalla terra … osservare la natura allo stato arcaico!
Prendersi il tempo per guardare con i nostri occhi ed estrinsecare dal nostro spirito la semplicità e l’artistico della natura.
L’artistico che in se è cosa ovvia se si è pronti a riceverlo con semplicità, senza provocazioni o performance alienanti.
La terra deve riprendere pieno possesso dei suoi tesori, delle ricchezze che nasconde sotto la crosta, nelle sue viscere.
Noi così egoisti ne togliamo le cose più preziose per puro profitto a danno degli altri.
Partendo da questo concetto rivoluzionario la terra impone un cambio di rotta nel nostro modo di viverla; sta alla nostra coscienza rallentare il continuo depredamento che si effettua ogni giorno per creare cose talvolta superflue per la nostra esistenza.
Ecco perché sono convinto che dopo mezzo secolo che sono in AFFITTO su questo pianeta, devo restituire quello che lui mi ha dato per vivere, con la mia arte. La mia arte materica è povera perché cerco la semplice “pietra scartata dal costruttore per farla diventare testata d’angolo”.
Una analisi retrospettiva che possa definire una cosa antica proiettata nel futuro. Un medioevo del terzo millennio che possa far ripartire l’arte da un nuovo concetto di inimitabilità, quello che tutti noi siamo: unici ed inimitabili, così come lo è tutto ciò che diamo alla società in modo diverso, con il nostro lavoro, la nostra famiglia, i nostri sacrifici.
Tutto questo ci conduce ad una condizione di super (dal latino sopra): solo a noi è concesso di decidere se vogliamo camminare sopra questa terra e di permettere ciò anche alle future generazioni; ma solo se il nostro buonsenso ci aiuterà a non distruggere il pianeta, ci sarà permesso ancora di viverlo.
Louis Magro 2009
 


commento di Louis Magro sull'opera Manifesto - venerdì 27 agosto 2010 alle ore 12:11

Questa è l’opera fondamentale che ha fatto nascere il Movimento Marmista.
Nel constatare ciò che la natura aveva creato, l’artista in essa vide ciò che la pietra celava e, con piccoli ritocchi, ne trasse l’immagine intrinseca.
Ecco quel ritorno alla natura anelato da Louis Magro e vagheggiato dagli uomini fin dai tempi di Aristotele, il quale affermava che “la natura è sostanza di quelle cose che hanno un principio di movimento”.
Più tardi, nel Rinascimento, Leonardo da Vinci disegnava l’uomo vitruviano: nella natura c’è una trama segreta di influssi misteriosi che l’uomo, poiché è un microcosmo che riflette in sé un macrocosmo, può penetrare proprio per la sua affinità con la natura.
Si arriva così all’età moderna con Rousseau che auspicava un “ritorno alla natura”, benefica e spontanea, con l’abbandono delle artificiose strutture sociali e culturali, cause dei mali e delle ingiustizie che colpiscono l’uomo che ha lasciato la sua iniziale benefica condizione naturale.
Con Schelling, poi, nasce la filosofia della natura: “La natura deve essere lo Spirito visibile, lo Spirito è natura invisibile”.
Con questo brevissimo ed incompleto excursus storico, ho voluto far capire ciò che ha fatto dire all’artista “la natura ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno … anche l’arte”. Ecco che la natura non nutre solo il corpo, ma anche lo spirito.
Dott. Cristina Veronese


commento di Louis Magro sull'opera il mare di pietra - venerdì 27 agosto 2010 alle ore 15:27

I Colli Euganei sono stati la casa dell’artista da sempre. I ricordi spaziano a 360° nello spazio e nel tempo a quei momenti felici quando con il padre andava a raccogliere funghi, a cercare gamberi di fiume e fare lunghe passeggiate nella natura.
La natura prodiga di doni che al tempo della sua giovinezza sapeva premiare gli abitanti del luogo. Quella stessa natura, oggi, sfruttata e depauperata da vandalici incendi, da costruzioni snaturanti e cave a cielo aperto.
Omaggio a ciò che era e forse non sarà più.
Dott.Cristina Veronese


commento di Louis Magro sull'opera i miei colli - sabato 28 agosto 2010 alle ore 09:06

