Rodolfo Lacquaniti Jr

Rodolfo Lacquaniti Jr Rodolfo Lacquaniti
Castiglione delle Stiviere (MN)

Iscritto dal
04/12/2015
Categoria: Pittori

Opere inserite: 25

Visualizzazioni profilo: 2793

Voti ricevuti: 81 Chi ha votato? Sono socio dell'Associazione Culturale IoArte


Data di nascita: 01/06/1980
Residenza: Castiglione delle Stiviere - MN
Telefono: 345/8311002


Rodolfo Lacquaniti JR (1/6/1980) completa i suoi studi scientifici liceali a Desenzano del Garda, laureandosi successivamente a Brescia in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio nel 2005 discutendo una tesi in materia di rischio di inquinamento ambientale e salute umana. Da sempre cultore di Arte e Poesia, negli anni del liceo trova naturale sbocco espressivo approfondendo gli argomenti pittorici in qualità di autodidatta raccogliendo le suggestioni che gli derivano dal suo profondo legame “esistenziale” con il mare e la Calabria di cui la famiglia è originaria e la natura trasformandole in impressioni pittoriche e correlativi oggettivi ricchi di lirismo simbolista. Ha partecipato a svariati concorsi e collettive di pittura esponendo in Lombardia e in Calabria. Lavora nel campo ambientale esercitando la sua attività artistica in Italia. Risiede tra le colline moreniche a Castiglione delle Stiviere vicino al lago di Garda.

Scrivono della pittura di Rodolfo Lacquaniti JR [tratto da taccuino di appunti e note della “Collettiva di pittori desenzanesi”, tenutasi nel settembre 1996 presso l’Auditorium del Comune di Desenzano del Garda (Bs)] :

“La pittura di Rodolfo Lacquaniti JR, intrisa di solidarietà mediterranea, richiama profonde suggestioni mitiche. Ripropone, con il suo disarmante candore, i contorni di una terra che tutti vorremmo abitare, quella che la fantasia deposita nello scrigno dell’immaginazione e che si traduce in “realtà” solo nei sogni o nella poesia o sulla tela degli artisti. Sono squarci di paesaggi che conservano intatta la loro bellezza di sempre, fissati nel loro “momento magico”, al di fuori di una precisa collocazione temporale, e per questo carichi di fascino e di mistero. Da quella gamma intensa e misurata al contempo di colori emergono non solo contorni fisici, ma anche il crogiolo dei profumi e dei silenzi di terre incontaminate. Una pittura pura, quindi, capace di provocare splendide sensazioni, facendoci immergere in un mondo che intimamente sentiamo appartenerci e a cui non vorremmo rinunciare; un mondo tanto bello, tanto ricco, con i suoi richiami classici e le sue consonanze moderne, patrimonio universale di tutti gli uomini di ogni tempo e di ogni cultura, che vale la pena difendere – ed è proprio il monito che sembra venire dalla genuina proposta pittorica di Rodolfo Lacquaniti JR – dalla furia devastatrice dell’insensibilità odierna.”

Scrive Giovanni Russo (storiografo, ricercatore, scrittore, musicista e bibliografo conservatore calabrese) della pittura di Rodolfo Lacquaniti JR (2015):

“Corrente artistica, quella di Rodolfo Lacquaniti JR, ricca di contenuti sociali e drammatici, legata alla realtà esteriore di cui sa cogliere gli effetti luministici e coloristici. La sua pittura sottolinea l’esperienza emozionale e spirituale della vita, mediante colori e pennellate forti, veri movimenti realistici che ruotano intorno al rispetto della realtà. Pittura di meditazione, di comunione con la natura-madre cui aggiunge spesso un’amabile mano di fantasia, non senza evidenziare il senso del mito, del suo retaggio medmeo, magnogreco e mediterraneo. Egli, attraverso specifiche sezioni tematiche, ci consente di ammirare quelle narrazioni metaforiche dedicate alla natura selvaggia. Interprete di atmosfere oniriche, di paesaggi incantati, Lacquaniti indaga, mediante un taglio critico assolutamente nuovo, un’ispirazione antica e, come è facilmente intuibile, rimane del tutto indifferente alla grammatica della prospettiva ragionata, facendo emergere una rappresentazione senza tempo dove vince la densità dei colori e la purezza dell’arte. Ed ecco apparire: olivi secolari, il mare azzurro con spiagge selvagge ed incontaminate, gli incalliti pescatori dondolati dalle variegate barche, le antiche civiltà, le reminiscenze di paesaggi calabresi con torri costiere a difesa dalle scorrerie e dalle incursioni saracene. Il tutto acquista uno spessore narrativo, divenendo soggetto di una silenziosa vicenda di cui riusciamo a scorgere la trama. Una pittura solare, istintiva, profonda, insomma, che scaturisce da un impatto sentimentale ed affettivo che rende giustizia, particolarmente, alla sua amata e tanto denigrata Piana di Rosarno, dirimpettaia delle Eolie e del sempre presente Stromboli.”

  • Brezza
  • Meriggiare pallido e assorto
  • Lasciami volare, lasciami sognare in pace
  • I love you
  • Ulivo sull'infinito
  • La profetessa di Medma_visione dell'oracolo

Commenti sulle opere di Rodolfo Lacquaniti Jr:

 Sempre un territorio selvaggio che si combina con la selvaggia vanità della donna saracena che si compiace di sé, che con quel braccio alzato vuole rivaleggiare e primeggiare nei confronti della natura


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Vanità saracena - mercoledì 09 dicembre 2015 alle ore 14:15

 Un cielo carico di nubi viola che protende ad orizzonti oltre il limite della scena. Il Tempo, personificato nel palazzo (e nelle mura) prosegue verso l’incontro con il mare. In primo piano un uomo di spalle che contempla tutto questo assieme ad una statua che raffigura due volti. Il volto di un vecchio di spalle, reale, e due immagini (in diverse posizioni) frontali ma irreali. L’arte e l’architettura che fissano il tempo e la storia dentro l’uomo. L’uomo è il concentrato di quella dolcezza.


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Omaggio a Igor Mitoraj - mercoledì 09 dicembre 2015 alle ore 14:15

 Un vecchio pastore che si regge ad un bastone, come la colonna regge il tempio antico. Mare, cielo e animale sono lo sfondo di un tempo “atemporale” di una Grecia salva dalla corruzione delle cose


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Pausa magnogreca - mercoledì 09 dicembre 2015 alle ore 14:18

 Il doppio piano di lettura lontano-vicino contrappone l’avventurosa casa isolata ai venti, la costa rocciosa sinonimo di durezza e l’impetuosità del mare ondoso e spumoso alla dolcezza del vecchio sulla sua imbarcazione. Altro motivo di piacevole dissonanza è la scritta “fragile” sulle casse e il territorio aspro e duro. L’uomo che si rivolge alla luce, che è abbagliato dalla luce potente che entra dall’esterno, tanto forte da tenere gli occhi chiusi, racchiude il generale stupore-compiacimento per la natura. La sua barca, come la sua anima fragile, sembra ricrearsi nella vastità portata dal vento e dal sole.


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Brezza - mercoledì 09 dicembre 2015 alle ore 14:22
L'autore esce dall'opera come il personaggio e guarda se stesso come per sdoppiarsi riuscendo,forse ,a dare un senso alla vita.antonio lucio rudy lacquaniti
commento di Antonio Lacquaniti sull'opera Omaggio a Igor Mitoraj - lunedì 14 dicembre 2015 alle ore 09:01
Da studente liceale e poi universitario partivamo per fare esperienze lavorative con mio fratello Rodolfo senior e altri amici verso la Francia e altri posti d'Europa...ed ho visto gli abbracci delle persone che lasciavano la Calabria per emigrare,come dice in un apoesia,Franco Costabile,nei pollai d'Europa...Quanta tristezza,noi saremmo ritornati ma tutta questa gente rimaneva lontano dagli affetti e dalle loro case...In questo Ilove you ho ritrovato i sentimenti profondi di persone che restano legati alle loro famiglie e alla propria terra.ANTONIO lUCIO rUDY lACQUANITI
commento di Antonio Lacquaniti sull'opera I love you - lunedì 14 dicembre 2015 alle ore 09:08
E' di una poesia bucolica delicata e talmente bello il paesaggio calabro che ti perdi oltre l'infinito in un volo che olprepassa la felicita' fatta di piccoli gesti. Sento dentro le case dei contadini le grida dei bambini che scappano andando a finire sull'aia della casa e il canto solenne delle donne che raccontono al cielo la loro sofferenza per i figli lontani in terre straniere...Diventa serenità questa tua pittura,per una terra,grande e amara...come diceva Leonida Repaci...Antonio,Lucio ,Rudy Lacquaniti
commento di Antonio Lacquaniti sull'opera Perché ti fermi? - mercoledì 16 dicembre 2015 alle ore 11:10