"Neppure la psicologia è in grado di sciogliere l'enigma della femminilità". Sigmund Freud


commento di Louis Magro sull'opera Donne - lunedì 30 agosto 2010 alle ore 09:03

Un filo invisibile lega il ventre della Terra, dal quale è uscita la pietra che ha generato quest’opera, con il ventre materno, dal quale scaturisce la vita.
La Terra è donna dalla quale nasce la vita: la Natura.
La madre è donna dalla quale nasce la vita: il figlio.
La natura creatrice dell’uomo, quale essere unico è stata violata dal suo stesso figlio che, in nome della scienza, crea replicanti anti-natura.
Quindi tutto nasce da donna, essere indispensabile per il divenire del genere umano.
L’artista ha firmato quest’opera in modo singolare: lettere poste in prospettiva che scaturiscono dal ventre materno: genesi di ognuno di noi.
Dott. Cristina Veronese


commento di Louis Magro sull'opera La buca delle lettere - martedì 31 agosto 2010 alle ore 19:29

La palude è un luogo in cui il terreno è coperto d’acqua, caratterizzato dallo sviluppo di una particolare vegetazione e fauna che si è adattata all’elevata umidità ambientale e all’imbibizione del terreno. Si origina grazie alla mancanza di un normale deflusso delle acque formando così fango e sabbie mobili. Il ritrovarsi a camminare in una palude crea nell’essere umano angoscia. Ma la palude è anche fonte di vita per coloro che vi si sanno adattare: l’apparente immobilismo cela il pullulare della vita.
La palude, quindi, da luogo potenzialmente mortale, diventa portatore di vita.
E’ questo che l’artista, con l’uso sapiente dei colori ha voluto trasmettere: l’uso del verde e del giallo esprime appieno il suo pensiero.
Al verde corrispondono sensazioni di solidità, stabilità, forza e costanza ed un comportamento caratterizzato dalla perseveranza. L’energia del verde è un’energia potenziale raccolta in se stessa che denota una tensione interiore. L’effetto di stabilità prodotto dal verde rappresenta, da un punto di vista psicologico, i valori saldi che non mutano. La scelta del verde indica inoltre autostima. Il verde è il colore della natura, della vita stessa. Da verde chiaro al verde erba sono tonalità che fungono da sfondo e complemento ai colori primari. Il verde, al livello internazionale, è il simbolo del permesso (passare ai semafori), per cui usato nei siti che pubblicizzano prodotti alimentari a base vegetale, prodotti naturali per bellezza, ecc. Il verde è il simbolo della speranza. Talvolta il verde è anche associato ad una simbologia negativa. E' il colore della rabbia e della putrefazione, del veleno e dell'invidia; nel corpo umano il verde è il segno di grave malattia e anche di morte.
Il Giallo, in Oriente è il colore del sole, della fertilità, della regalità. Nell'antica Grecia era il colore dei pazzi che si dovevano vestire di giallo per essere riconosciuti. In Giappone poteva indossarlo solo chi apparteneva alla famiglia reale. Chi preferisce il giallo tende al cambiamento e alla ricerca del nuovo. Secondo i cromoterapeuti, essendo il colore del sole, dà energia, forza, vitalità, perché le sue vibrazioni sono simili a quelle dei raggi solari. E' per luogo comune il colore della gelosia. E' il terzo colore dopo il rosso e l'arancione, insieme al verde è più facilmente percepito dall'occhio umano, che riesce a distinguere varie gradazioni di verde e di giallo: la natura ci offre tante gradazioni di verde e di giallo. Chi indossa giallo si sente bene con se stesso; è infatti il colore associato al senso di identità, all'Io, all'estroversione. Denota sempre una forte personalità. Utilizzarlo stimola la razionalità e il cervello sinistro, migliora le funzioni gastriche e tonifica il sistema linfatico. La scelta del giallo quindi è ricerca del nuovo, del cambiamento, della liberazione dagli schemi. Sinonimo di vivacità, estroversione, leggerezza, crescita e cambiamento.
Dott. Cristina Veronese


commento di Louis Magro sull'opera Palude - mercoledì 01 settembre 2010 alle ore 09:23

L’uomo moderno, accecato sempre più dal potere e dalla ricerca della ricchezza, ha perso il rispetto e l’amore per la natura. Disastri ecologici ricorrenti portano alla morte di centinaia di migliaia di animali, di piante ed, a volte, anche di uomini. Tutto questo per la smania umana di avere sempre di più, per la paura di non essere in grado di primeggiare, di mettere benzina in macchine sempre più potenti che sublimano il bisogno di apparire.
Ma a cosa ci porta tutto questo? Cosa ne sarà di questo pianeta quando ne avremmo sfruttato tutte le risorse?
Se non metteremo un freno a tutto questo, i nostri figli vedranno molte specie animali e vegetali solo nei libri. Ecco perché lo spazio bianco: il fantasma di ciò che fu verrà a trovarci nei nostri sogni ponendoci una semplice domanda. Perché?
 


commento di Louis Magro sull'opera Evviva il petrolio - mercoledì 01 settembre 2010 alle ore 19:28

La croce per antonomasia , quella in cui Gesù si immolò per la redenzione degli uomini, simbolo della sua passione ed oggetto di culto per i cristiani, si sublima al momento della resurrezione del Cristo fino a scomparire, per essere ritrovata in ciascuno di noi nel momento del dolore, del tormento e delle tribolazioni di tutti i giorni: diuturni che accompagnano il cammino della vita.
Così come Gesù al momento del trapasso volge lo sguardo al cielo per ottenere rassicurazione e coraggio, anche la nostra anima nel momento di massima afflizione cerca qualcosa a cui aggrapparsi … un segno dal cielo che l’aiuti a superare un dolore lacerante.
Nell’ascendere al cielo il Cristo lascia dietro di se il male imperante sulla terra: lo stesso male che ne causò la morte, così come causò la morte fratricida dell’uomo verso l’uomo. Il male che si trincera dietro una maschera di buone maniere, conformismi e simboli che traggono in se stessi la giustificazione alle più grandi abiezioni umane.
Ecco, quindi, che la croce uncinata, segno simbolico che si ritrova presso molte popolazioni della preistoria fino in età storica, per l’errata interpretazione delle sue origini “arie” fu adottata come simbolo da vari movimenti antisemiti e dal nazionalsocialismo tedesco: il male si ritrova quindi nell’animo umano, nessun simbolo ha la capacità di trasformare l’uomo in animale, la strana mescolanza di bene e di male, di nobile e volgare, che è l’uomo.
Ma la croce, estensivamente parlando, può ritrovarsi anche nelle sbarre di una prigione, dove l’uomo sconta le sue colpe, volgendo lo sguardo al di fuori, agli spazi aperti , alla libertà. Tutto sembra essere perso, ma la croce, simbolo di liberazione e trasfigurazione, rende la vita qualcosa che vale la pena di salvaguardare.
Così la nostra madre terra, su cui era piantata la croce di Gesù, testimone silenziosa della crudeltà umana, è ferita dai suoi figli, noi, ogni giorno: la sfruttiamo, la calpestiamo senza ritegno, ne sperperiamo i frutti; e lei, come una qualsiasi madre ci sopporta e soffre in silenzio, speranzosa di vederci cambiare, di vederci diventare adulti e saggi.
Dott Cristina Veronese


commento di Louis Magro sull'opera L'uccido tutti i giorni - sabato 11 settembre 2010 alle ore 15:54