 Molto suggestivo ed emozionante!


commento di Laura B. sull'opera Quid est Veritas? - lunedì 11 gennaio 2016 alle ore 20:24

 Molto tenero!


commento di Laura B. sull'opera Mater in Santorini - lunedì 11 gennaio 2016 alle ore 20:25
Il primo commento è stato redatto dallo scrittore, poeta Vito Lorenzo Dioguardi.
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Omaggio a Igor Mitoraj - sabato 23 gennaio 2016 alle ore 14:41
Il primo commento è stato redatto dallo scrittore, poeta Vito Lorenzo Dioguardi, a cui va il mio più sentito ringraziamento.
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Brezza - sabato 23 gennaio 2016 alle ore 14:42
Il primo commento è stato redatto dallo scrittore, poeta Vito Lorenzo Dioguardi.
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Pausa magnogreca - sabato 23 gennaio 2016 alle ore 14:43
Il primo commento è stato redatto dallo scrittore, poeta Vito Lorenzo Dioguardi.
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Vanità saracena - sabato 23 gennaio 2016 alle ore 14:43
Quando dipinsi questo quadro avevo sedici anni. In quegli anni mi attiravano i pomeriggi d'estate con i suoi autentici rumori e odori come il cicaleggio di sottofondo e il vento che palpitava tra le fronde. Cercavo di ispirarmi a quelle atmosfere nella ricerca e nel tentativo che tutt'oggi continua incessante di dominare il colore e le sue mille sfumature.
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Secolarità mediterranea - sabato 23 gennaio 2016 alle ore 15:28

 Opera di una dolcezza infinita, direbbe Giacomo (Leopardi) vaga.

La luce domina il quadro, questa luna seppure lontana è lì, con il suo candore, con il suo riflesso, che comunica il mistero di un universo in cui siamo irrimediabilmente immersi, di cui siamo parte, che ce ne accorgiamo o meno. 

Tanta è la luce che le stelle ne sono abbagliate.

Cielo delicato e soave, ma pieno di poesia.

E così due individui, le cui sagome fanno pensare ad ombre, fanno pensare all'uomo (l'umanità) che è nella tempesta del dubbio ma così sitibondo di verità, di introdursi nel mistero, che, seppure da angolature diverse, diventano allegoria di una condizione umana alla ricerca, pieno di quella magia del pensiero e della favola, pieno del desiderio di innalzare il proprio intelletto alle sorgenti del tutto.

Toccante come sembra che il territorio aspro sia alle loro spalle, come se fossero usciti da un bosco, come se abbiano voluto camminare verso la luce (deviando il loro percorso?), come se quella sosta (forse non programmata, ma dalla solida meraviglia) fosse per loro una rinascita, una proiezione della propria anima verso la pallida amica di tanti sogni giovanili e cara compagna di ogni solitudine e di ogni sincero sodalizio. 

 

Hanno attirato la mia attenzione anche i telefonini (penso) con i quali gli uomini sono intenti a fotografare o filmare la verità. La tecnologia che aiuta la ricerca, la modernità che si interroga e si arrovella su temi di antica filosofia, un senso del sacro che traspira attraverso la luce lunare che è mediato da questi strumenti della nostra intelligenza.

E appunto fantasia e intelligenza trovo che combinino la ricerca moderna.

Complimenti, Rodolfo!

In fondo la risposta a questa domanda (Quid est Veritas), è difficile ma affascinante come il tuo quadro.

 


commento di Vito Lorenzo Dioguardi sull'opera Quid est Veritas? - domenica 24 gennaio 2016 alle ore 02:48
Grazie Vito per il tuo commento che ha saputo cogliere "nel segno" (con profonda sensibilità e senso critico) il senso e il significato/significante che ho voluto dare al mio quadro. In effetti le due figure tentano con il cellulare di carpire il mistero della luna (quante volte abbiamo in fondo cercato tutti noi di farlo?) ma probabilmente non ci riusciranno. In fondo il miglior ricordo che possiamo avere delle varie esperienze della vita è dentro di noi, dentro la nostra coscienza, dentro la nostra inarrestabile voglia di ricerca e di ricercarsi...da cui la domanda...Quid est Veritas? Grazie ancora e buona Arte! Rodolfo Lacquanit Jr
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Quid est Veritas? - domenica 24 gennaio 2016 alle ore 13:36

 paesaggi alquanto veritieri, complimenti sinceri.


commento di Mauro Bombelli sull'opera Meriggiare pallido e assorto - martedì 26 gennaio 2016 alle ore 08:33
Grazie Laura per il complimento!
commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Quid est Veritas? - giovedì 28 gennaio 2016 alle ore 20:39

 Molto bello!!


commento di Laura B. sull'opera Ulivo sull'infinito - giovedì 28 gennaio 2016 alle ore 22:03
Caro Rodolfo , per capire il significato di questa tela bisogna entrare dentro all'opera che tu hai realizzato... C'è un profondo legame al vissuto sociale e attuale di una terra come la Calabria... Oltre alla tua bravura voglio sottolineare il dramma-tragedia che esiste in questo tuo lavoro artistico... La figura principale è questa madre di colore che tiene in braccio il suo bambino...diventa simile ad una Madonna , alle Icone che i monaci bizantini affidavano al mare per salvarle da sicura distruzione di invasioni e da. culture religiose diverse....Affidavano al mare , che ancora oggi diventa protagonista...In barconi, in navi da macello migliaia di persone vengono stipate, lucrando sulla speranza di queste persone per andare in luoghi sicuri lontano dalle guerre , dalla fame, dagl'odii religiosi...E poi la teste della divinità Persefone del VI° secolo A.C.,ritrovata a Medma che marcisce tra arance della miseria e di un sud più povero in mano alle mafie e a politici corrotti...C'è una preghiera orfica che anticamente veniva fatta alla Dea Persefone..."...O Persefone...odimi , o dea beata: i tuoi frutti mandaci su terra ,tu che in pace fiorisci e nella dolce salute e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza..."... E' simile la preghiera che questa nuova Madonna di colore rivolge a noi...questa gente chiede comprensione , pace e amore...Jonh KENNEDY in un discorso all'ONU su diritti umani , rivolgendosi ai regnanti di tutto il mondo...Nessuno di noi ha il diritto di uccidere , reprimere , distruggere persone , gruppi etnici solo perché diversi o per i colori della pelle... Nessuno se non la stessa vita con la morte può decidere di toglierla...Ognuno ha un cuore , delle gambe , delle mani , gli occhi un cervello , la parola anche con linguaggi diversi ma tutti abitiamo sotto lo stesso cielo , lo stesso sole...Nessuno può pensare di distruggere gli altri... Siamo bravi noi umani a fare case , strade , grandi citta'... a realizzare opere d'arte , quadri mischiando e utilizzando colori diversi...ma se una persona di colore di pelle diversa si avvicina...alziamo le nostre difese paura e preconcetti... Non siamo riusciti a dare alla nostra esistenza un senso e un segno del nostro passaggio...abbiamo questa sola vita...tentiamo di renderla più colorata ... Grazie Rodolfo per averci dato la possibilità da un quadro , parlare dell'esistenza umana....Se amiamo i colori possiamo amare le persone con colori diversi dal nostro. Cordialmente Antonio Lucio Rudy lacquaniti
commento di Antonio Lacquaniti sull'opera La profetessa di Medma_visione dell'oracolo - lunedì 01 febbraio 2016 alle ore 11:08