In una società che si lascia assoggettare da maghi e stregoni, la numerologia (così come l’astrologia) la fanno da padrone.
La terza ora e mezza, ovvero il numero 33 (3+30=33) è il terzo numero maestro, rappresentante la più alta vibrazione del 6. La tendenza alla dedizione per gli altri ed al sacrificio presenti nel 6 qui si spostano dalla famiglia a tutta l’umanità. E’ il numero del Cristo, di San Francesco, dei grandi maestri di saggezza. Nel 33 l’ideale umanitario raggiunge l’apice. E’ il difensore della pace. Il 33 non ha più per riferimento il proprio gruppo di provenienza, egli possiede la verità e la vuole trasmettere agli altri attraverso un comportamento esemplare. Per esercitare questa missione si domanda il perché delle cose, vuole stare tra la gente e spingere gli altri alla ricerca della propria verità. Occorre che accetti il confronto per non esporsi a facili illusioni scambiando l’oggetto della sua missione per verità assoluta.
Il 33 rappresenta la “Vibrazione del Cristo” e nel momento in cui l’individuo si identifica nell’Archetipo del maestro, può oscillare tra gli estremi di una dedizione assoluta e di un orgoglio sfrenato. Nel tentativo di corrispondere alle aspettative degli altri, il soggetto rischia di disperdere le sue energie, cadendo nella trappola del masochismo. Il bisogno inconscio di soffrire attrae un determinato tipo di esperienze, atte a riconfermare il senso di vuoto e di inadeguatezza. Il lato opposto della medaglia è costituito dalla presunzione e dall’arroganza. Allontanandosi dalla consapevolezza dell’anima, l’individuo crede di aver sempre ragione e finisce per sentirsi “un dio in terra”.
Il 33 è il numero che indica la massima carica che esiste nella massoneria; “K” è l’undicesima lettera dell’alfabeto (11+11+11=33) che porta al Klu Klux Klan, che è diventato il simbolo dell’odio razziale.
Quest’opera vuole rappresentare la simbologia e la numerologia che viene usata dall’uomo come alibi per commettere ingiustizie ed atrocità disumane.
 


commento di Louis Magro sull'opera La terza ora e mezza - Il simbolo dell'odio - giovedì 16 settembre 2010 alle ore 18:20

 complimenti Louis e' un vero spettacolo quest'opera che ho votato

belle tutte le tue opere      buon arte.


commento di Gregorio Vitale sull'opera L'uccido tutti i giorni - mercoledì 19 gennaio 2011 alle ore 17:35

Complimenti maestro, per non aver mai aver abbandonato sulla tua vena artistica. Andrea Fasolato


commento di Fasolato6012 sull'opera Bosco in autunno - sabato 26 febbraio 2011 alle ore 20:04

Davvero particolare: complimenti ! Post scriptum: il Veneto resta sempre uno degli angoli più magici del mondo !


commento di Arcangelo Delfino sull'opera La mia povera terra Veneta - mercoledì 30 marzo 2011 alle ore 21:04

 Veramente bellissima quest'opera!


commento di Arcangelo Delfino sull'opera Ea xe tanto bea da far schifo E' TANTO BELLA CHE DA FASTIDIO - mercoledì 30 marzo 2011 alle ore 21:06

Davvero bellissima questa tela!


commento di Arcangelo Delfino sull'opera L'uccido tutti i giorni - mercoledì 30 marzo 2011 alle ore 21:09

sono tutti interessanti i tuoi lavori complimenti Luis, colgo l'occasione di augurarti una buona Pasqua


commento di Felice sull'opera Dedicato a Michelangelo Merisi - sabato 23 aprile 2011 alle ore 16:37

bellissima


commento di Arcangelo Delfino sull'opera Siamo cigni neri, oppure struzzi - domenica 15 maggio 2011 alle ore 18:21

fantastica quest'opera


commento di Arcangelo Delfino sull'opera Anime fuori " Achtung: Ignoranti" - domenica 15 maggio 2011 alle ore 18:23

eccezionale


commento di Arcangelo Delfino sull'opera Il vecchio delfino e la giovane aquila - domenica 15 maggio 2011 alle ore 18:24

 Davvero complimenti Louis. Intanto grazie per i tuoi voti e poi....che spettacolo le tue opere!!!! Mi piacciono tantissimo. Un saluto e a presto ciao


commento di Loredana Manzi sull'opera Bianco sangue - martedì 17 maggio 2011 alle ore 22:09