 Grazie Antonio per il tuo contributo di visione  d'insieme  che hai affidato alle tue righe critiche. Era mia intenzione dare un omaggio alla mia nostra terra d'origine martoriata da scandali mediatici e ignobili tentativi di emarginante solitudine  a cui lo Stato sembra aver relegato ampie porzioni  di territorio della Calabria e del Sud. La Madonna nera come la chiami tu è l'icona della miseria e porta in grembo un bimbo BIANCO che forse vuole rappresentare a simbolo la speranza. Il tutto è  calato tra sogno e visione profetica, mito ed ecologia violentata. Vorrei che la luce del tramonto richeggiasse nella coscienza di molti uomini che a vario titolo sono responsabili di questa devastazione. Grazie con rinnovata stima pittorica e non solo Rodolfo Lacquaniti JR 


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera La profetessa di Medma_visione dell'oracolo - lunedì 01 febbraio 2016 alle ore 13:15
Ciao Antonio, ti ringrazio per il commento ai miei quadri; anch'io desidero lasciarne uno qui per la tua opera. Scelgo questo perchè è quello che per me ha un maggiore impatto emotivo: la figura in primo piano è la protagonista e rappresenta l'archetipo materno cui si aggiunge una specificità contestuale data dall'alto numero di immigrati di colore che vivono condizioni di emergenza e precarietà in quelle campagne dove i contadni da un lato sono costretti a lasciar morire le arance per terra e dall'altra dove altri imprenditori sfruttano la manovalanza di colore a prezzi da far inorridire.E sullo sfondo la testa della statua di atena (?) recisa come il frutto di un violento terremoto dimostra la fallibilita di un certo modo di fare conoscenza.
commento di Olimpia Pino sull'opera La profetessa di Medma_visione dell'oracolo - martedì 02 febbraio 2016 alle ore 14:53

 Cara Olimpia, grazie per il commento che ha saputo cogliere nel segno l'intento artistico di denuncia di quelle realtà che tu hai descritto. La testa è di Persefone e scende recisa come a simbolo di un passato che ormai non c'è più che fatica a confrontarsi con un presente di dolore, edgrado, abbandono ed emarginazione politica. Ho voluto comunque dare un messaggio di speranza con il bimbo nato.Ti ricordo che l'opera è un mio dipinto (cioè di Rodolfo Lacquaniti jr), non è di Antonio Lacquaniti. Antonio è un talentuosissimo  pittore, scrittore e poeta  della scena artistica calabrese e italiana a cui devo molto come ispiratore, Amico e non solo.

Buona pittura. Rodolfo Lacquaniti Jr


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera La profetessa di Medma_visione dell'oracolo - martedì 02 febbraio 2016 alle ore 15:37

 Che meraviglia! Che luce! Che atmosfera!!! Complimenti sinceri


commento di Gabriela Aleksandra Szuba sull'opera Quid est Veritas? - lunedì 08 febbraio 2016 alle ore 12:18

 Grazie Gabriela, la luna da sempre ci illumina con la stessa faccia e nonostante tutti questi millenni non si è ancora stancata di ispiraci ed ossercvarci...un caro saluto Rodolfo Lacquaniti jr


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Quid est Veritas? - martedì 09 febbraio 2016 alle ore 14:24

 Che atmosfera... Ti invita dentro.. Riesco sentire la sabbia sotto i piedi..


commento di Gabriela Aleksandra Szuba sull'opera Oltre il canneto - martedì 16 febbraio 2016 alle ore 15:04

 Caro  Rodolfo, e' un quadro di una  forza visiva  potente..

Valutabile  nelle figure dei personaggi che hai realizzato con  profondo senso umano che si denota nelle figure di queste persone  che sicuramente non sono  nella  sufficenza espressiva del proprio io...tu  tocchi non solo come artista  il problema dei disabili mentali ma per la forza richiesta dalla problematica che tratti, c'e' una vera esplosione di caldi e robusti colori che li hai fissati sulle figure de due amici indifferenti  alla curiosita' altrui.

Sono persone che hanno bisogno della massima comprensione e di solidarieta' umana...ricordo un personaggio che a Tropea lanciava il cappello in aria e gridava voliamo...voliamo...ognuno nel percorso della propria vita incontra sempre se stesso...chi come questi che spno protagonisti della tua opera non hanno mai pace e vanno a cercarsi non riuscendo a trovare neanche l'ombra...con affetto Antonio l.r.Lacquaniti


commento di Antonio Lacquaniti sull'opera Lasciami volare, lasciami sognare in pace - sabato 20 febbraio 2016 alle ore 23:34

 Grazie Antonio delle tue acute osservazioni. Io abito non distante da un ospedale psichiatrico riabilitativo. Il posto si trova in campagna vicino ad un eremo che ho ritratto nel quadro. Quando vado a correre per i campi per fare running non di rado mi capita di osservare ''i matti''oltre la recinzione nell'ora d'aria che gli viene concessa e spesso mi sono domandato del significato del ''muro'' che ci separa da loro. Noi saremmo per la morale condivisa i normali...ma spesso ho ritrovato più autentica umanità in loro ''anormali'' alla pari di molti animali che ho conosciuto  rispetti a molti uomini che di umano avevano solamente l'appartenenza deontologia ad una categoria. Con affetto Rodolfo jr


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Lasciami volare, lasciami sognare in pace - domenica 21 febbraio 2016 alle ore 20:59

 Grazie Antonio delle tue acute osservazioni. Io abito non distante da un ospedale psichiatrico riabilitativo. Il posto si trova in campagna vicino ad un eremo che ho ritratto nel quadro. Quando vado a correre per i campi per fare running non di rado mi capita di osservare ''i matti''oltre la recinzione nell'ora d'aria che gli viene concessa e spesso mi sono domandato del significato del ''muro'' che ci separa da loro. Noi saremmo per la morale condivisa i normali...ma spesso ho ritrovato più autentica umanità in loro ''anormali'' alla pari di molti animali che ho conosciuto  rispetti a molti uomini che di umano avevano solamente l'appartenenza deontologia ad una categoria. Con affetto Rodolfo jr


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Lasciami volare, lasciami sognare in pace - domenica 21 febbraio 2016 alle ore 20:59

 Grazie Antonio delle tue acute osservazioni. Io abito non distante da un ospedale psichiatrico riabilitativo. Il posto si trova in campagna vicino ad un eremo che ho ritratto nel quadro. Quando vado a correre per i campi per fare running non di rado mi capita di osservare ''i matti''oltre la recinzione nell'ora d'aria che gli viene concessa e spesso mi sono domandato del significato del ''muro'' che ci separa da loro. Noi saremmo per la morale condivisa i normali...ma spesso ho ritrovato più autentica umanità in loro ''anormali'' alla pari di molti animali che ho conosciuto  rispetti a molti uomini che di umano avevano solamente l'appartenenza deontologia ad una categoria. Con affetto Rodolfo jr


commento di Rodolfo Lacquaniti Jr sull'opera Lasciami volare, lasciami sognare in pace - domenica 21 febbraio 2016 alle ore 20:59

Notevole! Tema interessante e complimenti per la tecnica! La tua opera mi suscita una riflessione sulla società moderna -Siamo più folli noi o loro?


commento di Bismark80 sull'opera Lasciami volare, lasciami sognare in pace - giovedì 31 marzo 2016 alle ore 16:55

 Luoghi e figurazione femminile che si intersicano nel

Magico mondo della magnagrecia...

La moderna Nausica spendente di sole,aspetta ancora il suo Ulisse....di uno spessore culturale e poetico notevole.

Cordialmente antonio lucio rudy lacquaniti


commento di Antonio Lacquaniti sull'opera Vanità saracena - mercoledì 13 luglio 2016 alle ore 22:20
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