 Proprio bella quest'opera, complimenti


commento di Taibi sull'opera Palude - giovedì 19 maggio 2011 alle ore 15:48

Nell’antica Grecia il gineceo era la parte più interna della casa riservata alle donne. Rispecchia la condizione subalterna della donna greca che doveva essere controllata dal marito che deteneva pieno diritto giuridico su di essa. Ma dopo secoli di ghettizzazione la donna decise di liberarsi dal giogo dell’uomo. Oggi le donne sono uscite dal lago oscuro della dittatura maschile, anche se con non poche difficoltà. Certo non si può affermare di essere arrivati alla ginecocrazia, ma la strada che le donne stanno percorrendo comincia ad intravedere la cima della montagna di quello spartiacque che vede la perfetta parità tra uomo e donna.
Ecco che l’artista rappresenta una donna che si libera dalle oscure acque androgine per elevarsi, con un balzo, al di fuori di tutto ciò che l’ha vista succube per oltre un millennio.
 


commento di Louis Magro sull'opera Gineceo - venerdì 15 luglio 2011 alle ore 17:22

Il tuo stile mi piace molto, complimenti!


commento di Felisia sull'opera Malcontenta - venerdì 15 luglio 2011 alle ore 21:43

molto interessante la tua tecnica,bello mi piace!


commento di Laura B. sull'opera Dedicato a Michelangelo Merisi - martedì 30 agosto 2011 alle ore 15:43

bello


commento di Pittore Della Strada sull'opera Siamo cigni neri, oppure struzzi - lunedì 12 settembre 2011 alle ore 19:35

molto bello complimenti, ciao Luis


commento di Felice sull'opera Arcobaleno di ghiaccio - giovedì 29 settembre 2011 alle ore 11:17

Sacrosanta Veritas!


commento di Roberto Borra sull'opera Anime fuori " Achtung: Ignoranti" - mercoledì 19 ottobre 2011 alle ore 20:16

bellissime tonalità in una composizione perfettamente equilibrata.


commento di Roberto Borra sull'opera Laguna Veneta - lunedì 05 dicembre 2011 alle ore 16:31

complimenti! bellissimo


commento di Marion_s sull'opera Anime fuori " Achtung: Ignoranti" - domenica 18 marzo 2012 alle ore 23:31

conosco questo luogo... posto indimenticabile


commento di Elena Checchi sull'opera Tramonto a passo Giau 1998 - lunedì 19 marzo 2012 alle ore 11:08

molto bello... complimenti.


commento di Elena Checchi sull'opera Malamocco - lunedì 19 marzo 2012 alle ore 11:09

Sinceri complimenti e vesuviani auguri di buon lavoro

by Neotto
 


commento di Neotto sull'opera BB - giovedì 18 ottobre 2012 alle ore 11:02

Trovo la sua opera emozionante, invio sinceri e vesuviani auguri di buon lavoro

Neotto
 


commento di Neotto sull'opera Bianco sangue - martedì 30 ottobre 2012 alle ore 11:47
complimenti per le tue opere...ammiro l'originalità del tuo stile e l'abbinamento cromatico. Veramente belle! Bellissime le forme, i colori ed i giochi di luce che danno all'opera un fascino particolare, BELLO come tutte le tue OPERE. COMPLIMENTI
commento di Franco Caspani sull'opera Malcontenta - mercoledì 28 novembre 2012 alle ore 07:12

Grazie Maestro per il suo gradito commento:

Forza Artisti, uniti l'ARTE vincerà sempre!!!

Vesuviani auguri Neotto


commento di Neotto sull'opera Le avventure di Beffy la befana sexy - mercoledì 28 novembre 2012 alle ore 11:19

complimentiiiiii!!! e buon lavoro...da un'astrattista/futurista..


commento di 3mddi sull'opera BB - mercoledì 28 novembre 2012 alle ore 12:07
bella la foto essenziale nel tema bravo Lillo
commento di Lillomagro sull'opera La speranza non muore MAI! - lunedì 02 novembre 2015 alle ore 09:11
sono colori che amo nel vedere il sole che lascia il posto alla notte bravo nel cogliere questi bei momenti Lillo
commento di Lillomagro sull'opera Tramonto a passo Giau 1998 - lunedì 02 novembre 2015 alle ore 09:13
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